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La Piramide Scozzese

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La Piramide Scozzese


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Anche lo Scozzesismo parla di piramidi, anzi della “Piramide”.
Qualcuno dei Fratelli avrà avuto occasione di sentire che il profano che ha la fortuna di bussare alle porte di un Tempio scozzese scopre che non ha fatto solo una scelta di vita felice, come tutti coloro che chiedono di rinascere alla Luce, ma anche di trovarsi ai piedi di una montagna incantata, la cui parte più alta è nascosta nel mistero e nelle nuvole, ed è eccitante ed entusiasmante pensare si possa ascenderla tutta, scoprendo, ad ogni livello, orizzonti sempre più affascinanti.

Ma occorrono tempo, perseveranza, spirito di sacrificio, studio e meditazione, il non farsi tradire dalla curiosità, dallo stesso entusiasmo e dalla brama di bruciare le tappe.

Il Massone Scozzese deve essere un “passista” e non un “velocista”; non deve fare come quel marciatore, che, al via, scatta come un razzo e poi scoppia e si perde per la via. Con quanta tristezza si pensa a tutti quei Fratelli, che per impazienza o perché hanno smesso di guardare verso la cima, hanno interrotto la salita, e si sono perduti, riassorbiti dai vicoli senza sole della profanità.

Per ammonire ed incuriosire i più giovani, fortificarli contro il rischio del fallimento di un’esperienza spirituale monca perché troncata, in questo lavoro, desidero mostrarvi il tracciato dell’ascesa, portarvi a scoprire cosa c’è sulla sua sommità, oltre le nuvole della nostra ignoranza.

Occorrono, però, una breve premessa storica e un’indicazione organica.

Il Rito Scozzese Antico e Accettato, nasce il 13 maggio 1801 a Charleston, Carolina del Sud, USA; quando un gruppo di saggi emanò una “Circolare ai due emisferi” e apocrifa la “Grande Costituzione del 33° grado ratificata dal Re di Prussia” del 1° maggio 1786.

La Circolare di Charleston sistemò ed indicò la via dell’ascesa: i gradi sono 30, in continuazione dei primi tre, che costituiscono la piattaforma esoterica fondamentale e “conditio sine qua non”, per poter procedere oltre.

Ed è qui la superiorità e l’originalità, unica ed esclusiva, dello Scozzesismo: mentre nelle altre Muratorie, sia simboliche che liberali, è lasciata al Maestro, la duplice scelta se proseguire l’erezione del tempio o della piramide interiore, giacché l’immagine dell’ascesa piramidale e per quale via, il Maestro scozzese ha la strada tracciata da antichi saggi, perfezionata, arricchita ed abbellita dai tanti valorosi Fratelli, che l’hanno percorsa nei secoli.

Non si intende fare un’esposizione analitica di ciascun grado, ma è bene si sappia che ognuno di essi ha un nome e una filosofia, persegue uno scopo, opera un rituale.

È più interessante forse, parlare brevemente del modo di raggruppare le Logge di perfezione, ossia le Logge del Rito, dopo il 3° grado.

Il più “burocratico” è la tripartizione in “Gradi Capitolari”, dal 4° al 18°, detta anche Massoneria Rossa; “Gradi Mistici”, dal 19° al 30°, Massoneria Nera, e “Gradi Amministrativi”, dal 31° al 33°, Massoneria Bianca.
Nella pratica rituale non si tengono Tornate in tutti i gradi, sarebbe impossibile, ma solo in 4°grado, Loggia di perfezione dei Maestri segreti; in 9°grado, Loggia dei Maestri Eletti; in 14°, Capitolo dei Grandi eletti perfetti e sublimi Massoni, in 18°grado, Capitolo dei Principi di Rosa Croce, ed in 30°, Concistoro dei Cavalieri Kadosch; i gradi intermedi vengono conferiti per “sintesi” o “comunicazione”.

I gradi sono suddivisi secondo la loro origine:

Gradi ebraici, dal 4° al 18°.

Gradi biblici dal 12° al 17°, si riferiscono alla costruzione e ricostruzione del Tempio di Salomone.

Gradi Templari, 19° e 20° e dal 23° al 29°: è chiaro il riferimento all’ordine dei Templari, fondato nel 1118 e soppresso nel 1311.

Gradi alchemici o rosacruciani, 22° e 28°: è palese il rimando ai Rosacroce, movimento creato da un mitico Cristian Rosenkreuz, ma storicamente fondato nel 1620 da Giovanni Valentino Andreae, teologo luterano.

Gradi presi dall’illuminismo tedesco del Tribunale della Sacra Vehme, dal 9° all’11° e 21°.

Gradi amministrativi dal 31° al 33°.

Siamo così giunti in cima, ma cosa c’è oltre le nubi della nostra ignoranza?

Sembrerebbe che la Piramide Scozzese dovesse rappresentare, anche visivamente, con larga base, la grande massa degli Apprendisti e, restringendosi nel salire, il sempre minor numero di Fratelli di grado progressivamente superiore, fino all’apice, un unico punto su cui insiste il numero Uno del Rito, il suo Capo: il Sovrano Gran Commendatore.

Ma è qui la sorpresa, anche la Piramide Scozzese non ha cuspide.

Avete già sentito del simbolismo della mancanza di questa; della base quadrata apicale, come punto di partenza di altra piramide, che, a sua volta, termina con una base quadrata sempre più piccola e fino al “triangolo con l’occhio di Dio”, a simboleggiare lo sforzo dell’uomo di elevarsi e di ricongiungersi con l’Onnipotente.

Dunque, anche la Piramide Scozzese culmina con una spianata, un altopiano, su cui si dispiega l’accampamento dei Maestri Cavalieri e Principi del Real Segreto e cioè del 32°, che fa corona al Sovrano Gran Commendatore.

Esso incarna la sintesi e la rappresentazione dello Scozzesismo ed è costituito da una serie di figure geometriche, inscritte l’una nell’altra e che, a partire dal bordo esterno della spianata quadrata apicale della Piramide e procedendo verso l’interno, sono: un ennagono, un eptagono, un pentagono, un triangolo, un cerchio, una croce di Sant’Andrea.

Dall’esterno verso l’interno sono accampati sulle facce esterne dell’ennagono, in 9 tende, i Liberi Muratori dal 1° al 18°; agli angoli esterni del pentagono, in 5 tende, i Liberi Muratori dal 19° al 30°; agli angoli interni del triangolo, in tre tende distinte da un corvo, una colomba ed una fenice, sono accampati i Fratelli del 31° e 32°; sulla circonferenza sono accampati i Sovrani Grandi Ispettori Generali, tutti 33°, ed al centro della Croce di Sant’Andrea vi è la tende del Sovrano Gran Commendatore.

Vi è una bellezza, un’armonia, una plasticità, un ordine che lasciano stupiti, ammirati e pensosi.

E si coglie la sintesi e l’universalità della Massoneria di Rito Scozzese e la sua unica, originale peculiarità.

Termino con una riflessione strettamente personale; dopo ben ventinove anni di militanza massonica, oggi più che mai, è rafforzato in me il concetto che lo Scozzesismo sia la speranza dell’umanità.

La globalità, l’ampiezza totalizzante degli insegnamenti, l’universalità delle dottrine recepite ne fanno non “un” modo di vivere, ma “il” modello esemplare di vita.

Privilegiati quelli di Voi, che perverranno ad ammirare lo sventolio, dai tanti colori, di stendardi e bandiere dell’accampamento!

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Autore Rosmunda Cristiano

Mi chiamo Rosmunda. Vivo la Vita con Passione. Ho un difetto: sono un Libero Pensatore. Ho un pregio: sono un Libero Pensatore.