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Riconoscersi

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Riconoscersi


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“Ricomincio da Shakespeare!”

Ci sono sensazioni che non hanno nome; emozioni che non si possono spiegare, dove nemmeno il paroliere più bravo e capace riesce a dare la giusta, adeguata e congrua nomenclatura.

Questi stati d’animo appartengono prettamente al mondo spirituale e soltanto chi possiede una sensibilità acuita, recettizia e di profonda consapevolezza interiore, è in grado di saggiarne in vita, l’estesa semplice complessità universale.

Non è una questione di età anagrafica, ma di maturità spirituale, acquisita nel corso della propria esperienza umana, a un livello superiore e maggiormente sottile.

Il genere umano, da secoli, lo chiama Amore; già l’amore, quel filo rosso del Destino che inanella tutte quante le stagioni della vita, se si è fortunati, oppure bacia di realtà soltanto alcune epoche del percorso esistenziale di un essere umano, che crede di affacciarsi alla vita per la prima volta.

Dio mette a servizio dell’Uomo la più grande opportunità che egli possa cogliere: la Vita!

In questo cerchio temporale, l’Uomo impara a camminare e, nel contempo, si rende conto di doversi porre delle domande inerenti alla sua reale provenienza spirituale, il suo senso sostanziale nel mondo, la sua effettiva direzione.

In questo frangente, se è in grado di riconoscerlo, gli “capita” l’Amore, o meglio, l’autenticità dell’Amore.

Quando ciò accade, la sua origine spirituale, per diretta applicazione di tutte le leggi universali che la governano, si allinea alla sua componente umana e, da quel momento in poi, diventa un Essere Speciale.

Due anime, o meglio, due spiriti, che per mezzo delle loro anime, si riconoscono nel mondo della prova, come lo è il nostro pianeta Terra.

Attraverso questa fusione spirituale possono generarsi altre nuove vite, che per mezzo dei due spiriti riconosciutisi, decidono di venire a nuova luce e di intraprendere un nuovo personale cammino, finalizzato ad un’innovativa ed ulteriore evoluzione spirituale.

Eppure, le regole del mondo spirituale, che permeano silenziosamente quelle della natura, non coincidono sempre perfettamente con quelle del genere umano.

Le stagioni della vita non sono sempre così scandite e ben precise, come le aveva magistralmente dipinte Hermann Hesse; non sempre.

L’imprevedibilità, come la chiamano oggi, è dietro l’angolo, ed è pronta a mescolare tutte quante le carte da gioco sul tavolo di quella stessa vita, che appariva già perfettamente delineata.

Non esistono vincoli, dogmi, catene di regole che possano ovviare all’irruenza di un amore che possa travolgere l’esistenza di qualcuno con cui abbia stipulato un precedente ed ulteriore patto spirituale, nella Dimensione dello Spirito.

Se esiste dentro di te, esiste già nell’Universo che lo ha riconosciuto, decidendo di restituirtelo nel tempo terreno.

Questo, ti sussurra il tuo spirito, attraverso il cuore umano che possiedi.

Tante le variabili, le incognite, molteplici i sensi che si accendono, sotto quel profondo e oscuro alone di mistero che avvolge le due nuove anime.

Eppure, può accadere che il nuovo amore, subentrato al precedente, non si compia, per un unico semplice motivo: il non riconoscersi reciprocamente, ma soltanto a metà; una metà che vacilla, che si ritrova claudicante e che, dopo essersi nuovamente bruciata al fuoco del desiderio e della passione, si ritira amareggiata e delusa nel proprio alveo esistenziale, cercando di ricostruire se stessa e porre fine alla devastazione emozionale che ha subito, per quell’amore monco all’origine, ma di cui era ignara e inconsapevole.

L’una riconosce l’altro, l’altro non riconosce l’una.

Ciononostante, la metà consapevole, che ha riconosciuto il nuovo amore, ritorna alla propria origine; ricorda da dove è partita, cosa ha fatto in quella stessa vita, ripercorrendo e riguardando il cammino già svolto; lì, in quel preciso istante, accade qualcosa che ha radici spirituali: riconosce per la prima volta se stessa!

Sa chi è, da dove viene e il suo programma spirituale, a poco a poco, riappare, riemergendo da quella nebulosa causata dalla tempesta emotiva.

Custodirà, per ogni successivo istante della sua vita, quel nuovo incompiuto amore, serbandone la verità e la dolorosa sofferenza che le ha causato.

Nei ricordi continuerà ad amare, riconoscendo nel presente, la sua nuova e scolpita identità, che porterà in avanti, sino alla fine dei suoi giorni. Non avrà rimorsi, né rimpianti, perché quello che ha vissuto sarà custodito nel grembo dell’Universo per sempre, essendo di natura autentica e irripetibile.

L’Amore si amplifica; l’Amore si estende e avanza; l’Amore assorbe l’Amore e con esso si fonde in una nuova energia rinnovata, che non ha nulla a che vedere con le leggi materialiste del mondo, né con calcoli numerici o statistiche.

Non esiste peccato, sventura, vergogna che l’Amore non superi, con la propria vigorosa intensità.

E che tu sia uomo, donna, padre, madre, figlio, figlia, marito, moglie, sorella, fratello; che tu sia qualunque cosa credi erroneamente di essere, l’Amore che si genera nel tuo animo, non si spegne alla tua mediocre volontà, ma resta, se autentico, nell’eternità del tempo e dello spazio, perché il tuo cuore, quello che ti ha fatto soffrire e gioire contemporaneamente, gli ha attribuito il primo dono: la Vita nello Spirito.

E questo, William Shakespeare, fra il ‘500 e il ‘600, lo aveva ben capito; ecco perché, ricomincio da Shakespeare!

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Autore Antonio Masullo

Antonio Masullo, giornalista pubblicista, avvocato penalista ed esperto in telecomunicazioni, vive e lavora a Napoli. Autore di quattro romanzi, "Solo di passaggio", "Namastè", "Il diario di Alma" e "Shoah - La cintura del Male".