Home Rubriche Risvegli Lettere dal Futuro – Inviata al 5 gennaio 1991

Lettere dal Futuro – Inviata al 5 gennaio 1991

1953
Lettere


Download PDF

2/5 – Il buio non fa paura

Hai ricevuto la mia lettera; l’ho capito sai. Hai sorriso e qui da me, nel mio tempo, un bellissimo raggio di sole ha attraversato la finestra dello studio e mi ha riportato a te.
In realtà, questo non è stato l’unico segno della giornata. Stamattina, prima di arrivare a lavoro, uno stormo di uccelli mi è volato sul capo, sorvolando la chiesa di San Carlo Borromeo; eri tu, lo so, l’ho intuito, e come te, anche io mi sono sentito confortato da un’energia che ci tiene in piedi entrambi, ognuno nel suo tempo, ognuno per se stesso!

Questo è il tuo ultimo sabato delle vacanze natalizie; da lunedì ritorni a scuola e avrai già messo l’ennesimo segno sul cuore per la sua partenza. È inevitabile lo sai; adesso lo hai accettato e stai imparando a conviverci.

Sei nel pieno della tua adolescenza e tante nuove pulsioni adesso, bombardano la tua mente, che tarda a staccarsi dall’infanzia. Ti piacciono ancora i giochi che rappresentano i cartoni animati che guardi in TV la sera; è naturale; ciononostante ti stai preparando ad attraversare la soglia delle abitudini infantili, per immergerti nella novità di anni che alimenteranno la tua voglia di conoscere, di sapere.

Il tuo corpo è in continuo cambiamento e fra poco, una più accesa sessualità verrà a insegnarti chi sei realmente e non ti lascerà.

Domani sarà domenica per te; il tuo papà sarà partito, la valigia in pelle marrone con la maniglia curva posta al centro sarà andata via con lui. Eppure, cominci ad avvertire, che adesso, quella valigia con la sua maniglia, non è più posta al centro della tua vita.

Non hai più timore né paura di lei, perché hai compreso, probabilmente intuito, che quell’oggetto farà sempre parte della tua vita e ti accompagnerà nei momenti più importanti del tuo percorso in questo mondo.

Quante domande ti poni sul tuo futuro; quanti pensieri puri e luminosi mi invii consapevolmente adesso, sapendo che posso riceverli e ascoltarli.

Finalmente abbiamo creato il contatto; posso comprendere come sia avvenuto, ma mi è ancora oscura la reale motivazione. Probabilmente serve a entrambi; a te per crescere, a me per recuperare un equilibrio smarrito, fra gli eventi che hanno costellato le ultime epoche della mia vita.

La motivazione è ancora oscura, ti dicevo; celata momentaneamente, in attesa della maturazione dei tempi.

L’oscurità in questo tempo ti fa paura; il buio ti fa paura; le tenebre ti procurano orrore e agitazione. Non farlo, non provarci più a renderti insignificante.

Non puoi nemmeno immaginare cosa farai e a chi sarai di indispensabile ausilio, quando avrai i capelli brizzolati, e una barba crespa e incolta sul volto, che oggi ti appare come un campo di seta, su cui stanno iniziando a germogliare i primi fiori neri dell’età adulta. Ti anticipo che nel tempo cambieranno colore, ma ciononostante, ne sarai fiero.

Ascoltami adesso; cerca di comprendere che non posso spingermi più di tanto: il libero arbitrio è Legge Universale, e né io e né alcuna essenza spirituale ha la facoltà di influenzarti nelle tue scelte: impara per te stesso a decidere ciò che più ti fa star bene e sempre, secondo coscienza!

Devi metterti in testa che le tenebre ti occorrono; ti sono indispensabili per caricarti di luce e proseguire il tuo cammino.

Il buio non fa paura; l’oscurità ti appartiene, così come tu appartieni alla Luce.

Abbi il coraggio di camminare per i tuoi sentieri oscuri; non pensare a paradisi e cieli stellati; a volte l’inferno del cuore ti serve più dell’acqua limpida, di un fantasioso e illusorio Eden.

Respira il fumo del tuo dolore quotidiano e trasformalo in aroma profumato; sporcati le mani di necessità ed esigenza, e non aver paura di aprire gli occhi nel ventre delle tenebre interiori. Gli uomini un tempo riuscivano a vedere nell’oscurità; tu non puoi esimerti dall’imparare a farlo.

Ti diranno, probabilmente leggerai, che la vita è dolore e che il cuore è un organo di fuoco, che risorge a ogni colpo di dolore; questo dovrai dirlo tu a me, e comunicarmi se è vero oppure no.

Nonna Eufemia è andata via, lo so. Hai pianto quella notte, tenendoti stretto a tua cugina Mena, chiedendole il perché. Lei ti ha risposto che fa parte della vita, ma che in realtà nonna, non ti lascerà mai.

Anche questo, sarai tu a dirmelo quando sarai pronto.

Sto per imbucare questa lettera; quando la riceverai, anche se piove e fa freddo fuori, apri la finestra della tua stanza, guarda verso la stazione e poi alza il capo al cielo; respira, respira buon Dio e abbraccia nel tuo giovane cuore, l’immensità di quel cielo che vive, ti sovrasta e ti conforta.

Nel frattempo, io sono qui, in cammino.

Buona Epifania.

N.B. Quel carbone ti serve, non buttarlo e non prendertela con mamma, lei non c’entra.

Print Friendly, PDF & Email

Autore Antonio Masullo

Antonio Masullo, giornalista pubblicista, avvocato penalista ed esperto in telecomunicazioni, vive e lavora a Napoli. Autore di quattro romanzi, "Solo di passaggio", "Namastè", "Il diario di Alma" e "Shoah - La cintura del Male".