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Lettere dal Futuro – Inviata al 25 novembre 2006

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Lettere


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3/5 – I giorni passano, e ti avvicini a essere te stesso

Lo so, lo so bene. Stamattina, all’uscita del tribunale, ho avvertito l’esigenza di alzare il capo verso l’alto e guardare il cielo. Siamo in novembre; in realtà, uno strano novembre dal punto di vista, non solo climatico, ma anche spirituale.
È comunque un novembre non doloroso, quanto quello che stai vivendo tu. Non potevo avvisarti né anticiparti alcunché, conosci le regole e non posso infrangerle. È stato il tuo dolore più grande, dopo la scomparsa di papà.

La morte di mamma, così improvvisa, veloce, quasi assurda, ti ha completamente devastato e colto in un momento di fragilità interiore, che hai rischiato davvero di cadere e non rialzarti più.

Hai vacillato, resettato ogni pensiero dalla tua mente ancora giovane; hai persino creduto di morire, quando alla notizia di quel lutto che non ti aspettavi di vivere in questo tempo, ti si è gonfiato il cuore a tal punto, che ti è mancato il respiro.

E così sei nato nuovamente; ma stavolta senza di lei. Sei tornato in questo mondo, allo scoppio del tuo cuore per tutto quanto quel dolore che ti ha quasi stritolato, eppure, non ti sei distrutto, ma hai mutato in nuovo, tutto ciò che era vecchio e vetusto; in ragione di una peculiare alchimia spirituale, sei stato in grado di mutare il dolore in amore e la sofferenza in operativa rassegnazione, agli eventi di quello che noi uomini chiamiamo destino!

Ti ritrovi da solo nella tua camera, in una casa vuota e ricolma di lei e della sua essenza. Sei sempre stato lì; hai sempre e soltanto abitato lì; sai bene l’importanza e il valore che quella casa rappresentava per lei e per tutti quelli che vi hanno abitato, o solamente frequentato. Eppure adesso, la percepisci come un casermone freddo e spazioso, probabilmente, ingannevolmente privo di ricordi che non riesci a rammentare.

Ti senti solo; sei da solo, sei con te stesso; seduto sul letto vicino alla finestra della tua cameretta, col capo chino su un libro di diritto, per tentare di prepararti ai prossimi esami scritti di dicembre.

Non immagini un Natale, una festività; non immagini nemmeno dove sarai domani, eppure, esisti. Eppure ci sei, eppure respiri, pensi e ripensi da quel vuoto che ti devasta il cuore.

Sono al tuo fianco, e quasi in modo impercettibile, avverti la mia presenza; ti ho appena suggerito di lasciarla andare.

Sei scoppiato a piangere; le lacrime hanno bagnato le pagine del tuo libro di diritto e singhiozzando, hai sussurrato:

Vai mamma, vai pure, ti lascio libera di me.

E così è stato; il tuo spirito si è sentito più leggero, e hai lasciato che le catene della tua sofferenza, liberassero quello di mamma, che non riusciva a staccarsi da te e dalla casa.

Hai rivolto lo sguardo alla finestra e hai intravisto un raggio di sole che squarciava una nuvola grigia; hai interpretato quel segno come un saluto di mamma.

Adesso ti sei posto al centro della tua vita, di cui non hai più alcuna certezza. Sei consapevole soltanto che devi proseguire il tuo cammino, vivendo giorno per giorno e non andando troppo in là coi pensieri e le paure mostruose della mente.

La verità è che i giorni passano, cominceranno a passare sempre più velocemente e ti avvicinerai a essere te stesso. Hai compiuto trent’anni e vivono dentro di te due anime: quella afferente alla tua oggettiva giovinezza e quella che riguarda il vissuto doloroso delle tue ultime esperienze. Stai diventando uomo, e sei cresciuto notevolmente.

Una nuova epoca della tua vita si è aperta innanzi a te; il silenzio copre il mio parlare adesso e, come di consueto, anche questo sentiero di parole sta per essere imbucato per il tuo tempo.

Quando riceverai questa lettera, fammelo comprendere, così come ti ho insegnato; più ti stai avvicinando a me e maggiormente avverto il bisogno di capirti e, al contempo, di farmi trovare pronto e preparato, se e quando riuscirò ad aprire la porta dietro cui mi stai attendendo.

N.B.
Apri il suo vecchio borsellino, troverai qualcosa che potrà servirti.

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Autore Antonio Masullo

Antonio Masullo, giornalista pubblicista, avvocato penalista ed esperto in telecomunicazioni, vive e lavora a Napoli. Autore di quattro romanzi, "Solo di passaggio", "Namastè", "Il diario di Alma" e "Shoah - La cintura del Male".