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E in mezzo scorre

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Anna Castaldo


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Esiste un punto più basso; esiste un punto più alto: in mezzo poi, scorre la Vita!

Ho camminato tra le strade del mondo credendo di sapere; ogni volta mi rendevo conto che quel “sapere” non era mai abbastanza; difettava di un pilastro fondamentale: la Conoscenza di sé.

Mi sono ancorato al barlume di una fonte luminosa che credevo fosse vera Luce, e mi sbagliavo; mi sono traghettato nelle tenebre oscure delle mie prigioni esistenziali, illudendomi di trovare la risposta, raschiando così il fondo del barile.

Lentamente mi sono reso conto che il barile non aveva un fondo preciso, e per quanto raschiassi una superficie, tirandola via da quella base illusoria, ne emergeva un’altra ancora più spessa e dura, quanto la corteccia di un albero antico.

Non ho pianto, ma mi sono disperato; non ho urlato, ma udivo la mia voce interiore che mi supplicava di venir fuori da me stesso, emergendo da tutta quanta quella coltre di dolore intimo e inenarrabile.

Ho girato e girovagato, apparendo agli altri presente a me stesso e forse, per un certo verso lo ero; ma i nuovi mondi si stavano allineando al mio e il divenire del mio Essere non poteva accusare ulteriori battute di arresto.

Ho visto volti, ascoltato voci, guardato occhi che non mi appartenevano e che non mi erano affatto familiari; ho sfondato cancelli di case che non erano la mia, cercando qualcosa di cui non avevo un’immagine ben definita ma che sapevo esistesse.

La mia risposta momentanea l’ho trovata nella tua morte: gli uomini non hanno il diritto di perdersi nell’oblio di loro stessi; non è giusto verso il senso reale della propria vita e del loro compito su questo piano fisico, ma al contempo, non è necessario che sacrifichino le loro esperienze in nome di virtù intrise soltanto di profonda negazione!

La Verità scorre nel mezzo; ogni essere umano e consapevole cela dei segreti nei meandri reconditi del proprio cuore e sicuramente li avrai avuti anche tu dei segreti, che ti hanno accompagnato nella tua esistenza.

Avrai pianto fra le pieghe dei tuoi sorrisi; nascosto sentimenti che ritenevi di non portare alla luce; relegato in fondo a quel cuore, ogni ricordo di qualcosa che nei silenzi della tua fecondità spirituale, ti rendevano pudicamente felice.

A un certo punto di te però, le scelte di rinuncia che avevi intrapreso, sono state cruentemente scavalcate dalla tua materia corporale che, lentamente, attimo dopo attimo e per lunghi anni, ti hanno consumato come una religiosa candela, privandoti proprio di quei ricordi che ti avevano tenuta in vita per tutto quanto il tempo.

La tua mente si è mutata in un lungo filo di cotone bianco senza nodi, privo di qualsiasi trama da tessere; eppure, io sono convinto, che in alcuni momenti del tuo lungo silenzio mentale, in realtà, il tuo spirito viaggiasse verso altri spiriti e altri mondi, nutrendo la tua personale fecondità spirituale che ti ha resa oggi, proprio grazie alla terra di dolore in cui ti sei spenta, un puro spirito di luce, per l’Infinita Casa della Dimensione Spirituale.

Ho affidato a me stesso, dopo numerose esperienze, il senso di quello che stavo cercando e che tutt’ora non so ancora di aver effettivamente e realmente trovato.

Il tuo percorso che ho posto in posizione speculare al mio, mi ha dato modo di comprendere che la vita a volte appare come un mazzo di carte da gioco e che, da bravo giocatore, devi imparare a giocartela, carta dopo carta, senza la paura di perdere; se apri la porta alla paura sei già stato sconfitto, ma da te stesso e non dal tuo ipotetico nemico!

Non mi sono perso nell’oblio, ma mi sono ritrovato nel senso profondo di un abbraccio gentile e garbato che mi ha dato modo di intuire il valore autentico e genuino di uno dei tanti volti dell’Amore.

Il tuo esempio mi ha donato la resilienza e, al contempo, l’audacia di ricercare nel mio cammino quotidiano, la finalità reale della mia missione su questo piano fisico.

Al termine del tuo tempo, mi sono ritrovato nel mezzo dei miei anni, che mi conducono a un continuo mutamento e, di conseguenza, a un rinnovato umano e, soprattutto, spirituale Divenire.

Non esiste luce senza un’ombra in agguato che possa adombrarla; e non è male, ma soltanto la potenza pudica di un sottile velo che cela e custodisce i segreti misterici di ogni essere umano consapevole e intuitivo, che ha imparato ad accettare il suo cammino nel mondo, percorrendo la durezza delle sue strade!

Adesso che il tuo spirito è disincarnato, ti si apriranno innanzi nuovi e inesplorati cancelli di accesso a mondi precedentemente sconosciuti; io che resto ancora qui e incarnato, mi avvio verso un sentiero nuovo e rinnovato in cui non esistono più le trappole del passato, bensì si alternano incessanti nuove danze da imparare, per percepire la melodia dell’Universo che si cela nei riverberi terreni della Natura.

Forse esiste un punto più basso; probabilmente esiste anche un punto più alto, ma in mezzo scorre sempre il senso reale della Vita!

Per Anna Castaldo 16.12.1940 – 16.08.2021

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Autore Antonio Masullo

Antonio Masullo, giornalista pubblicista, avvocato penalista ed esperto in telecomunicazioni, vive e lavora a Napoli. Autore di quattro romanzi, "Solo di passaggio", "Namastè", "Il diario di Alma" e "Shoah - La cintura del Male".