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C’è un tempo per Seminare e un tempo per Raccogliere

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Seminare e raccogliere


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C’è un tempo per nascere e un tempo per morire, un tempo per piantare e un tempo per sradicare le piante.
La Sacra Bibbia Antico Testamento – Ecclesiaste, 3, 1-15

Questa citazione ha fatto parte della mia educazione latomistica così come di quella della maggior parte di coloro che stanno leggendo queste righe, al di là dell’Obbedienza di provenienza, trattandosi di un pilastro del senso comune massonico che ci ha cresciuti. In essa è concentrato un distillato di saggezza che non teme il passare del tempo e i cambiamenti culturali, invecchiamenti o nuove mode che lo possano scalfire. Almeno non fino ad oggi.

In questa citazione biblica, infatti, è sottinteso un altro concetto, quello che tra la semina e il raccolto debba passare il tempo necessario per portare a compimento un percorso di crescita, di maturazione appunto, che consenta poi all’uomo di godere dei frutti del suo lavoro.

Applicato in Massoneria, uscendo dunque dal suo originario intento metaforico, questo legame tra tempo, processo di maturazione crescita e raccolto, è quello che avviene quando si decide di “bussare” alla porta del Tempio.

Intraprendere il cammino iniziatico significa votarsi ad un periodo di cambiamenti e nuove opportunità, così come i semi che danno nuove piante.

Il giovane Massone, rappresenta il seme, dal quale, con perseveranza, tenacia e passione presto sboccerà una nuova pianta.

Più volte nel proprio cammino, anche un “vecchio” Fratello, sentirà il bisogno di concimare il proprio terreno, di coltivare nuovi semi.

A loro consiglio di tirare fuori i propri attrezzi rituali: la luna della semina o del seme prevede il nuovo inizio. Ai giovani, l’invito a non far sì che al seme piantato manchino acqua, concime, luce. Tutte le nuove imprese, tutte le nuove opere che nascono e che rinascono saranno più forti di quelle precedenti.

Il lavoro rituale più bello che possiamo fare consiste nel rinnovamento, perché “seminare” qualcosa che possa fiorire e rinvigorire nel futuro è stimolante tanto quanto per il vecchio Massone”, che per il giovane. Nel parlare di gioventù o vecchiaia mi riferisco, ovviamente, al periodo di permanenza nell’istituzione, non certo all’età anagrafica.

L’importanza sta nel come si decide di cominciare questa semina: iniziamo, perciò, liberandoci di tutto ciò che è passato: a cominciare dai rapporti che non ci fanno più bene. Via i brutti ricordi, serrate ciò che va chiuso ed accogliete ciò che di nuovo il percorso iniziatico saprà offrirvi!

Facciamo posto alla trasformazione nelle nostre vite!

Quando negli anni mi hanno chiesto cosa mi avesse spinto ad intraprendere il percorso iniziatico, rispondo così: c’è chi si addormenta sulle ali della ordinaria vita “di veglia” mentre altri, i Massoni, come invasi da una smania che, non trova pace, dedicano la loro esistenza alla ricerca ed alla sperimentazione di ciò fin ora detto su se stessi.

Se la legge cosmica scritta nella Tavola di Smeraldo da Ermete Trimegisto è vera:

E certamente vero anzi verissimo, senza menzogna che ciò che è in basso è come ciò che è in alto, ciò che è in alto è come ciò che è in basso, per fare il miracolo dell’unità regina.

Tutti siamo potenziali semi, tutti possono divenire Massoni, che si sviluppano crescono e muoiono. Ma è altresì vero che non tutti i semi seminati poi nascono e tutti i Massoni che vengono iniziati proseguono il loro cammino.

Chi stabilisce quale seme, Massone, deve nascere e svilupparsi e quale, invece, sia destinato a putrefarsi dormendo eternamente sotto la terra?

Questo di per certo nessuno lo sa!

Di sicuro vi è la forza di Volontà cosciente che ci accompagnerà durante tutto il nostro viaggio.

Noi, in quanto uomini, siamo natura e non altro da essa. Mantenere la nostra connessione con i suoi tempi significa ritornare a noi stessi, riprendere contatto con ciò che siamo diventati.

Diversamente, saremo piante destinate a non riprodurci di quelle destinate ad una sola fioritura, di quelle che non lasciano nessun tipo di ricordo.

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Autore Rosmunda Cristiano

Mi chiamo Rosmunda. Vivo la Vita con Passione. Ho un difetto: sono un Libero Pensatore. Ho un pregio: sono un Libero Pensatore.