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1982: I Rolling Stones al San Paolo di Napoli

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Napoli, 17 luglio 1982, l’Italia aveva appena trionfato ai mondiali in Spagna, ed eccolo lui, Mick Jagger che decise di festeggiare entrando in scena con la maglia di Paolo Rossi, capocannoniere del torneo.

Con questa brevissima introduzione forse basterebbe a farvi capire con quale sentimento, coloro che hanno avuto la fortuna di assistere al concerto hanno potuto vivere.

Non vi starò ora a descrivervi la composizione della band, chi non conosce Mick Jagger, Keith Richards, Ronnie Wood e Charlie Watts, questi quattro nomi, da ben 50 anni, addirittura, ancora una volta, anche dalle mie dita che digitano questi tasti del mio pc in una stanza di una tarda serata di dicembre verranno nominati questa leggendaria band.

Tornando al concerto dei Rolling Stones nello stadio San Paolo, in una intervista di Gianni Minà ai quattro, egli chiese perchè abbiano deciso di suonare a Torino e Napoli, la loro risposta sulla scelta delle due città fù che Torino era la capitale d’Italia e Napoli era la capitale del regno delle Due Sicilie.

Il concerto si svilupperà con una scaletta basata per la metà sugli ultimi tre dischi pubblicati in quel periodo. I Rolling Stones iniziarono alle 21, con Under my thumb, poi continuano con la sparatissima When the whip comes down, lo stadio ormai è un tappeto di gente tutto inneggiante alle quattro leggende del rock.

Mick con una camica multicolore e i pantaloncini bianchi e rossi, con le sue movenze carica di una energia primordiale rock tutto lo stadio, Keith Richards con il suo carismatico modo di essere, lancia fiammate pure di riff blues e rock n’roll, quel rock n’roll che fa aleggiare il nome di Chuck Berry, altra leggenda che a breve percorrerà le righe di testo di questa rubrica musicale.

Il concerto continua con i classici loro pezzi, quali Angie e Tumblin’ dice, fino a toccare Start me up che dal vivo viene prolungata quasi all’infinito in un crescendo delirio, con Jagger che arriva fin sopra il pubblico con una sorta di gru.

Il concerto si conclude come meglio non poteva essere con il pezzo Satisfaction contornato da fuochi artificiali finali.

Questo concerto che ho voluto menzionarvi non è certo da inserire tra le tournèe migliori degli Stones, ma comunque rimane un live storico, per una band che essa stessa rappresenta l’anima del rock, sono stati loro a tracciare la via maestra attraverso la quale la musica di Chuck Berry ha varcato le soglie del Duemila, e per il fatto che abbiano suonato a Napoli, la mia città natale, per di più nello stadio San Paolo, personalmente è come dire, un di più dal quale colui che scrive questa rubrica non poteva esimersi dal raccontare i Rolling Stones se non menzionare questo loro concerto di Napoli.

Concludo questo articolo, senza menzionare questa volta gli album da ascoltare, credo che sicuramente, a riguardo dei Rolling Stones li sappiate anche meglio di me  😎

Beh… alla prossima…  vi anticipo che dal prossimo articolo, mi riferirò a band che verteranno sull’heavy rock, fino a toccare il metal, ed il prog metal…. e… non solo…  non aggiungo altro….. 😎

Villani Antonio

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Antonio Villani
Nato con la musica da quando ero praticamente in fasce. Ringrazio infinitamente mio padre per quando ogni domenica "caricava" un LP di jazz, rythm and blues, swing, ed il mio orecchio incuriosito ascoltava quelle mille note e ritmi che si intersecavano tra loro. Non posso inoltre non menzionare il mio primo strumento musicale, regalatomi nel 1989, la splendida Yamaha PSS-390, mia vera delizia, al quale con i suoi sample e con il suo spettacolare equalizer mi divertivo spassionatamente a riprodurre un sacco di campionamenti e a mio modo... comporre diverse melodie e divertendomi come un matto a 5,6 anni, rompendo i timpani a mia madre. Beh che dire, la mia vena musicale ha avuto inizio e si è poi maturata verso il genere rock, da sempre la mia essenza, al quale faccio riferimento, con la sua forma base quale il blues-rock fino a poi ramificarsi in tutti i suoi sottogeneri, non solo blues. Ho sempre avuto un grande orecchio ed una passione innata, nell'ascoltare attentamente ogni sfumatura di un brano o di un album e cerco di poter offrire questa mia esperienza modellata su ormai infinite ore di ascolto di infiniti album, fino ad arrivare a forme di massima sperimentazione musicale, con l'obiettivo e la speranza di potervi consigliare qualsiasi disco nella maniera piu professionale possibile.