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Il Potere del Linguaggio

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Il Potere del Linguaggio


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Le Parole che fanno la differenza

La competizione per il potere politico è prima di tutto una lotta per controllare e indirizzare le parole affinché possa essere indirizzata, al contempo, anche la popolazione.
Chi riesce a fare in modo che delle cose si parli come vuole lui, riuscirà a far sì che la gente pensi quel che lui vuole.

Robin Tolmach Lakoff, vedi ‘The Language War’, definisce ‘frames’ le cornici concettuali entro cui le cose prendono il senso voluto da chi parla o scrive.

Quando, per esempio, la cornice concettuale popolare considerava normale che i maschi avessero capelli corti, chiunque iniziò a farsi crescere i capelli venne considerato un hippy buono a nulla e senza voglia di lavorare.

Oggi il ‘frame’ è cambiato e nessuno più fa troppo caso alla lunghezza dei capelli nei maschi.

Come vengono usate le cornici concettuali in politica?

Se un partito desidera che vengano approvate misure severe contro i migranti, per esempio, tutto quello che dovrà fare sarà di diffondere nei media un ‘frame’ in cui gli immigrati vengano visti solo ed unicamente come ladri, criminali o stupratori.

Così come si parlava male dei capelloni, bisogna fare in modo che si parli male dei migranti, diffondendo solo notizie negative sul loro conto; questo è il cosiddetto frame – concettuale.

Il partito che riesce a creare con arguzia un linguaggio che diventi poi di uso comune, come quando per esempio in passato si asseriva che i terroni erano tutti sporchi, scansafatiche e maleducati, riesce anche ad ottenere il consenso da tutte quelle persone che si saranno convinte che quel ‘frame’ non sia solo uno stereotipo creato ad arte bensì la realtà.

Un partito, facendo un esempio paradossale, potrebbe farci credere che le persone tatuate siano tutte delinquenti, specificando, ogni volta che si arresta qualcuno, che il soggetto in questione era pieno di tatuaggi.

Dopo aver diffuso le notizie in tal modo per un lungo periodo di tempo sarà facile proporre una legge che vieti ai cittadini tatuati di frequentare luoghi pubblici.

Si tratta, ovviamente, di un esempio improbabile, ma spero che questo renda bene l’idea sul significato di cornice – concettuale e dell’importanza, per un partito, che i cittadini imparino a parlare delle cose così come vuole il partito stesso che se ne parli.

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Autore natyan

natyan, presidente dell’Università Popolare Olistica di Monza denominata Studio Gayatri, un’associazione culturale no-profit operativa dal 1995. Appassionato di Filosofie Orientali, fin dal 1984, ha acquisito alla fonte, in India, in Thailandia e in Myanmar, con più di trenta viaggi, le sue conoscenze relative ai percorsi interiori teorici e pratici. Consulente Filosofico e Insegnante delle più svariate discipline meditative d’oriente, con adattamento alla cultura comunicativa occidentale.