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La Valle delle Erme

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La Valle delle Erme di Vincenzo Cacace


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Olio su tela, cm.40×40

Alle volte, ma oggi sempre più di frequente, escludo, dal mio cammino in cerca di Conoscenza, le “scorciatoie” anche di Pensiero, quelle che, inevitabilmente, limitano la Purezza dell’Ideale per consegnare gli esseri umani desiderosi di Libertà, Amore, Armonia, alla più limitante, tirannica Ideologia… quindi “allungo” il mio itinerario per passare in quella valle remota… persa nei meandri del Tempo… non avendo nessun riscontro geografico, se non quella dell’Utopia, chiusa “ermeticamente” nelle soffitte dell’Encefalo.

Appunto… Ermetica-Mente! Termine che racchiude in sé lo “strumento” svelante e la necessità della ri-velazione.
Un’Idea ed… un’Azione che si completano nella Dimensione introspettiva.

Ciò permette al proprio “Io” di esercitare una certa forma “empirismo”, appunto… formativo, nei confronti di un “Ego” che tende a diventare egemone, forte di quell’istinto naturale di sopravvivenza radicato nel quotidiano “agone”… evitando, così, che gli “alambicchi” o le “cucurbite” alchimistiche, intese come “forme-pensiero” di quegli elementi sottoposti alla trasmutazione, esplodano a causa di qualche banale errore nel procedimento… ma che, in questo caso, è puramente… mentale!

In questo tempo incerto e pieno di dubbi, emerge, in maniera prepotente, il pensiero che anche la Scienza, quella che consideriamo più razionale, proceda comunque per tentativi… anche se poi la stessa “storce il muso” nel giudicare l’esperienza empirica della base “filosofale” di cui è figlia… ma lo ripeto… ora mi “allungo” il cammino… mi “attardo”… ed anche mi “ascondo” agli occhi di un tassativo “necesse est”… per sfuggire all’assillante “persecuzione” delle mere ideologie del quotidiano.

Le controllo guardandole con la “coda dell’occhio” e… le lascio incamminare fuori dalla lunghissima strada… simile a quella bianca, sotto un sole accecante, polverosa come la farina, che, dall’alto del vecchio campanile, osservavo dipartirsi dal mio piccolo paese, verso il Sogno del Futuro… lascio che si inoltrino negli “snodi” dei viottoli, dei vicoli ciechi e delle biforcazioni secondarie, tutti gli innumerevoli e inconsistenti “fattarelli” del mio vivere, ma non certo del mio esistere… quindi, come ho asserito poc’anzi, niente più “scorciatoie”, neanche per seguire l’inganno depauperante che obbliga alla sintesi… quella che, con l’acqua sporca, getta via anche il “bambino” o, se non altro, ogni volta, pezzi di sostanza.

Preferisco l’analisi e… assimilare ogni istante… ogni “centimetro” di quella strada fatta di corsa nella mia “giovinezza”… dunque, con qualche passo in più, eccomi di nuovo arrivare in quella Valle “obnubilata” nella Mente, dove tutto è “immoto” e silenzioso… la Valle delle Erme!

Le “Erme”… sono come contenitori… vasi canopici per le “interiorità” di figure e concetti non retorici, ma esemplificati, perché trasferiti dalla carne viva di una Realtà persa per sempre… ma solo per le ragioni che il Tempo, inesorabile, impone… l’esaurimento biologico della vitalità.

Esse sono lì… immote… nei loro marmorei e bronzei sguardi persi nel vuoto… tra le vestigia silenti di Civiltà che intendevano perpetuarsi sfidando l’Eternità.

Eternità sì… ma, forse anche questo concetto del Tempo interminabile richiede la presenza di qualcuno che ne prenda atto e… che abbia talmente scavato uno spazio nella propria mente per una sua personale “Valle delle Erme”?

Che sia questo un “lascito”… un’eredità da consegnare alla trasmigrazione dell’Anima… a quella Metempsicosi tanto evocata dalle Antiche Sapienze?

Cammino da solo… sotto un limpido cielo… e se parlo ad alta voce ne sento l’eco… è davvero così il “contraltare” del nostro vivere confuso nel caos quotidiano?

Eppure, questa “immagine” è dentro la mente e convive, deambulando con il suo “ospite”, nel mondo che ha sintetizzato e reso alla portata di tutti i vili sottoprodotti dell’Ego…

Vado in giro tra erme e templi, cercando di ritrovare quella parte lasciata indietro del mio spirito e “dietro l’angolo”, lo so già che potrò scoprirne un altro ed un altro ancora… ma stavolta non corro… non vado veloce… e lentamente… passo dopo passo… cercherò di stare a quel gioco impostomi dal Tempo… per raccogliere almeno un piccolissimo pulviscolo, una molecola sollevata dai miei passi… e depositata nella mia piccola ermetica valle… da quella vastità capiente, incommensurabile, che, per ragioni di sintesi, osiamo chiamare… riduttivamente… Eternità!

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Autore Vincenzo Cacace

Vincenzo Cacace, diplomato all'Istituto d'Arte di Torre del Greco (NA) e all'Accademia di Belle Arti di Napoli, è stato allievo di Bresciani, Brancaccio, Barisani, ricevendo giudizi positivi ed apprezzamenti anche dal Maestro Aligi Sassu. Partecipa alla vita artistica italiana dal 1964, esponendo in innumerevoli mostre e collettive in Italia e all'estero, insieme a Giorgio de Chirico, Renato Guttuso, Ugo Attardi, e vincendo numerosi premi nazionali ed internazionali. Da segnalare esposizioni di libellule LTD San Matteo - California (USA), cinquanta artisti Surrealisti e Visionari, Anges Exquis - Etre Ange Etrange - Surrealism magic realist in Francia, Germania e Italia.