Home Rubriche La Finestra Secreta Dell’umano costruire

Dell’umano costruire

425
Vincenzo Cacace, Dell'umano costruire


Download PDF

Olio su tela, cm.50×25

Quando… si sono incontrati? Sì, me lo domando spesso! Quando… concetti speculari messi di fronte alla loro Realtà si sono “studiati” o compenetrati nei loro naturali “misteri”?

Immagino sia avvenuto in quel risvegliarsi improvviso dell’Intelligenza… un momento… un attimo fuggente… come un battito di ciglia divincolatosi dallo stato fisico e… fattosi etereo, che ha attraversato Tempo e Spazio… divenendo il Principio Originario del Fare… un’equazione non scritta sulla lavagna o teorizzata di tutto ciò che è relativo… di tutto il “connettibile” che poi comunicando… si “apre” e si abbandona, senza più remore o resistenze, all’apparire improvviso e coinvolgente dell’illuminazione… quindi la Percezione raggiunta… anch’essa subitanea, per non vedersi svanire la Visione, si tramuta, volitivamente, in “dato” della Ragione!

Di cosa parlo?
E… anche tu… ora me lo domandi?
Intanto, sto cercando di spiegarlo per primo a me stesso!
Cosa?
… ancora!
Va bene… te lo dico!
Ma rimane comunque irrisolto l’interrogativo… sul quando si sono incontrati…
Come chi? Ma, non stiamo forse parlando del Pensiero e della Materia?

… è lì, nel loro “incontrarsi”, che tutto il conoscibile… il tangibile inizia… si palesa alla Memoria dell’Uomo… il resto è sul fondo di una sorta di “sargasso”… un insieme sterminato di “cose” sedimentate, un enorme “bagaglio” sommerso nell’Oceano degli Enigmi… nel Buio… nel Silenzio senza luce di ciò che rimane del Chaos… e non parlo solo del non “utilizzato” nel progetto della Divina Scintilla… ma anche di quella umana… intesa in origine come adatta ad intraprendere, ad equilibrare ciò che è in basso con ciò che è in alto… con l’Ordine Superiore delle “Cose”!

Altrimenti, come potremmo, noi miseri mortali… confusi esseri in “transito”, scrivere la nostra storia… determinare un progetto di Futuro?!

Certo, bisognerebbe darsi da fare, acciocché questo avvenisse davvero!
Elucubrazioni? Lapalissiane considerazioni basate su altrettanti voli pindarici?

Ma dai, ora smettila anche tu di richiedere stupide “rispostine” ad un Ente Creatore, che non è affatto un banale dilettante, bensì infallibile Artefice Divino nel creare Mondi, Vita e sistemi universali… vista anche la grande diversità e varietà di cose con cui ha popolato la Terra… è quindi inutile che continui a dirgli sfrontatamente: “ma che pianeta mi hai fatto?”

E poi perché… ritieni che, sia tuo?
Sei un ospite… o un “abusivo”… paghi forse l’affitto al proprietario… qualcuno te lo ha mai chiesto?

Beh… visto che ad un certo punto il tuo stesso Pensiero ha incontrato quella Materia comune a tutto il Cosmo e… sei riuscito a dotarti di Ragione e Scienza… non credi che avresti potuto arredare e tenere più in ordine il tuo luogo abitativo?

Intanto, lo potevi fare con calma… riflettendo… nessuno ti ha imposto un tempo… anzi, al contrario, di questo te ne è stato dato a iosa!

Però… mi viene un dubbio… non sarà, forse, che hai dimenticato, a causa della tua protervia, di coniugare proprio la Ragione e la Scienza, dimenticando la Coscienza… cioè quel tratto connettivo che da il giusto Senso ad ogni Fare?

Una sorta di cordone ombelicale che fornisce alimento sia all’uno che all’altra… cioè alla materia… alla terra malleabile ed alle energie conseguenti…

Quanto infantilismo… quanto spreco… nel passaggio dall’Arcaico alla cosiddetta “modernità”!

Andavo spesso con mio nonno all’oliveto… e alla vigna… e lo assillavo di domande alle quali lui pazientemente rispondeva e, nel farlo, al tempo stesso, lasciava sempre la mia mente “arata” e “inseminata” da tanti altri interrogativi… vedevo in lui pensiero e abilità nel servirsi della materia, nella varietà delle sue forme.

“Nonno che fai oggi?”
… e lui di rimando… “Costruisco un muro”
…e io… “Con che cosa?”
… e lui… “Con le pietre”
… io sbarrando gli occhi… “Ma, nonno, non vedo pietre!”
lui… ammiccando e sorridendo sotto i baffi… “Sono nascoste… sepolte nel campo… prima devo dissodare e tirarle fuori!”

Così lo vedevo tirar da sotto terra i massi, pietre di varie forme e dimensioni, ciottoli…

“Ma, nonno… nessuna è uguale all’altra… come farai?”
… e lui, asciugandosi il sudore… “Il muro le terrà insieme come fossero una di sostegno all’altra” e aggiunse… “vedi… come gli altri muri che sono qui intorno…”

E… allora li guardai con più attenzione quei muraglioni che circondavano i campi… intervallati qua e là dalle piante spinose dei fichi d’India… e pensai a come e con quanta fatica generazioni di contadini avessero estratto quelle “ossa” della Terra per adattarle con cura… e pensiero.

Erigere un’opera con quella materia “allotropica”, dura e di diversa dimensione e peso, dandole una collocazione funzionale al loro quotidiano progetto.

Aveva le idee chiare mio nonno… costruire un muro… dissodare il terreno… inventandosi, per la pietra informe, una squadratura che non aveva mai avuta … mentre era invece nascosta, nella sua mente… e, per di più, riuscire a trasmettermi dati di conoscenza… in quel tempo che per me rimane incantato… insegnarmi, quindi, a pensare, a come progettare un mio futuro, adoperando qualsiasi “materia” intorno, come un “tutto” a mia disposizione… dunque ad essere “diversamente” ricco, senza denaro in tasca, ma avendo, come strumento aureo, soltanto la mia immaginazione…

Vedi… è inutile tirar sassi contro il Cielo… tutto ritorna giù, nello squallore che noi stessi abbiamo generato, uccidendo il Pensiero e mortificando la Materia.

Oggi di mio nonno ho anche l’età… i suoi insegnamenti ancora mi fanno riflettere… la sua semplicità profonda e saggia mi disarma… cammino ancora guardandomi intorno, con grande attenzione e… vedo uomini spaccare “pietre”, a volte anche sbriciolandole e rendendole inservibili…

C’è chi risponde così alla domanda che facevo da bambino…
“Che fai”?
“Spacco pietre”, dice il primo che incontro…
“Io squadro la pietra”, dice il secondo…
“Costruisco un Tempio… o una Cattedrale”, dice il terzo…

Allora è lì che, mi fermo, perché in quella risposta riconosco un Pensiero rinato dalle profondità del Tempo… lo abbraccio quell’uomo… e sono pronto a dargli una mano!

Pensiero e Materia… non importa quando si incontrarono la prima volta… importa, invece, che ciò sia avvenuto… rivelandoci così… i nostri tesori inesauribili…

Print Friendly, PDF & Email

Autore Vincenzo Cacace

Vincenzo Cacace, diplomato all'Istituto d'Arte di Torre del Greco (NA) e all'Accademia di Belle Arti di Napoli, è stato allievo di Bresciani, Brancaccio, Barisani, ricevendo giudizi positivi ed apprezzamenti anche dal Maestro Aligi Sassu. Partecipa alla vita artistica italiana dal 1964, esponendo in innumerevoli mostre e collettive in Italia e all'estero, insieme a Giorgio de Chirico, Renato Guttuso, Ugo Attardi, e vincendo numerosi premi nazionali ed internazionali. Da segnalare esposizioni di libellule LTD San Matteo - California (USA), cinquanta artisti Surrealisti e Visionari, Anges Exquis - Etre Ange Etrange - Surrealism magic realist in Francia, Germania e Italia.