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Le ragioni di Apelle

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Vincenzo Cacace, Le ragioni di Apelle


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… pagine di un catalogo dimenticato nel Tempo…

Olio su tela, cm.100×80

Emerge, ancora… a dimostrar le sue “ragioni” anche dalla carta patinata di un vecchio catalogo, il Mistero della Pittura Fantasma… la Perfezione dipinta e poi “scomparsa” del suo magistrale “dimostratore”, il pittore fattosi “mistagogo”, ed ormai per sempre assunto nella Memoria Umana, con i suoi “secreti” intrasmissibili.
Un ricordo che arriva impalpabile ed anche invisibile, per la mancanza delle sue immagini dipinte, nel nostro tempo incompetente, una “presenza” che, invece, ha legittima “cittadinanza” nella Dimensione “numinosa” nella quale, anche quando ci sono, i fatti della Storia si perdono, dileguandosi insieme alla più vile cronaca dei giorni… ed è proprio là che l’esistenza, la sua essenza animica, si separa dall’operato del vivere, lasciando confondere i suoi “mortali” confini, con la leggenda che, prontamente, si consolida nel Mito.

Può un uomo… semplicemente con gli strumenti del suo lavoro, quindi prima con i normali rudimenti, che sono accessibili a tutti, poi sperimentando e provando le sue doti e qualità di ragionamento, assurgere ad essere “facitore” d’Arte… quindi Artefice anche della propria Gloria… divenendo egli stesso “Archetipo” assoluto di quel “Mestiere” o “Tèkne”, che rende divine le sue mani e… le sue “intuizioni”… oppure, pur rimanendo nell’umano contesto trovarsele, “baciate” dal Senso Aureo dell’Eternità?

Ebbene, proprio queste, ma non solo, possono essere le “ragioni” che motivano la presenza di Apelle nel Mondo Antico…. nella splendida Epoca Ellenistica e… il suo “stare” in quel tempo, assolutamente… dimostrano!

Il Tempo, infatti, e la Letteratura poi… servendosi di tale evanescente presenza, dovuta alla scarsità di dati, hanno reso la figura di Apelle, non solo mitica, ma addirittura anticipatrice di un “altra” Assenza dell’Opera, quella del manufatto pittorico, tanto cara ai nostri artisti contemporanei, che, di solito, amano servirsi di “tutto” tranne, pennelli e pigmenti…

Una “invenzione”, la sua, o delle condizioni che l’hanno generata, che chiama in causa, appunto, i più bravi operatori della “Tuttologia” odierna, nel confrontare la visività del Nulla, assurta a soluzione “Estetica” con un’Arte scomparsa dal Mondo e, quindi, testimonianza non più visibile… un confronto del tutto concettuale con chi è sepolto nel Passato e non può rispondere all’attuale irridere ideologico… se non con la propria leggenda o, addirittura, con il proprio Mito.

Sento ancora cantilenare i bimbi nei cortili dell’infanzia… ancora non presi e avviluppati da una magnetica e totalizzante virtualità, l’innocente canzoncina:

Apelle, figlio di Apollo
fece una palla di pelle di pollo,
tutti i pesci vennero a galla
per vedere
la palla di pelle di pollo
fatta da Apelle,
figlio di Apollo.

O… giù di lì…

Il ricordo è talmente impreciso… che potrebbe anch’esso entrare nella leggenda…

Rimasugli? Relitti dal Mare della Memoria? Note misteriose sommerse in una semplicistica musicalità?

Parole che possono ripetersi all’infinito rincominciando sempre da capo. Sensi e significati nascosti nella “mitificazione”, poi affidati allo scorrere del Tempo, servendosi di più innocenti… “portatori”?

Penso… a quando ho dipinto l’opera e… a come “sbrogliare” la matassa delle ipotesi che si affollano nella mente… per comprendere non solo le “ragioni”, ma anche i nascondimenti operati da uomini ed eventi ineluttabili della Storia e… forse… ho questo sospetto, dallo stesso Apelle… con l’ausilio di qualche “concausa” creatasi nel suo “modo” di dipingere, fuori da ogni “stilema” a lui contemporaneo… tra l’altro egli fu un pittore molto prolifico e richiesto, vista la sua fama di “Artista Sublime”.

Eppure, di tutto il suo creativo “produrre”… nulla è rimasto… nemmeno un frammento d’intonaco dipinto, con un segno, un colore!

Rimangono omaggi creati con l’immaginario da artisti e letterati e… una canzoncina giocosa…

Allusioni? A cosa allude il fatto che “tutti i pesci vennero a galla”?

Forse che quel dipingere meraviglioso era così degno di nota da coinvolgere anche coloro che ne venivano rapiti, di fronte a tanta bellezza ma, che, al contempo, rimanevano così stupefatti da non riuscire a comunicare alcun sentimento, perché rimasti senza parole… muti appunto come dei… pesci?

E ancora… quell’attribuire ad Apollo la paternità della sua esistenza… perché solo da un Nume così bello, splendente di luce poteva discendere un Artista così sublime?

E quella “palla” di pelle di pollo? Il Mondo? Il Mondo tra le mani che rimbalza a piacimento, strumento di un gioco che abbatte ogni seriosità con la leggerezza… un riconoscimento della sua Grandezza… e la pelle poi… una copertura non solo un dato dermatologico… forse è la “pelle” o pellicola protettiva applicabile alle sue stesse opere… immagini che sembravano avere vita propria e che egli ricopriva d’atramento… quel composto d’ambra e nerofumo di sua invenzione… un’alchimia… una vernice protettiva che creava distanza e profondità… un “escamotage” che, dava senso alla realizzazione di un’intoccabilità della sua opera… atta ad impedire il contatto “plumbeo”, dissacrante di mani “profane”?

Quest’ultima ipotesi potrebbe essere la concausa?

Il Tempo… le stagioni… le erosioni… le ossidazioni dei pigmenti… tutto può rientrare a pieno titolo in quella “concausa”… tutto è nell’avventura della sperimentazione empirica… come per Leonardo secoli dopo e tanti altri, assimilabili alla sua figura e… tanto innamorati della pittura da fondere in essa l’Amore… l’Arte e la Scienza.

Eppure, sembra di vedere in tutto questo una sorta di… “dopo di me, il diluvio”!

Ragioni d’Apelle… dubbi amletici su un’esistenza eclissata in una dimensione della memoria, che non necessita di prove… perché sfida ognuno ad essere immedesimato e immedesimante ed, al contempo, immedesimabile… essere come la “tessera” di un mosaico, un’idea composta da colore e forma atta a colmare l’assenza, che interrompe la continuità… riempire ogni vuoto compositivo della propria pittura oppure, una parentesi esistenziale della propria vita, con un personale ed originale “prodotto” mentale… sì… questo può essere aderente… a ciò che teorizzava ma, in tempi più recenti, il filosofo indiano Aurobindo, riferendosi al fatto che gli artisti non sono soltanto una particolare categoria umana, bensì, ogni uomo è una particolare categoria d’artista… ed ognuno può spingersi tanto in alto o in avanti, quanto consentono le proprie qualità e talento… ma, non è escluso, che certi talenti escano poi dalla “normalità” e si rivelino agli “occhi” del Mondo talmente Grandi da scompaginare ogni riduttivo tentativo di classificazione.

Ma… si può essere così in alto da scomparire completamente dal panorama umano?

Ci sono delle “ragioni” in Apelle, che ha vissuto onori e gloria, tanto da ascendere al Mito e… richiedere al Grande Disegno del Cielo, di continuare ad esistere nel non visibile… “nascostamente”, cioè, come un abitante nascosto nel Sogno…

Pensiero “trainante”?

Ogni Essere capace di chiederlo al proprio animo… dentro di sé, deve però formarsi in un contesto che adopera materia e in cui la lotta vera è la trasformazione non solo di questa ma, anche… del proprio vivere in esistere…

Una delle “ragioni” di Apelle sembrerebbe essere, invece, quella di accedere poi, in un “Oltre” nel quale ogni risultato o vanità vengano già deposti prima di entrarvi…

Infinità di ragioni che, però, non bastano a spiegare una presenza, che la Storia stessa eccezionalmente documenta… in assenza di quei dati che, invece, servirebbero a renderla davvero maestra di vita e non mistificante illusione.

Ma, allora… in quale tempo ci siamo perduti ?

Forse Apelle… nascosto da qualche parte, “mesticando” i suoi strabilianti pigmenti… ancora se la ride… mentre fuori, dei bambini giocano cantando…

Tutti i pesci vennero a galla per vedere…

Vedere cosa?

… in realtà egli riflette e ci fa riflettere sulle sue ragioni e sulle sue “obnubilanti” visioni, che, potrebbero essere anche le nostre, perché… è vero che siamo nel Mondo ma, vi camminiamo, avviluppati inconsapevolmente dalla Dimensione Numinosa ed Evanescente!

Ragioni di Apelle?

Tutto il suo lavoro prima è stato, poi è scomparso… ma, non dal Mito e, infine, ancora adesso e di certo in tempi successivi continuerà a “bilanciarsi” con il nostro “fare” certamente più modesto… motivato per rimanere visibile dopo di noi. ma anch’esso dipinto sulle pareti intonacate con il “cretto” invisibile del Tempo!

 

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Autore Vincenzo Cacace

Vincenzo Cacace, diplomato all'Istituto d'Arte di Torre del Greco (NA) e all'Accademia di Belle Arti di Napoli, è stato allievo di Bresciani, Brancaccio, Barisani, ricevendo giudizi positivi ed apprezzamenti anche dal Maestro Aligi Sassu. Partecipa alla vita artistica italiana dal 1964, esponendo in innumerevoli mostre e collettive in Italia e all'estero, insieme a Giorgio de Chirico, Renato Guttuso, Ugo Attardi, e vincendo numerosi premi nazionali ed internazionali. Da segnalare esposizioni di libellule LTD San Matteo - California (USA), cinquanta artisti Surrealisti e Visionari, Anges Exquis - Etre Ange Etrange - Surrealism magic realist in Francia, Germania e Italia.