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Strumenti di Futuro

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Vincenzo Cacace, Strumenti di Futuro


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Olio su cartoncino, cm.30×24

“Ma non dovevo tenere in braccio dei fiori…?”

“Sì… ma poi ho cambiato idea…!”

“Perché… ci sono tanti ritratti di fanciulle con in braccio dei fiori… ci sono anche poesie bellissime su donzellette che vengono dalla campagna con mazzolini di rose e viole…”

“Ho capito, hai voluto a tutti i costi distinguerti!”

“Ma no… cosa vai a pensare… questa tua asserzione non corrisponde a ciò che realmente cercavo… sì cercavo senza trovare… cercavo dei fiori adatti non solo alla tua immagine, ma anche al tuo pensiero, rispetto ad un Disegno del Futuro e… devo riconoscere che molti, tra le tante varietà, sono quelli che, diventano “emblemi”… simboli di tante qualità dell’animo umano e delle aspirazioni di ogni Essere alla realizzazione in sé di ogni elemento o qualità “perfettibile” ed anche perché, nelle loro stilizzazioni, racchiudono significati di Conoscenze obnubilate, dimenticate, ma ancora, per fortuna percepibili, se si sa leggerli, attraverso la geometrizzazione delle forme naturali di petali, corolle, steli e foglie e… inoltre… c’è l’avvio di quel “pulsare” tra Mente e Cuore… del senso emozionale che i più svariati colori trasmettono alla loro vista… il bianco puro Giglio, la rossa e passionale Rosa, la cerulea ed integrale Aquilegia… ne sono splendidi e fragranti esempi… essenze che si fanno presenze… atte a “fugar ogni male”, assorbendo e restituendo l’acqua di rugiada come un “elisir”, forse del tutto fatuo “inutile” al materialismo imperante, ma, del quale, la nostra fantasia non può assolutamente, fare a meno.

Sarà o è forse un’atavica reminiscenza di un “Giardino Perduto”… sì, forse anche inutile… ma il crederlo può far collocare tra i nostri sogni o ideali, una ricchezza in più… tra gli Ideali catalogati nel nostro Encefalo… quindi all’esame dei “costi e benefici” i conti tornano, eccome, in quell’equilibrio donatoci dalla Creazione tra il Fare e il Sognare… non serve, se si vuole davvero costruire il Futuro, ridurci ad essere assolutamente ancora più poveri togliendo quel poco che rimane dello Spirito all’Anima ed al Corpo, se non ad essere irrimediabilmente miserevoli e senza alcuna speranza!

Proviamo a sognare invece… ad inspirare le “fragranze”, che allontanano le “serpi”… degustare i petali macerati che ritornano a rianimarci in “forma” di liquore… a ritrovare l’integrità d’Origine con la Visione dell’Invisibile che ci avvolge e ci accompagna ed offre come ristoro… acqua di Cielo in coppe azzurrine…”

“Quindi, come pensi di ritrarmi… con quale fiore vorresti identificare me ed il mio progetto futuro?”

Mi domando… “Quale Fiore? Tra quelli citati poc’anzi? E… perché non accogliere l’idea che essi nascondano “strumenti”?

Una “mimesi” studiata ad “arte” per proteggere dietro l’immagine affascinante della Bellezza, la Forza e la Ragione necessarie a costruire quel “divenire” continuamente messo in pericolo dalla incostruttiva “brutezza” che il mondo della Materia ci mette tra le mani come attrezzo… anzi… come “soluzione finale”.

Dunque, ancora non ti accorgi di quanto sia “spoglio” il panorama che ci circonda? Solo tu emergi radiosa… solo tu degna di nota in questa quotidiana desertificazione!”

“Allora… mi darai strumenti tra le mani invece dei fiori… ma, così non sarà meno gentile la mia figura?”

“No, affatto… perché in realtà tu sei come la Terra fertile che di quei fiori contiene i semi… essi sicuramente germoglieranno ed allora ci sarà bisogno proprio di quegli strumenti affidati alle tue mani…

Semplici strumenti antichi ma, da trasferire al nostro povero Domani ormai solo virtuale e senza più alcuna maestria tra le mani… utili misuratori, atti a rincominciare da capo un cammino interrotto…

Ti dipingerò, dunque, con quelle semplici “cose” strette tra le braccia… “protesi” della mente utili alla creatività… un libro… una squadra… un cerchio… una cordicella al tuo collo avvolta come un “lemnisco”… un segno colto dal “progetto” dell’Infinito… e poi, dal tuo volto cercherò di cogliere la più preziosa delle opportunità… il sorriso che va incontro al mistero di sempre… lo stesso che, lasciando dietro di sé l’arido deserto, spinge a domandarsi palpitando: saranno fiori… strumenti …chissà!”

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Autore Vincenzo Cacace

Vincenzo Cacace, diplomato all'Istituto d'Arte di Torre del Greco (NA) e all'Accademia di Belle Arti di Napoli, è stato allievo di Bresciani, Brancaccio, Barisani, ricevendo giudizi positivi ed apprezzamenti anche dal Maestro Aligi Sassu. Partecipa alla vita artistica italiana dal 1964, esponendo in innumerevoli mostre e collettive in Italia e all'estero, insieme a Giorgio de Chirico, Renato Guttuso, Ugo Attardi, e vincendo numerosi premi nazionali ed internazionali. Da segnalare esposizioni di libellule LTD San Matteo - California (USA), cinquanta artisti Surrealisti e Visionari, Anges Exquis - Etre Ange Etrange - Surrealism magic realist in Francia, Germania e Italia.