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Sugar tax. CISAL: Balzello dannoso, a rischio 500 posti di lavoro

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Palumbo: ‘Si rischia un’emorragia occupazionale’

Riceviamo e pubblichiamo.

Un nuovo balzello si appresta ad entrare in vigore dal prossimo 1° luglio, si tratta della cosiddetta sugar tax; inizialmente introdotta con la legge finanziaria del 2019 e successivamente rinviata.

La misura che impatterà sulle bevande zuccherate, le quali, per i prossimi due anni, saranno tassate di 5 centesimi al litro, fa registrare importanti stroncature sia nel campo dell’impresa che tra gli esponenti del governo.

Per Confindustria

aumenterà la fiscalità del 14% su ogni litro di prodotto

ed andrà ad impattare sul calo dei volumi del 5%.

Ad alzare i toni ci ha pensato il Segretario di Forza Italia, Antonio Tajani, secondo il quale

la Sugar Tax non comporta grandi introiti nelle casse dello Stato, si impone una nuova tassa che rischia di mettere in difficoltà tante aziende agroalimentari che stanno già riducendo l’uso di zucchero.

E stamattina si è fatto registrare un importante commento da parte sindacale con Ferdinando Palumbo, dirigente CISAL, il quale ha dichiarato:

Si rischia un’emorragia occupazionale, soprattutto nelle regioni del meridione d’Italia, dove sono di stanza le major nazionali ed internazionali del settore.

Sarà una tassa più simile alle accise sulla benzina ed a quelle sul tabacco, la quale, a differenza di quanto accade per i consorzi di riciclo di vetro, carta e plastica, sarebbe utile soltanto a far cassa e che non cambierebbe di un millimetro le abitudini alimentari della cittadinanza.

A voler essere cauti, nelle sole province di Caserta, Salerno e Catania metterebbe a rischio 500 posti di lavoro.

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