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Se io fossi un angelo

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Io credo nella presenza di elementi misteriosi in mezzo alla gente; qualche angelo, ma non gli angeli dipinti nelle chiese, non solamente loro: non i Troni, non i Serafini, non i Cherubini, ma un angelo un po’ laico, il più laico di tutti, che è l’Angelo Custode.

“Un angelo laico”, questo il concetto espresso dal Maestro Lucio Dalla, in un concerto a Tindari, Sicilia, nel 2005. Prima di cantare ‘Se io fossi un angelo’, brano in realtà del 1986 incluso nell’album ‘Bugie’ e successivamente in ‘DallAmeriCaruso’, il grande Dalla, qualche minuto antecedente all’esibizione, intrattiene il pubblico presente, donandogli granelli di profonda spiritualità, soffermandosi sulla possibilità di ognuno di noi, di ritornare un giorno, dopo essere andati via da questo mondo, sotto forma di “angelo custode”.

Confesso di aver ascoltato questo brano decine di volte, ma credo, sinceramente, che l’esibizione di Lucio Dalla a Tindari, abbia qualcosa di speciale, di profondo, di alchemicamente spirituale.

E così, in questi giorni in cui mi trovo maggiormente a contatto con la natura e con tutta la sua primordiale bellezza, nel riascoltare e rivedere il filmato di quella esibizione del cantante bolognese, mi son chiesto:

Se io fossi un angelo, cosa farei?

Non l’intelletto, non un razionale mentalismo, bensì solo ed esclusivamente uno slancio di intuizione può mutarmi, anche se per pochi istanti, in una proiezione, benché solo dal punto di vista umano, di ciò che potrei fare ed essere, se decidessi di ritornare.

Ritornerei da mia moglie; sarei vento e attraversando campi di fiori profumati, giungerei sino a lei per darle la certezza spirituale che nulla è perduto, che niente termina davvero, che i nostri discorsi, le nostre promesse e tutto quello che abbiamo realizzato insieme in quel mondo lì, non appartiene soltanto a noi, ma all’intero Universo e che per ciò solo ha un senso reale e spiritualmente tangibile.

Ritornerei dai miei figli; da ognuno di loro, attraverso gesti, profumi, sensazioni che li riportino al ricordo umano di me, dando loro modo di intuire che esisto e che non li ho mai abbandonati e che, soprattutto, sarò con loro, fino al preciso istante del loro stesso mutamento, quello similmente vissuto da me, appena qualche istante prima.

Lo farei e ci riuscirei soltanto se loro accettassero di ritornare bambini per qualche istante; e in quell’innocenza potrei manifestarmi alla parte più pura e feconda del loro cuore. Qui, mi ritroverebbero certamente; con occhi chiusi, in un respiro profondo, in mezzo a un campo di grano o in prossimità del mare, o, semplicemente, seduti su una poltrona nel salotto della propria casa.

Ritornerei da ognuna delle persone che ho amato e che hanno fatto parte della mia vita, anche se per breve tempo; ricorderei loro che l’amicizia e l’amore che mi hanno donato incondizionatamente non si è smarrito con la mia dipartita terrena, bensì ha contribuito a nutrire il senso misterioso dell’Amore Universale che tutto avvolge, tutto permea, tutto racchiude in sé.

Ritornerei dai miei nemici, da chi mi ha odiato, da chi mi ha ferito, da chi mi ha procurato ferite e sdegno, riportandolo con la memoria del cuore alla possibilità di meditare su ciò che ha immeritatamente adempiuto sulla mia pelle, consentendogli di comprendere che le dinamiche spirituali sono differenti da quelle umane e legate alla materia, e che è ancora in grado di perdonarsi e cambiare rotta già qui, sulla terra, al solo fine di rendersi migliore e meritevole per l’imminente Invisibile.

Ritornerei da tutte le persone che ho ferito e a cui ho causato rabbia, dolore, solitudine, chiedendo loro, per mezzo di un soffio di vento, un sorso d’acqua di sorgente, o il profumo di una pietanza antica, di perdonarmi e lasciarmi andare dove un giorno, potrò io stesso accogliere loro e condurli laddove io sono stato portato.

Ritornerei da me, da me stesso, e proverei nuovamente a perdonarmi per ciò che non ho avuto il coraggio e la determinazione di adempiere; per le opportunità non colte; per l’amore risparmiato; per la freddezza del cuore elargita gratuitamente e senza motivo, per le esperienze che per paura o timore mi sono rifiutato di vivere.

Ritornerei al mare, ai miei monti, ai posti in cui mi sono incontrato con Dio e i suoi angeli prima che lo diventassi io; quando tutto mi sembrava spoglio e oscuro, credendo che se l’avessi fatta finita, sarebbe stata la scelta giusta.

Se io fossi un angelo abbraccerei spiritualmente il mio “angelo laico”, che mi ha salvato da me stesso, una, dieci, cento volte e, ancora, continua a farlo.

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