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La visione economica dell’Amministrazione Biden fa il pari con NGEU

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NEC National Economic Council


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Il Presidente dell’Associazione delle Aziende costruttrici di tecnologie USA, Gary Shapiro, intervista Brian Deese, Direttore del NEC degli Stati Uniti

Il NEC, National Economic Council, è stato istituito nel 1993 per consigliare il Presidente sulla politica economica globale e degli Stati Uniti.

Per ordine esecutivo, esso ha quattro funzioni chiave:
coordinare l’elaborazione delle politiche per le questioni economiche nazionali ed internazionali;
fornire consulenza di politica economica;
assicurare che le decisioni e i programmi politici siano coerenti con gli obiettivi economici del Capo di Stato USA;
monitorare l’attuazione della sua agenda di politica economica.

Il Direttore del NEC, lavorando con molti Capi dipartimento e di agenzie all’interno dell’amministrazione, coordina ed implementa gli obiettivi di politica economica del Presidente.

Il Direttore è supportato da uno staff di esperti di politiche in vari settori, tra cui: infrastrutture, produzione, ricerca e sviluppo, piccole imprese, regolamentazione finanziaria, housing, tecnologia ed innovazione, politica fiscale.

Il Presidente Biden ha nominato Direttore del Consiglio Economico Nazionale, Brian Deese, già Vicepresidente di Black Rock.

Al CES di Las Vegas, Gary Shapiro, Presidente dell’Associazione delle Aziende costruttrici di tecnologie USA, ha intervistato Deese.

Le parole del Direttore del NEC appaiono rivelatrici della nuova visione economica del neo Presidente degli Stati Uniti e dell’orientamento della sua Amministrazione atta a trasformare la minaccia della pandemia Covid-19 in opportunità.

L’intento è risolvere, con l’innovazione e la formazione, l’annunciato New Deal americano, ponendo minore attenzione ad un’economia basata sulla finanza e sui titoli azionari, nello sviluppo di piani a breve termine, a vantaggio di un piano economico a lungo termine, fondato su uno sviluppo economico teso a proteggere le famiglie delle classi medie americane, le palesi iniquità e i problemi climatici con l’incentivo alle nuove economie in partnership con i suoi alleati.

Deese spiega che ciò Biden prende davvero in considerazione è una prospettiva economica che dovrà essere sicuramente positiva per la salute economica complessiva del Paese, ma anche in grado di assicurare alle famiglie statunitensi della classe media, una dignità economica che sia in grado di far raggiungere loro equi obiettivi economici.

Questo scopo, per lui prioritario, rappresenta una stella polare per l’Amministrazione affinché sia deciso come pianificare i suoi investimenti per (ri)costruire la forza competitiva degli Stati Uniti d’America in questo nuovo decennio.

L’Amministrazione si rende conto che negli USA esistono diverse aree sotto-investite, con poche risorse, sulle quali si dovranno concentrare.

Investiremo nella R&D cercando di collaborare con il settore privato. Abbiamo riconosciuto che esistono reali iniquità nell’economia americana e vogliamo approcciare il problema con la realtà, in maniera resiliente. Approcci strutturali alla crisi climatica ed investimento in infrastrutture potranno creare nuovi posti di lavoro.

Ci siamo resi conto che la crisi colpisce maggiormente, in modo sproporzionato, le imprese a management nero. Lavoreremo per capire come creare passerelle più agevoli per accedere al capitale ed avere, in futuro, più imprenditorialità, così come avere più innovazione nella nostra economia nazionale.

Il duro lavoro dell’Amministrazione Biden sarà capire come sfruttare questo momento di crisi globale pandemica, per investire in cambiamenti strutturali capaci di influenzare l’economia nel lungo termine.

Deese ragiona sul fatto che, in passato, si è guardato troppo ai titoli e ai numeri macroeconomici che fanno riferimento a PIL trimestrali, mancando di capire che l’economia, così, cresce alimentando ed esacerbando troppe iniquità, in modi che, effettivamente, non sono in grado di migliorare la produttività dell’economia e il potenziale dei lavoratori statunitensi.

Egli si chiede continuando così:

Cosa potrà succedere? Sicuramente si creeranno costrizione del potenziale sul lungo termine.

Dobbiamo capire che non si tratta solo di crescita dell’economia e dell’occupazione, ma anche della qualità dei posti di lavoro e la loro sicurezza.

Alla domanda dell’intervistatore su come l’Amministrazione Biden intende seguire questa stella polare, risponde:

Vogliamo innovare e fare le cose in modo diverso, la visione economica di Biden, per molti aspetti, non è stata mai vista in un passato almeno recente. Penseremo a come essere più creativi ed innovativi sfruttando il potenziale innovatore degli Stati Uniti. Spesso, in passato, non sono state fallimentari le progettazioni politiche, hanno fallito i processi di esecuzione delle politiche “fino all’ultimo miglio”, capaci di ottenere effettivi benefici.

Per porre rimedio, risulta determinante anche la formazione sociale, ci sono molte opportunità di usare nuovi strumenti e nuove tecnologie per innovare in questi spazi.

Per quanto riguarda il problema climatico, Deese risponde che non basta rientrare nell’Accordo di Parigi:

Il Presidente si impegnerà, a livello multilaterale, per concertare misure efficienti con gli altri Paesi, anche direttamente con la Cina, una delle nazioni con cui gli Stati Uniti si confronteranno nella sfida centrale di questo secolo.

Quando Shapiro fa notare che l’Amministrazione Trump, tutto sommato, ha lavorato bene per definire ed attuare modelli di formazione per qualificare la forza lavoro ad affrontare in maniera efficace i cambiamenti in atto, Deese replica che, per la nuova Amministrazione, sarà prioritaria la costruzione delle nuove competenze soprattutto per coloro che escono dalla scuola secondaria e post-secondaria per dare loro l’opportunità di trovare occupazione in questa nuova economia.

Il Presidente Biden è convinto che se l’apprendistato è fatto bene e sussiste un aumento del numero di apprendistati costruiti con le giuste partnership, ciò sarà efficace per avere a disposizione quelle necessarie skill che servono per i nuovi lavori.

Deese afferma che anche programmi di pre-apprendistato, nelle scuole, sono importanti, riflettendo sulla necessità di perseguire questo obiettivo con un approccio più olistico al problema, e che debbano essere coinvolti anche i college con opportuni programmi d’investimento che dovranno essere concessi dal Congresso.

L’intervista si chiude con una riflessione sulle politiche che implicheranno le aziende tecnologiche, laddove il Direttore del NEC afferma che si dovrà porre attenzione su questioni come il trattamento dei dati e dei lavoratori.

In sintesi, il piano esposto da questa nuova amministrazione sembrerebbe voler prendere il suo corso negli stessi auspici ed obiettivi che si è posto l’Unione Europea con il suo programma Next Generation EU.

Riusciranno i nostri governanti ad assicurarci il futuro di prosperità come si ripromettono?

Di seguito l’intervista integrale sottotitolata automaticamente in italiano: Ai-translate-bot.

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Vittorio Alberto Dublino

Autore Vittorio Alberto Dublino

Vittorio Alberto Dublino, giornalista pubblicista, educatore socio-pedagogico lavora nel Marketing e nel Cinema come produttore effetti visivi digitali. Con il programma Umanesimo & Tecnologia inizia a fare ricerca sui fenomeni connessi alla Cultura digitale applicata all’Entertainment e sugli effetti del Digital Divide Culturale negli Immigrati Digitali. Con Rebel Alliance Empowering viene candidato più volte ai David di Donatello vincendo nel 2011 il premio per i Migliori Effetti Visivi Digitali. Introducendo il concetto di "Mediatore della Cultura Digitale" è stato incaricato docente in master-post laurea.