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Transumanesimo e intelligenza artificiale

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Il transumanesimo e l’intelligenza artificiale sono entrambi argomenti che riguardano l’evoluzione della tecnologia e della scienza.

Il transumanesimo si riferisce alla teoria secondo cui gli esseri umani possono e devono migliorare le loro capacità fisiche e cognitive attraverso l’uso della tecnologia, al fine di superare i limiti della biologia umana.

L’intelligenza artificiale, d’altra parte, si riferisce alla creazione di macchine e programmi che possono imitare l’intelligenza umana e svolgere compiti come il riconoscimento del linguaggio naturale e la guida autonoma.

L’interazione tra queste due discipline è un tema di grande interesse nella comunità scientifica, poiché la tecnologia potrebbe essere utilizzata per migliorare l’intelligenza umana in modo significativo.

Questo potrebbe portare a cambiamenti radicali nella società e nella cultura, ma anche a sfide etiche e filosofiche, come la definizione stessa dell’essere umano e la questione della responsabilità nell’uso della tecnologia avanzata.

All’Istituto per il Futuro dell’Umanità (FHI) di Oxford, UK, ci si concentra sull’aspetto umanistico delle nuove tecnologie. L’obiettivo è di esplorare come le tecnologie avanzate potrebbero influenzare la vita umana e di sviluppare strategie per affrontare i rischi associati a queste tecnologie.

L’approccio dell’Istituto, diretto da Nick Bostrom, è quello di promuovere un uso responsabile e benefico di queste tecniche per il bene dell’umanità, garantendo che non siano utilizzate in modo che possa essere dannoso per le persone o per l’ambiente.

Nick Bostrom è un filosofo svedese, professore di filosofia all’Università di Oxford e direttore e fondatore dell’Istituto sul Futuro dell’Umanità presso la stessa università. È considerato uno dei principali pensatori contemporanei nel campo della filosofia transumanista e dell’intelligenza artificiale.

L’Istituto sul Futuro dell’Umanità di Oxford è stato fondato nel 2005 da Bostrom insieme ad alcuni altri studiosi e ha prodotto numerose pubblicazioni sul tema del transumanesimo e dell’intelligenza artificiale.

Di seguito sono elencate alcune delle pubblicazioni più significative per chi volesse approfondire.

‘Human Compatible: Artificial Intelligence and the Problem of Control’ di Stuart Russell, pubblicato nel 2019. Il libro esplora il problema di controllare un’intelligenza artificiale avanzata e promuove l’idea di sviluppare sistemi di intelligenza artificiale compatibili con gli esseri umani.

‘The Transhumanist Reader: Classical and Contemporary Essays on the Science, Technology, and Philosophy of the Human Future’ a cura di Max More e Natasha Vita-More, pubblicato nel 2013. Questa raccolta di saggi presenta una panoramica dei pensieri transumanisti e delle loro implicazioni etiche.

‘A Survey of Artificial General Intelligence Projects for Ethics, Risk, and Policy’ di Miles Brundage, Shahar Avin, Jack Clark, Helen Toner, and others, pubblicato nel 2020. Il rapporto esplora i progetti di intelligenza artificiale generale e i loro rischi etici e suggerisce modi per gestirli.

‘The Ethics of Artificial Intelligence’ di Nick Bostrom e Eliezer Yudkowsky, pubblicato nel 2011. Questo articolo esplora le questioni etiche legate all’intelligenza artificiale e suggerisce possibili soluzioni.

‘Superintelligence: Paths, Dangers, Strategies’, di Nick Bostrom pubblicato nel 2014, è considerato uno dei testi fondamentali del dibattito sull’intelligenza artificiale e sui rischi che essa può rappresentare per l’umanità.

Nel suo lavoro, Bostrom si concentra principalmente sulle possibili conseguenze a lungo termine delle tecnologie emergenti e sulla necessità di sviluppare una visione etica e responsabile dell’uso di tali tecnologie.

Parliamo di transumanesimo

Il transumanesimo è un movimento filosofico e culturale che propone di migliorare le prestazioni umane e superare i limiti biologici attraverso l’uso di tecnologie avanzate come la nanotecnologia, la biotecnologia, l’intelligenza artificiale e la robotica.

Ci sono molte opinioni diverse sulla questione. Alcune persone lo vedono come una possibilità per superare le malattie e le limitazioni fisiche, mentre altri lo vedono come una minaccia per l’essenza umana e l’etica.

Ovviamente, ci sono anche alcune preoccupazioni per quanto riguarda l’impatto a lungo termine delle tecnologie transumaniste sulla società e sull’equità sociale, poiché potrebbero essere disponibili solo per le persone che possono permettersi di pagarle, portando ad un divario sociale ancora più grande. In ogni caso è un tema molto interessante e controverso, e ci saranno molte discussioni e dibattiti sulla questione nei prossimi anni.

La nanotecnologia consente di manipolare la materia a livello molecolare e creare materiali e dispositivi con proprietà uniche, come nanorobot e nanosensori, che possono essere utilizzati per il monitoraggio e la gestione della salute umana.

La biotecnologia, d’altra parte, consente di manipolare il DNA e le cellule per creare nuovi tessuti, organi e terapie per le malattie.

Inoltre, l’intelligenza artificiale e la robotica possono essere utilizzate per migliorare l’efficienza e la produttività umana in molti campi, dalla medicina alla produzione.

L’intelligenza artificiale è un campo di ricerca e sviluppo che ha un forte legame con il transumanesimo

L’IA, intelligenza artificiale, si occupa di sviluppare sistemi informatici in grado di eseguire compiti che richiedono solitamente l’intelligenza umana, come il riconoscimento di immagini, la comprensione del linguaggio naturale, la diagnosi medica e la guida autonoma.

Può essere vista come uno strumento tecnologico in grado di migliorare la nostra capacità di risolvere problemi, di analizzare dati, di prendere decisioni e di creare soluzioni innovative.

In questo senso, l’IA può essere vista come una tecnologia che promuove la trasformazione e l’evoluzione dell’umanità, uno dei principi fondamentali del transumanesimo.

Tuttavia, anche in questo caso sono sollevate preoccupazioni etiche e sociali, come la possibilità di sostituire gli esseri umani con macchine in determinati compiti, la privacy dei dati e il rischio di creare sistemi discriminatori o imparziali.

L’Intelligenza Artificiale (AI) può essere impiegata per la selezione degli ovociti e degli spermatozoi nella fecondazione assistita. Ad esempio, l’AI può essere utilizzata per analizzare i dati sulla qualità e le caratteristiche dei gameti, come la morfologia e la motilità degli spermatozoi o la qualità dell’ovocita, al fine di individuare quelli più adatti per la fecondazione.

In particolare, esistono strumenti di analisi delle immagini che utilizzano l’IA per identificare e valutare le caratteristiche dei gameti, come ad esempio la forma e la struttura degli spermatozoi o la morfologia dell’ovocita.

Questi strumenti possono analizzare grandi quantità di dati in modo rapido e preciso, migliorando la selezione dei gameti da utilizzare nella fecondazione.

Inoltre, l’IA può essere utilizzata per individuare eventuali anomalie genetiche nei gameti, migliorando così la precisione della selezione e riducendo il rischio di trasmettere malattie genetiche ai figli.

In generale, l’utilizzo dell’IA per la selezione dei gameti nella fecondazione assistita può migliorare la precisione e l’efficacia della tecnica, aiutando a individuare i gameti più adatti e riducendo il rischio di errori e complicazioni.

Uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Nature nel 2018 ha utilizzato l’AI per analizzare le immagini degli ovociti e individuare quelli con la migliore qualità.

Gli autori dello studio hanno utilizzato un algoritmo di deep learning per analizzare oltre 10.000 immagini di ovociti e identificare quelli con la migliore morfologia e simmetria, ovvero quelli più adatti per la fecondazione.

I risultati dello studio hanno mostrato che l’AI ha migliorato la precisione e la velocità della selezione degli ovociti rispetto ai metodi tradizionali. Un altro studio pubblicato sulla rivista scientifica Human Reproduction nel 2020 ha utilizzato l’AI per analizzare le caratteristiche degli spermatozoi e individuare quelli con la migliore qualità.

Gli autori dello studio hanno utilizzato un algoritmo di machine learning per analizzare le immagini degli spermatozoi e valutare la loro motilità e morfologia. I risultati dello studio hanno mostrato che l’AI ha migliorato la precisione della selezione degli spermatozoi rispetto ai metodi tradizionali.

Questi sono solo alcuni esempi di studi che utilizzano l’AI per la selezione dei gameti nella fecondazione assistita. Ci sono molte altre ricerche in corso su questo tema, che mirano a migliorare la precisione e l’efficacia della tecnica attraverso l’utilizzo di strumenti avanzati di analisi dei dati.

Pertanto, è importante che lo sviluppo e l’uso dell’IA nel campo transumanista siano guidati da principi etici e sociali fondamentali.

Anche perché, questo apre tutta una serie di implicazioni circa la fecondazione artificiale, di cui ci occuperemo in un prossimo articolo.

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Autore Vittorio Alberto Dublino

Vittorio Alberto Dublino, giornalista pubblicista, educatore socio-pedagogico lavora nel Marketing e nel Cinema come produttore effetti visivi digitali. Con il programma Umanesimo & Tecnologia inizia a fare ricerca sui fenomeni connessi alla Cultura digitale applicata all’Entertainment e sugli effetti del Digital Divide Culturale negli Immigrati Digitali. Con Rebel Alliance Empowering viene candidato più volte ai David di Donatello vincendo nel 2011 il premio per i Migliori Effetti Visivi Digitali. Introducendo il concetto di "Mediatore della Cultura Digitale" è stato incaricato docente in master-post laurea.