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Il ruolo dell’uomo nuovo nella difesa della natura

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Il ruolo dell'uomo nuovo nella difesa della natura


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Con il termine ambiente si può definire il luogo che consente la vita agli esseri umani, agli animali e agli organismi vegetali. Aristotele associa il termine greco “Ethos”, ovvero, “il posto da vivere”, all’habitat fisico e al carattere morale.

Dalla stessa radice di Ethos deriva “Ethikos”, cioè “teoria del vivere”, ossia, l’insieme di abitudini che, coerentemente alla moralità, con forza etica, si occupano della terra, custodendola e sapendola abitare. L’uomo, vivendo direttamente e indirettamente l’ambiente, lo condiziona ed è da questi influenzato.

L’ecosistema è un sistema dinamico ed eterogeneo formato da organismi animali e vegetali che esistono un determinato habitat. Gli organismi che compongono questo sistema, interagendo tra loro e con l’ambiente circostante, danno vita a un costante scambio energetico e materiale. Le interazioni sono vitali perché l’ecosistema è un ambiente dove gli elementi, collegati tra loro, rappresentano gli anelli di una stessa catena. Qualora un solo anello dovesse cedere, la catena si spezzerebbe e il ciclo biologico, lentamente ma inesorabilmente, subirebbe danni irreparabili.

Fin dall’antichità l’uomo comprende l’importanza della terra e ne riconosce la fecondità, la forza generatrice e nutrice. Ritenendola, inoltre, vivente, autosufficiente, sacra, dotata di proprio spirito, inizia a considerarla una Dea. Gli antichi greci la chiamano Gaia e cominciano a capire che l’uomo deve rispettarla perché riceve nutrimento, acqua e aria. L’uomo, smarrendo il retto pensare, parlare e agire, inizia ad oltraggiarla e questo fa sì che l’equilibrio naturale manchi e i rapporti s’incrinino.

Che l’oltraggio abbia origini lontanissime è testimoniato da Ippocrate, il medico che persegue la verità anziché la ricchezza, da Pitagora, da Platone, da Porfirio di Tiro e da altri. Ippocrate teorizza, previa osservazione approfondita, che l’ambiente influenza lo stato di salute dell’uomo. Pitagora, astenendosi dal mangiare carne e prescrivendone l’astensione dalla stessa, dimostra sensibilità verso il mondo animale. La metempsicosi dei pitagorici coinvolge il mondo animale, infatti, Senofane in alcuni versi, racconta che Pitagora riconoscendo l’anima di un suo amico defunto, in un cane, lo difende dal suo padrone.

Platone assegna al mondo animale una duplice veste, la prima divina e la seconda d’identità. Ritiene che gli animali siano provvisti di anima e pensa che uccidendoli, l’essere umano si lasci vincere dal lusso, dalla guerra e dall’ingiustizia. Porfirio di Tiro con la sua opera ‘De abstinentia carnibus’ si schiera completamente contro la caccia, avverso la guerra e in difesa del mondo animale.

La tradizione druidica, ossia quella degli antichi ‘Sacerdoti della Natura’, riporta che i Borei attribuiscono alla Luce la ragione della Vita sia per gli uomini che per l’ambiente. I Borei assegnano una figura alla Luce che feconda, scelgono il Sole come immagine di questa e ne fissano la forma con un punto. Osservando le foreste del Sud restano affascinati dalla generosità della natura e conquistati dalla potenza della terra, perché questa garantisce loro il necessario nutrimento. Danno in sposa la foresta al Sole e aggiungono un secondo punto, il simbolo della Terra che genera. Prendendo poi coscienza della potenza del mondo inseriscono il Cielo, padre degli esseri umani e gli conferiscono il terzo punto.
La tradizione tende a dimostrare che il Cielo è padre, la Terra madre e l’uomo figlio, generato da quest’unione. Questa leggenda incarna, inoltre, la nascita in forma archetipale del simbolismo dei tre punti e della triade naturale composta di Cielo, Terra e Uomo.

Il rispetto di San Francesco per il mondo animale e per il Creato fornisce una percezione particolare del naturalismo e dell’ecologia integrale. Il Santo colloca l’universo sullo stesso piano dell’uomo, ritiene che il Creato sia amico degli esseri umani, che la natura non sia ostile e che, qualora si riuscisse a vivere nel giusto modo il ciclo della natura, l’essere umano riuscirebbe a superare i limiti culturali. Con ‘Laudato si’ mi’ Signore, per sora madre Terra…’ San Francesco offre un ampio spunto di riflessione sul rapporto dell’uomo con l’ambiente naturale e fornisce un’idea naturalistica e spiritualistica della problematica ecologica. Il poverello di Assisi vive, inoltre, in una straordinaria concordia con Dio, con se stesso, con gli altri e con la natura.

L’uomo, mediante la ragione, riesce ad apprezzare le bellezze dell’Universo, ma si rende anche conto che, a differenza delle altre creature viventi, è provvisto di propria dignità. Marsilio Ficino ritiene che l’uomo sia al centro del mondo, che la sua anima sia Copula Mundi, cioè, anello di congiunzione tra il divino e il terreno. L’essere umano, grazie al libero arbitrio, sceglie di mirare all’alto o al basso, mentre le altre specie viventi non possono vantare tale libertà. L’uomo, tenendo presente i principi morali, può decidere liberamente come comportarsi, ossia, è libero di essere artefice del proprio destino; gli animali, al contrario, non possiedono questa prerogativa.

Giordano Bruno, il filosofo che sa senza bisogno di conoscere, grazie alla sua straordinaria sapienza fornisce una nuova visione del Cosmo, ritiene che la terra, organismo vivente, non sia al centro dell’universo e che l’uomo sia privo della condizione di privilegio. Considera Dio mente insita in tutte le cose e la natura magica e miracolosa. Introduce, infine, un innovativo rapporto tra l’uomo e il suo habitat naturale.

Il filosofo e politico indiano Mahatma Gandhi, anche nel settore ambientale mette in pratica la filosofia della non violenza e reputa uomini e animali creature di Dio. L’etica ambientale di Gandhi lo porta a credere che l’essere umano non sia detentore di specifici privilegi, a propugnare il medesimo diritto alla vita di tutti gli esseri viventi del pianeta e a teorizzare la creazione di cittadine integrate nell’ambiente invece di grandi metropoli generatrici di quantità elevate di rifiuti. In ossequio alla sua etica ambientale e allo scopo di esercitare un’esigua violenza sulla natura, ricorre quotidianamente alla dieta vegetariana.

Solitamente le religioni orientali divulgano una consistente idea della natura e predicano l’armonia con il creato affinché sia tenuto inalterato e animato. La tradizione taoista e buddista, sin dall’antichità, sostiene il “feng shui”, ossia, l’adeguamento armonico delle case e delle tombe con il “respiro cosmico”. Chi persegue questa disciplina rispetta la natura, non la domina e, preferendo architetture che si uniformino all’ambiente, usufruisce delle energie positive che fluiscono nel luogo.

Il popolo andino, con grande armonia, dà vita a una connessione, ad uno scambio di energia vivente tra l’uomo e l’habitat naturale, perché questo rappresenta la manifestazione Divina. Per il popolo andino gli uomini sono collegati con l’ambiente circostante e l’azione di ogni singolo individuo ha un effetto sulla collettività, sulla natura e sulla terra.

Le norme andine accomunano e trasferiscono nel diritto l’idea: “Gaia è la Madre Terra”.
Le norme giuridiche di Ecuador e Bolivia regolano e riconoscono alla natura la titolarità dei diritti. Le leggi dell’Ecuador, inoltre, prevedono che l’uomo goda dei propri diritti e conviva armonicamente con la natura.

Come previsto, teorizzato, affermato e scritto da Ippocrate, Pitagora, Platone, Porfirio e altri, con l’andar del tempo l’unione profonda tra natura, terra e uomo inizia a non nutrirsi di rispetto e amore reciproco. Mancando questi due elementi nutrizionali, si sgretola il legame naturale e inizia sia un lento ma costante degrado, sia una contaminazione della preesistente armonia.

La biologa e scrittrice americana Rachel Carson con il libro ‘Primavera silenziosa’ contribuisce alla nascita di quella coscienza ecologista che, in seguito, gemma il movimento ambientalista. L’autrice nel testo, oltre ad evidenziare una prosa elegante e poetica, mette in risalto un’inesorabile informazione scientifica. Anche se esistono diversi modi e approcci idonei alla difesa del legame naturale uomo – ambiente e dell’ecosistema, forse, non tutti garantiscono i risultati desiderati. Il tema è così delicato che, prendendo le distanze dalle concezioni estremistiche, andrebbe approcciato in modo attento ed equilibrato. Gli ambientalisti s’impegnano affinché sia garantita la difesa delle risorse naturali, la tutela dell’ambiente e si divulghi lo sviluppo sostenibile.

La corrente di pensiero denominata ‘Animalismo’ potrebbe essere considerata una filosofia antispecista e si fonda principalmente sulla difesa degli animali dai maltrattamenti. L’animalista propugna la tutela etica e giuridica delle specie animali. Li rispetta, non li sfrutta allo scopo di soddisfare i suoi bisogni e nemmeno per assecondare i costumi della sua etnia, anzi, qualora lo facesse, violerebbe il loro diritto all’esistenza. Ritiene che l’uomo non debba commettere atti che comportino l’uccisione di un animale senza averne vitale necessità. Per lui sopprimere un animale equivale a un biocidio, ossia, un delitto contro la vita stessa.

La filosofia animalista ha l’obiettivo di spostare la visione del mondo da Antropocentrica a Biocentrica. Il Biocentrismo prevede che l’uomo sia uno dei tanti elementi dell’universo e che tutti gli esseri viventi, inclusi i virus, siano titolari degli stessi diritti. L’antropocentrismo assegna, invece, all’uomo una posizione centrale e di privilegio nell’universo. La visione antropocentrica considera la terra al centro dell’universo, i cieli creati per la terra e questa per gli esseri umani.

Il teologo, umanista e medico spagnolo Michele Serveto ha una visione antropocentrica e cristocentrica, infatti, crede l’uomo in grado di elevarsi a Dio mediante l’esempio di Cristo.

Voltaire, filosofo e sostenitore della tolleranza, sostiene che se riconoscono all’uomo idee, percezioni e sentimenti, si debba fare parimenti con gli animali. Nel ‘Trattato sulla tolleranza’ scrive che Dio non vuole che l’uomo si cibi del sangue animale. Nel 1892 Henry Salt, con il suo ‘Animals’ Rights Considered in Relation to Social Progress’, sviluppa e divulga una considerevole ideologia animalista. Agli inizi del ventesimo secolo, allo scopo di provare l’esistenza di analogie tra la coscienza dell’uomo e quella degli animali, Piero Martinelli, diffonde il saggio ‘La psiche degli animali’.

Tom Regan, divulgatore dello ius naturale, il diritto di natura, dichiara che tutti siano meritevoli d’identico rispetto. Contraddicendo Cartesio, Regan afferma che gli animali non sono macchine articolate da ingranaggi e chiede, piuttosto, che siano loro riconosciuti rispetto e diritti morali perché soggetti di vita, detentori di valore intrinseco. Il filosofo Peter Singer fornisce spunti di riflessione sull’etica, sui diritti degli animali e asserisce che questi provano sofferenza e dolore.

Anche grazie agli sforzi di questi e di altri animalisti, nel 1978, nella sede UNESCO di Parigi, si assiste alla proclamazione della Dichiarazione Universale dei Diritti degli animali. Il testo, redatto da personalità del mondo scientifico giuridico e filosofico, traccia le basi etico – filosofiche per i rapporti tra l’uomo e le specie non umane.

L’uomo raziocinante e alla ricerca dell’evoluzione interiore è conscio di entrare in sintonia con se stesso, ossia, con “l’uomo nuovo”, se rispetta la natura e resta ancorato ai canoni fondamentali dell’etica e della morale. Vivendo con raziocinio il rapporto con l’ambiente circostante, si riesce a sincronizzarsi con questo e a rispettare le leggi del creato. L’uomo non deve modificarle, perché la natura, obbedendo a queste leggi, si auto rigenera per congenita predisposizione.

Il Creato, pur dimostrandosi sempre docile e a disposizione dell’uomo, risente della mancanza di rispetto per l’ambiente. L’uomo nuovo ne è conscio e considera la mancanza di rispetto per la natura immorale perché viola l’ordine impresso dal Divino. Quest’ordine è percepibile osservando ogni singola creatura, che, con il suo determinato essere, l’adeguato agire e lo specifico fine, contribuisce alla sopravvivenza dell’uomo stesso e dell’ambiente.

L’uomo governato dalla corretta ragione, valuta sia il mancato rispetto per l’ambiente che l’imposizione della “logica della forza” verso il creato, come una violenza contraria all’etica umana.

L’uomo raziocinante non fa prevalere la mera logica della forza perché tiene in debita considerazione tre relazioni fondamentali:

Verticale ascendente – Dio, Signore e Padre.
Verticale discendente – Il Creato
Orizzontale – gli altri uomini, i quali sono parte integrante dell’ambiente.

Quando intraprende un percorso evolutivo, esegue consapevolmente un’analisi introspettiva, giunge al centro di se stesso nel “qui e ora” e, privandosi dell’ego, vive in modo interattivo l’ecosistema di cui fa parte. Riconoscendo le incontrovertibili leggi naturali, riesce a superare i limiti umani e partecipa, in modo attivo, alla difesa del cosmo di cui fa parte. Sviluppa un’osservazione tesa ad assegnare il corretto significato ai processi della Natura. Cerca d’individuare le leggi fenomeniche che controllano e caratterizzano l’ambiente naturale e s’impegna per comprendere i significati nascosti nell’intimo della natura.

Alla ricerca di una corretta evoluzione interiore, riesce ad osservare ed analizzare la natura in un modo metastorico e metafisico che supera gli avvenimenti visibili. Il pensiero materialistico e positivistico, invece, pur descrivendo gli aspetti scientifici e visibili della natura, non si occupa della sacralità e spiritualità. L’uomo esotericamente evoluto sviluppa, invece, un’etica comportamentale rispettosa dell’ambiente e del macrocosmo che lo circonda. L’individuo che intraprende il viaggio verso la propria terra interiore, si rende ben conto che i problemi riguardanti l’ecologia sono importanti perché influiscono sul destino dell’intero pianeta.

L’uomo nuovo è consapevole che gli individui privi di morale contaminano il pianeta e causano l’esaurimento delle risorse. Egli, pur non condividendole, è conscio che le previsioni pessimistiche dell’economista Thomas Robert Malthus sono purtroppo realistiche. La teoria malthusiana prevede che la popolazione aumenti con progressione geometrica, 1, 2 ,4, 8…, mentre le risorse crescano in modo aritmetico, 1, 2, 3, 4…
Con questo schema intende dimostrare che la crescita della popolazione è più veloce rispetto a quella della disponibilità delle risorse. Lo stesso Malthus con il ‘Saggio sul Principio della Popolazione’ oltre a diffondere questa teoria, si dimostra preoccupato per il rischio di un aumento di povertà dovuto a un eccesso di nascite e, quindi, propone di frenare la crescita demografica.

L’uomo nuovo sa che la scarsità delle risorse, dovuta all’eccessiva crescita demografica temuta da Malthus, potrebbe essere superata con una corretta gestione dello sviluppo economico in generale e agricolo in particolare. Sviluppo che dovrebbe essere programmato e sincronizzato con la natura per evitarle danni che, a medio o lungo termine, causerebbero il crollo dell’ecosistema globale, la riduzione della capacità di auto rigenerazione, con conseguenze catastrofiche sull’uomo.

Razionalizzando gli investimenti pro ambiente, tenendo presente il principio di causa ed effetto, si assisterebbe al ripristino di quell’equilibrio naturale e si rallenterebbe il degrado dell’ecosistema; la difesa dell’organizzazione e il funzionamento dell’ecosistema ridurrebbe l’impatto ambientale sulla salute dell’uomo.

Per limitare l’impatto l’uomo dovrebbe smettere di deforestare senza una corretta pianificazione, di utilizzare incongruamente le materie prime della natura, di trasformare, di riciclare in modo inadeguato e di restituire all’ecosistema ciò che non può essere auto rigenerato. I materiali lavorati e modificati, quando restituiti, apportano cambiamenti innaturali all’habitat che li riceve. La plastica è un materiale capace di degradare in modo consistente l’ambiente ricevente, mentre l’impatto di quella biodegradabile, o di quella trattata con particolari enzimi, potrebbe essere sostenibile.      

 L’inquinamento antropico, l’emissione eccessiva di anidride carbonica proveniente dalla combustione di carbone, petrolio, gas, aumenta continuamente mentre le fonti di assorbimento diminuiscono. La produzione di sostanze di scarto aeriformi altera il ciclo naturale, crea mutamenti climatici e aumento della temperatura globale, incompatibili con l’essere umano. Invece, l’emissione proveniente da fonti naturali, quali la respirazione del mondo vegetale, umano e animale, da sola sarebbe ben sopportata e non altererebbe il ciclo naturale su cui si fonda la sopravvivenza del pianeta.

Le pessimistiche previsioni dell’economista Malthius potrebbero apparire corrette, ma se prendesse piede la consapevolezza che dallo stesso contenitore si attinge e, dopo l’utilizzo, si riversa una risorsa, sarebbe possibile rispettare la natura mediante un’attenta pianificazione tecnologica ed economica.

Il mondo globalizzato versa in una crisi gravissima che, sotto il piano economico, è drammatica. C’è una corsa all’accaparramento distruttivo delle risorse umane che potrebbe persino sfociare in battaglie per l’utilizzo dell’acqua potabile. L’uomo che propugna il bene e il progresso dell’umanità, si rende conto che le previsioni non sono rosee, che il quadro sta per essere tracciato, e che si potrebbe assistere alla distruzione dell’essere umano se misure di contenimento di tale problema non fossero attuate.

Qualsiasi questione concernente il bene e il progresso dell’umanità, l’equità, la possibilità di garantire sostegno, cibo, acqua, lavoro e benessere a tutti i popoli, dovrebbe tener conto dell’ambiente perché le risorse sono limitate e insufficienti a soddisfare le necessità mondiali. Ed ecco perché è essenziale dedicare la massima attenzione all’ecologia, all’ambiente e allo sviluppo eco sostenibile. In merito ad una problematica così vasta è giusto chiedersi quale debba essere il ruolo operativo e costante degli uomini dal libero pensiero, ossia, di chi costruisce i templi interiori.

L’uomo illuminato dalla luce, mosso dallo spirito di solidarietà umana e iniziatica, dovrebbe impegnarsi affinché dalla natura si prelevi il necessario e si consenta a chi è meno fortunato di poter beneficiare delle stesse risorse. Sarebbe auspicabile che l’uomo illuminato dalla luce, dall’etica e dalla morale, profondesse energie per proteggere l’ambiente circostante, per porre fine all’oltraggio ecologico. L’uomo nuovo, contribuendo a fermare l’oltraggio ecologico, frenerebbe un disastro capace di creare una ricaduta sulle popolazioni più povere e sulle generazioni future.

I luoghi dove si propugna l’evoluzione interiore sono fucine di spiritualità e conoscenza, luoghi dove si affina la morale e si cerca di vivere secondo quei valori etici che costituiscono le linee guida per uomini liberi che, mediante il dubbio e le certezze, possono contribuire alla difesa dell’ambiente e alla sopravvivenza dell’essere umano.

L’iniziato, pur vivendo la globalizzazione, sconfessa Malthius e non pensa di superare le problematiche ambientali e di sopravvivenza umana solo con soluzioni economico – finanziarie. Garantisce una presenza attiva, si lascia guidare da valori che gettano le basi per la convivenza civile perché rispecchiano la solidarietà, la tolleranza, la dignità e la libertà di pensiero.

L’uomo che si prefigge una dottrina iniziatica, debella l’Io e l’egocentrismo, non persegue gli interessi soggettivi e la sete di potere. Rendendosi conto che l’oltraggio ecologico, oltre a non seguire i dettami etici, morali e divini, causa disastri irrimediabili, collabora alla difesa dell’ambiente e s’impegna per la sopravvivenza dell’essere umano. L’individuo che persegue le dottrine iniziatiche, si prodiga per salvare la propria anima, s’impegna nella costruzione di un pregevole tempio interiore e completa l’opera contribuendo ad edificare quello dell’umanità e dell’intero universo. Nel far questo, ha la possibilità di saltare lo steccato e transitare da una visione microcosmica a una macrocosmica.

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