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L’alimentazione per combattere l’infiammazione

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L'alimentazione per combattere l'infiammazione


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Pochi sanno che gli alimenti hanno un indice infiammatorio, e che l’alimentazione modula la risposta infiammatoria. Ci sono infatti dei cibi che stimolano l’infiammazione e altri che la riducono.
L’infiammazione è una normale risposta difensiva del nostro corpo agli insulti esterni, il problema si pone quando si cronicizza; questa situazione infatti può causare l’invecchiamento cellulare e favorire lo sviluppo di patologie cardiovascolari e reumatiche e l’instaurarsi una situazione di dolore persistente.

Ma come si calcola questo indice?
Si valuta la quota di proteina C reattiva, una proteina di indice infiammatorio precoce, in associazione ad un dato alimento.

A seconda del risultato gli alimenti si dividono in:
1. Pro-infiammatori;
2. Antinfiammatori
3. Neutri

Gli alimenti pro-infiammatori vanno quindi a peggiorare lo stato infiammatorio; si tratti di cibi elaborati, industriali, ricchi di grassi saturi, coloranti, additivi:
sughi e zuppe pronte;
dadi;
merendine e dolci industriali;
salumi;
patatine e junk food.

Quelli, invece, antinfiammatori sono ricchi di fibre, quindi frutta e verdura di stagione e cibi integrali:
cereali integrali, avena, orzo, farro, grano saraceno;
olio extravergine di oliva;
mandorle e noci;
curcuma;
zenzero;
cipolle.

Quando si segue un’alimentazione sana ed equilibrata, in sostanza già vengono eliminati quegli alimenti che devono essere evitati per contrastare l’infiammazione, ma è fondamentale sapere quali invece integrare.

Con lo stato infiammatorio cronico si crea purtroppo un subdolo circolo vizioso tra l’infiammazione che favorisce il sovrappeso e viceversa. Può poi succedere che dopo diete strettamente ipocaloriche e periodi di successivo aumento di peso, il famoso effetto yo-yo, si va ad instaurare uno stato infiammatorio cronico.

La soluzione è di andare ad aumentare il metabolismo: proprio lo stato infiammatorio cronico e lo stress ossidativo associati ad un accumulo di tessuto adiposo, rallentano il metabolismo che porta, conseguentemente, ad aumentare poi ancora più di peso.

Quindi, prima di intraprendere una dieta ipocalorica, bisogna eliminare lo stato in cui l’organismo si trova andando a selezionare gli alimenti da assumere per favorire la riduzione dell’infiammazione.

Assumere alimenti come zuccheri, grassi saturi e similari, manda una serie di messaggi scorretti all’organismo che vanno ad alterare la normale funzionalità del metabolismo.
Le vivande ricche di antiossidanti, al contrario, spengono l’infiammazione e riattivano il metabolismo.

Quale dieta seguire?
Sicuramente si deve iniziare con una dieta ad esclusione. Vengono cioè eliminati tutti gli alimenti pro-infiammatori, andando poi successivamente ad introdurli uno alla settimana, per valutare così ogni singolo alimento e le sue ripercussioni sull’organismo. Perché ogni persona è diversa dall’altra, quindi ognuno risponderà in modo differente ai vari alimenti.
Dopo circa due settimane dall’inizio del protocollo si iniziano già ad avere i primi risultati, sia a livello dello stato infiammatorio che sul conseguente dolore. Grazie a questo tipo di approccio, quindi, non solo si ha un miglioramento dello stato di salute ma si può anche valutare quali sono gli alimenti nocivi per il singolo individuo che potrà così evitare di assumere.

Il consiglio che vale per tutti è quello di dimagrire: il grasso fa sì che perduri lo stato infiammatorio e quindi il dolore.

Con una dieta che utilizza i cibi giusti, con poi l’integrazione di un’attività fisica mirata, facendo lunghe passeggiate all’aria aperta, imparando a gestire lo stress, e facendo un sonno ristoratore si può risolvere lo stato infiammatorio, il dolore e si perderà ovviamente peso.

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Alessandra Cirillo

Autore Alessandra Cirillo

Biologa nutrizionista, libero professionista. Corso di perfezionamento in alimentazione e nutrizione umana. Esperta nella nutrizione in età pediatrica e della sfera femminile a 360°. Appassionata di tutto ciò che riguarda la nutrizione. Il mio motto è "aggiornarsi, sempre".