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Furto di domande?

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La tecnologia nella scuola

Non era certo uno qualunque Clifford Stoll, pioniere di Internet che, fin dal 1975, aiutò la Rete a diventare un fenomeno mondiale.
Dopo trent’anni di supporto alle tecnologie, però, si trasformò in uno dei più critici osservatori dei sistemi da lui stesso supportati. Stev Job, non per nulla, lo soprannominò l’avvocato del diavolo.

Una delle più cruenti battaglie, Stoll la mise in atto contro i fanatici del sistema scolastico. Per lui la scuola era troppo importante per pensare di poter risolvere i gravi problemi di istruzione semplicemente inserendo computer, software o esperti di marketing.

Si fece molte domande a tal proposito e noi, ora, gliele rubiamo tutte:

Che cosa rischiamo di perdere quando si applica una nuova tecnologia?
Chi ne viene escluso ed emarginato? Quali preziosi aspetti della realtà verranno messi a tacere e addirittura sottomessi?

Che differenza c’è tra l’avere l’opportunità di ottenere informazioni e la capacità di interpretarle in modo corretto?

Venendo a mancare il senso critico, a cui l’informazione non prepara, i giovani non rischiano di confondere il contenitore con il contenuto, la sensazione eccitativa con la sensibilità, la massa di dati a disposizione con i pensieri di qualità? Un computer non può sostituire un bravo insegnante.

Un’ora di lezione non può essere liofilizzata in venti minuti multimediali. Certamente è giusto domandarsi quali problemi si possano risolvere introducendo Internet nelle scuole, ma senza dimenticare di farci un’ulteriore domanda; quali problemi si possono creare dedicando sempre più tempo a strumenti elettronici?

Secondo Stoll, il compito della scuola non è quello di fornire una quantità astronomica di dati, bensì di insegnare a sviluppare la capacità di ricerca e la saggezza di giudizio. Non intendeva, perciò, demonizzare ciò che lui stesso aveva grandemente aiutato a crescere in modo planetario.

Desiderava porre un freno al fanatismo neo-tecnologico, all’esasperazione di chi crede che con qualche “software” in più si possano risolvere tutti i problemi del mondo.

Tratto dal Corso Naturopatia dell’Anima – Counseling Filosofico

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natyan

Autore natyan

natyan, presidente dell’Università Popolare Olistica di Monza denominata Studio Gayatri, un’associazione culturale no-profit operativa dal 1995. Appassionato di Filosofie Orientali, fin dal 1984, ha acquisito alla fonte, in India, in Thailandia e in Myanmar, con più di trenta viaggi, le sue conoscenze relative ai percorsi interiori teorici e pratici. Consulente Filosofico e Insegnante delle più svariate discipline meditative d’oriente, con adattamento alla cultura comunicativa occidentale.