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Pietra filosofale


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Alla ricerca dell’oro dei filosofi

Il termine alchimia porta alla mente tempi lontani, laboratori segreti, sostanze strane, oscuri esperimenti, chimica, ricercatori, non escludendo ciarlatani.

Ma evoca anche delle chimere senza tempo. La possibilità di trasformare i metalli volgari in oro, ma anche il miraggio dell’immortalità, dell’eterna giovinezza.

Il segreto della Pietra Filosofale, di cui purtroppo oggi i più hanno sentito parlare solo nell’ambito del capitolo di una delle saghe di libri e film più famose del momento.

Tanta confusione, oltre alla disabitudine a ragionare di certi argomenti, è sicuramente legata al particolare linguaggio utilizzato da coloro che apertamente o in modo recondito si sono proposti di tramandare in qualche modo le loro conoscenze.

Oltre a quelle opere che apertamente trattano argomenti alchemici ve ne sono altre che invece celano degli insegnamenti sotto narrazioni in apparenza diverse, o anche dalla forma banale.

O voi che avete l’intelletti sani mirate la dottrina che si asconde sotto il velame delli versi strani.
Dante Alighieri

Autori come Guénon attribuiscono altre chiavi di lettura alla Divina Commedia, proprio dai versi appena citati.

Così, che la Divina Commedia, nel suo insieme, possa interpretarsi in più sensi, è una cosa che non può essere messa in dubbio, poiché abbiamo a tal riguardo proprio la testimonianza del suo autore, sicuramente meglio qualificato di ogni altro per informarci delle sue intenzioni.
René Guénon

Non mancano, in altri testi, riferimenti alla stessa Bibbia. Di fronte ad un’interpretazione essoterica, esistono, dunque, delle chiavi di lettura esoteriche. Come nel caso della tradizione egizia. Le favole egizie e greche di Antoine-Joseph Pernety sono un esempio di come dietro una forma semplice come quella delle fiabe o delle leggende siano veicolate conoscenze molto profonde.

Ma cosa è davvero la Pietra?

Cosa cercavano, o cercano ancora gli alchimisti?

L’alchimia serve a separare il vero dal falso.
Teofrasto Paracelso

Quindi si tratterebbe di una strada per giungere alla verità, ad una conoscenza ultima.

Secondo la tradizione alchemica, il testo che dà origine alla disciplina è la Tavola di Smeraldo, o Tavola Smeraldina, attribuita ad Ermete Trismegisto.

È vero, senza menzogna, verissimo, che ciò che è in alto, è come ciò che è in basso, per compiere i prodigi di un’unica cosa.

E come tutte le cose vennero da una cosa sola, per volontà e comando dell’Unico che le pensò, così anche nascono tutte le cose da questa cosa una, secondo l’ordine della Natura.

Suo padre è il Sole e sua è madre la luna, l’aria lo porta come fosse nel suo seno, la Terra è la sua nutrice e sostentatrice.

Questa cosa è all’origine di tutte le cose perfette che ci sono al mondo.

La sua forza è illimitata e si riversa in terra.

Separa allora la terra dal fuoco, ed il sottile o fine dal grossolano o spesso, delicatamente, con grande industria e modestia.

Sale dalla terra al cielo e di là scende nuovamente in terra, assume in sé la forza delle cose superiori ed inferiori.

Così avrai la gloria di tutto il mondo.

Perciò sfuggirà da te ogni oscurità ed ogni debolezza.

Questa è, di tutte le forze, la forza più forte: perché essa può vincere tutte le cose sottili e può penetrare in ogni cosa solida e compatta.

Così fu creato il mondo.

Ne conseguiranno mirabili combinazioni e si verificheranno molti prodigi: la via per realizzarli è questa.

E per questo sono stato chiamato Ermete Trismegisto: perché possiedo le tre parti della saggezza di tutto il mondo.

Ciò sia detto del capolavoro dell’Arte alchemica.
Ermete Trismegisto

Già sulla figura di Ermete, ci sarebbe da dire moltissimo, ma la riflessione su questo personaggio, che si confonde tra simbolo, mitologia e divinità, ci porterebbe troppo oltre il nostro discorso.

Quello che ci interessa è come attorno a questa figura si intreccino filoni esoterici anche apparentemente distanti, gnosticismo, martinismo, rosacrucianesimo.

Da questi collegamenti appare chiaro che più che un percorso chimico o fisico in senso stretto si tratti di una cosiddetta alchimia spirituale. La strada per l’elevazione verso l’oro filosofico, alla ricerca dell’essenza divina che sarebbe presente in ognuno di noi.

Le fasi della grande opera si rifanno al ciclo della natura, di morte e rinascita, ai quattro elementi cui si aggiunge la quintessenza, richiamano una simbologia di purificazione, di elevazione dalla materialità.

Il piombo della natura umana che viene nobilitato fino a raggiungere l’oro della perfezione divina.

Tutto parte dalla terra.

Visita Inferiora Terrae Rectificandoque Invenies Occultum Lapidem.
Basilio Valentino

Γνῶθι σεαυτόν, gnôthi seautón come è scritto sul tempio dell’oracolo di Delfi. Conoscere se stessi per lavorare incessantemente al proprio miglioramento interiore.

Ma qualche iniziato ammonisce, guai a vedere nel processo qualcosa che è solamente spirituale, psicologico. Solvi et Coagula. Quello che si dissolve deve tornare solido.
Il sottile è fortemente legato al compatto.

Come ricorda la Tavola di Smeraldo ciò che è in alto, è come ciò che è in basso, e tutto discende da una forza che può vincere tutte le cose sottili e può penetrare in ogni cosa solida e compatta.

Quando il nostro argento diventa rosso vivo, allora si è trasformato in oro e la Grande Opera è compiuta, perché, insieme alla quadratura alchemica del cerchio, il sole e la luna si sono fusi indissolubilmente nel loro letto di morte-resurrezione. Allora il visibile diventa invisibile e l’invisibile visibile.
Ermete Trismegisto

Ogni dualismo è risolto e la Pietra finalmente ottenuta.

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Pietro Riccio

Autore Pietro Riccio

Pietro Riccio, esperto e docente di comunicazione, marketing ed informatica, giornalista pubblicista, scrittore. Direttore Responsabile del quotidiano online Ex Partibus, ha pubblicato l'opera di narrativa "Eternità diverse", editore Vittorio Pironti, e il saggio "L'infinita metafisica corrispondenza degli opposti", Prospero editore.