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San Giovanni Battista l’Esoterico

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Giovanni Battista


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La notte del solstizio estivo, la più breve dell’anno, segna un passaggio importante: è il momento in cui il Sole entra in contatto con la costellazione del Cancro governato dalla Luna.

È il trionfo massimo della luce, ma anche il suo opposto, il lento declino fino al punto più basso di dicembre.

Il Battista, posto nel Solstizio d’estate, rappresenta il culmine dello splendore del sole, mentre l’Evangelista, nel Solstizio d’inverno, indica quasi la morte dell’astro.

Sappiamo bene che ciò che raggiunge il massimo deve poi diminuire, mentre ciò che è pervenuto al minimo deve cominciare a crescere, come testimonia il Vangelo:

Bisogna che egli cresca e ch’io diminuisca.
Giov. III, 30

Il simbolismo del Battista è strettamente legato a quello dell’Evangelista. Essi sono come la vita e la morte, il passato e il futuro, il sole e la luna.

I San Giovanni sono stato sempre scelti quale patroni da quasi tutte le antiche sette cristiane esoteriche e da società iniziatiche, come la Massoneria, nei cui Statuti, pubblicati nel 1721, è espressa questa invocazione:

I Fratelli di tutte le Logge di Londra, di Westminster e dei dintorni, si uniranno nel luogo convenuto nel giorno di S. Giovanni Battista o di S. Giovanni Evangelista…

Sono come i due solstizi, i due luminari, le due colonne, l’uno non può stare senza l’altro.

Il Battista chiude l’Antica Legge, il Vecchio Testamento, battezza con l’acqua del Giordano, nel deserto della Giudea. Si riferisce, perciò, alla linea orizzontale, alla Livella, al passivo, alla luna.

Al contrario, l’Evangelista sta sui monti e si richiama alla linea verticale, al Filo a Piombo, all’attivo, al Sole.

Il nome Giovanni è stato accostato a quello di Giano, protettore dei “collegia fabrorum”, dio dai due volti: uno rivolto al passato, l’altro all’avvenire.

L’allegoria della doppia faccia e della doppia fronte è variamente interpretata: in senso generale, Giano era il custode delle porte ed esercitava la sua influenza su ogni passaggio e su ogni principio. A lui erano consacrati il primo mese dell’anno, l’inizio di ogni mese, di ogni giorno e di ogni attività. La stessa radice del nome indica il concetto di passaggio.

In quanto divinità solare, aveva il controllo delle Porte del Cielo che il Sole apre all’alba e chiude al tramonto, così come all’inizio e alla fine dell’anno solare.

Apre e chiude le Porte Solstiziali, attraversando le quali il Sole dà avvio alle due metà del percorso annuale, ascendente e discendente.

Il viso maturo e barbuto, simbolo del passato, e quello giovane e gioioso, del futuro, guardando contemporaneamente indietro e avanti mostrano il potere del Dio sul tempo. A volte ha un volto virile, anziano e irsuto e uno femmineo, giovane e bello in relazione al primitivo significato di simbolo del Sole e della Luna.

La stessa espressione popolare di San Giovanni che ride e San Giovanni che piange si riferisce proprio alle due facce di Giano, agli opposti significati attribuiti alle due Porte Solstiziali e alle due metà dell’anno, benefica e favorevole la prima, triste e malefica la seconda.

In molti culture, i Templi, pur essendo contenuti nei limiti architettonici, delineano il diagramma del Cosmo, estendendosi dall’Oriente all’Occidente e dalla Terra al Cielo, e i riti si aprono simbolicamente a Mezzogiorno per chiudersi simbolicamente a Mezzanotte.

Nell’osservare che ad ogni morte del Sole, della luce e della vegetazione segue la rinascita, l’uomo deduce che gli tocca la stessa sorte per il valore universale delle leggi cosmiche. In tal senso, i Solstizi acquistano significati in riferimento al destino della anima oltre che al naturale perpetuarsi della vita sulla Terra.

“Colui che viene dopo di me mi è passato avanti, perché era prima di me” “occorre che io diminuisca perché Lui cresca”. Il Sole che decresce dopo il Solstizio estivo sarebbe rappresentato da Giovanni, quello che cresce nel semestre successivo al Solstizio invernale, dal Cristo.

Secondo la Legenda Aurea, il Battista veniva chiamato in rapporto ai privilegi: Profeta per la conoscenza, Amico dello Sposo per l’amore, Luce ardente per la santità, Angelo per la verginità, Voce per l’umiltà, Elia per il fervore, Battista per l’onore meraviglioso, Araldo per la predicazione, Pre-cursore per la preparazione della Via.

Nel riprodurre il Sole nella fase discendente, si collega alla funzione mercuriale di guida delle anime attraverso le tenebre occidentali e verso la rinascita della Luce.

Ma chi era realmente San Giovanni Battista?

Si narra che egli visse nel deserto, dove troviamo le sue tracce. I Mandei e gli Esseni, che vissero nello stesso periodo e nei suoi stessi luoghi, pare che lo considerassero molto più che un profeta: un “iniziato”, qualcuno che era a conoscenza e che custodiva i segreti del Re della Luce.

Per quale motivo è divenuto uno dei punti cardine di certe dottrine esoteriche? Nella vastissima letteratura consultabile sull’argomento, notiamo la simmetria che ha con l’altro San Giovanni: l’Evangelista.

Uno nato nel solstizio d’estate e l’altro in quello d’inverno. Uno annuncia l’inizio, l’avvento, l’altro la fine, l’apocalisse.

I concetti di inizio e fine possono riassumere la dinamica dei rimandi simbolici che caratterizzano i due San Giovanni, a partire dai quali si arriva al simbolo del divino e dell’eterno: la croce con il Cristo che segna lo scarto dall’esistenza umana personificata dal Battista, definito, appunto, “il più grande degli uomini”.

I due San Giovanni racchiudono e delimitano l’esistenza umana lasciando intravedere il divino.

Alcuni ipotizzano che siano come i due pilastri di un varco verso un mondo fatto di misteri esoterici.

Associazioni segrete, filosofi, mistici e sette di ogni tipo, da sempre hanno cercato di carpire questo tipo di conoscenze: troviamo alcuni tra gli esempi più mirabili anche nel Medioevo. Il riferimento è ai Templari e agli Ospitalieri, ossia i cavalieri di Malta, che avevano come patrono proprio San Giovanni Battista.

Ancora oggi il Battista protegge la Conoscenza segreta!

Le feste solstiziali hanno avuto, nel tempo, la funzione di ricordare all’uomo il continuo ripetersi della morte e rinascita del Sole e, per analogia, l’avvicendarsi della morte e rinascita della vita.

Rappresentano un passaggio dopo del quale il movimento del sole prende un nuovo corso.

In Massoneria il gallo allude al risveglio delle forze ed incita all’azione, è anche simbolo della rinascita e, quindi, del rituale di iniziazione.

È infatti presente nel gabinetto di riflessione, che, a sua volta, è assimilato al centro della terra; quindi, è in relazione con l’idea di discesa agli inferi, di opera al nero, di mortificazione.

Ciò riporta al lato penitenziale del Battista e alla sua missione nel processo spirituale; poiché dice di essere “la voce di colui che grida nel deserto”, ha suggerito un’interpretazione analogica con il gallo che canta all’alba, nel deserto della notte, per annunciare la venuta della Luce.

Tale animale simboleggia anche la fine dell’Opera o opera al rosso e così Giovanni si trova all’inizio ed alla fine dell’Arte. All’iniziazione ed al completamento.

I due san Giovanni risultano, pertanto, due punti di riferimento: il Battista annuncia la Rivoluzione cristiana, l’Evangelista chiude il libro del Mondo con l’Apocalisse. L’uno è l’alfa e l’altro l’omega.

Per questo Cristo dice del Battista:

… i profeti e la legge hanno profetato fino a Giovanni

e dice dell’Evangelista:

io voglio che resti finché non ritorni.

Sono dunque due testimoni, due punti limite lungo il cammino dell’uomo che in Massoneria identifichiamo con il VITRIOL.

Opposti fra loro, si completano a vicenda.

Sia dal punto di vista cristiano che iniziatico esiste una compenetrazione e complementarità di valori e significati tale da renderli indivisibili ed insostituibili.

Essi sono un anello di congiunzione con il culto del Sole, presente in Giano e nella religione cristiana, e, con il valore attribuito loro dal pensiero massonico.

L’essere il “discepolo” prediletto da Gesù, Luce del mondo, conferisce al Battista un ruolo di identificazione con il sole nascente.

Ecco perché Dante, nella Divina Commedia – Paradiso canto XXV, nel riferirsi a lui scrive:

questi è colui che giacque sopra il petto
del nostro Pellicano, e questo fue
di su la croce al grande fuoco eletto.

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Autore Rosmunda Cristiano

Mi chiamo Rosmunda. Vivo la Vita con Passione. Ho un difetto: sono un Libero Pensatore. Ho un pregio: sono un Libero Pensatore.