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Relitti del Mito

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Relitti del Mito di Vincenzo Cacace


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Olio su tela, cm.50×40

“Nessuno… è impresso nella “visione”… nessuno… l’aggettivante che, potrebbe essere la fumosità indicativa di qualcuno… un suo pronome indefinito… in tal caso solo un maiuscolo Nessuno… come uno degli innumerevoli e scaltri “escamotage” di Ulisse, il navigatore dei mari del Mito… ma no… non credo che, sia Lui!
È un altro, evanescente “fantasma” che cerco di individuare, un antieroico, “assenteista” appunto un… Nessuno, ad essere chiamato in causa!

Egli, in questo caso… pur essendo “figura” di virtuale concezione…
“È”… quindi prende flebile consistenza “esistenziale”… ora, nell’attuale e triste momento, in questo tempo disarmonico e ineducato, rigurgitato dalle profondità maleodoranti del Tartaro, un tempo “cronachistico”, subito e mai liberato da eroiche resistenze che preluderebbero insorgenze di ripristino costruttivo… ma che, invece, impongono tutt’altro: …senso di colpa e “addomesticata” resilienza… egli è, dunque, mentale paramento, parvenza invisibile, coperto da un “alienante” manto che, immobilizza e pietrifica ogni lecito e vitale superamento di quella mai bonificata… “palude Stinfalia”, popolata e dominata da gracchianti “arpie”… tragedia, inevitabile melodramma della mentale confusione umana… nella quale tutti, sin dalle origini del contesto umano, ci poniamo la domanda di base: ma… viviamo?

Viviamo davvero… ma è il Sogno o l’Incubo?

O forse ci spetta in diversa proporzione una parte di ambedue!

Oppure siamo noi stessi che, tacitando la Coscienza, attraversiamo senza il “salvagente” di una vera Interiorità formativa, una “modernità” senza Mito e senza Storia, in una ridondanza di stereotipi e cronache minimaliste…

È forse quello che attraversiamo il Mondo di Gulliver… abbattuto e legato strettamente ai “ceppi” piantati in terra dagli abitanti di Lilliput… versione nella quale anche la Malinconia potrebbe essere di conforto nel rimpianto delle “Cose Perdute”… invece che, disegnare nella mente, future incertezze.

Non è dunque l’omerico personaggio a nascondersi sulla sua nave, mentre riprende il mare, dietro un promontorio ciclopico, quello stesso eroe, sempre protetto da Athena che, sentiremmo urlare a squarciagola, orgogliosamente “titanico”: …ascolta oh Polifemo, quando ti domanderanno chi ti ha accecato, sappi che, non è stato “Nessuno”, bensì Ulisse, il figlio di Laerte, il più astuto e scaltro dei re achei che, in un giorno, a te malaugurato, è sbarcato su quest’isola… inseguendo la sua perigliosa ed errabonda Odissea!”

Emersioni… e nulla… nessuno invece, si nasconde dietro le pietrificate testimonianze umane… non vi sono eroi, né dei, celati dietro le vestigia affioranti in quel pelago ormai sedato, rassicurato dall’assenza del libeccio o del maestrale ed anche dello Zefiro leggero che riporterebbe ogni eroe… anche il più scaltro e ingegnoso, alla propria terra natia… speranza tanto agognata.

Verso la pietrosa isola di Itaca per ricongiungere le esperienze vissute negli anni della lontananza e la parte mancante dell’esistenza alle radici dell’Origine… oppure come è per noi, nel nostro isolato abitacolo di cemento… in un dissacrato, incomunicante, contemporaneo “sopravvivere”… nel quale, sempre, dovremmo reclamare il nostro Diritto ad Esistere!

Nulla e… nessuno dunque, si affaccia ad impadronirsi pur avendone titolo, come erede d’Umanità, anche di un piccolo “scampolo” di remote e costruttive memorie, ricche di senso, saggezza, sapienza, esemplificazioni serbate nei Relitti del Mito… sublimazioni di storie anche più misere ma… preziosi frammenti di Vita e dell’eterna lotta con gli Elementi irati e ad essi connaturata, gli stessi che, ora giacciono come dimenticati feticci, su quel piccolo scoglio… ultimo affioramento della Memoria.

Nessuno è presente… quindi l’indefinito pronome si pone tristemente come un “sintomo dell’assenza”… e non in senso metafisico e ascetico… cioè di quell’Assenza che rigenera l’Anima… ma… invece, come un adeguamento ad una generale diserzione della memoria…!

Ed ora?…

Uomini… privati del loro senso eroico… condannati alla perdita delle doti e dei sensi primordiali, si aggirano “sgranchendosi” le gambe con i loro passi “strascicati” tra domiciliari corridoi… in quei limitati “vasi” comunicanti, senza più il sano desiderio di affacciarsi dalla propria finestra e godersi la vista anche di quel “riabilitato” panorama cittadino, fattosi ormai ripetitivo, silente e inabitato.

Delimitati spazi, resi inaccessibili, al contatto, al godimento comune dell’Aria… del Respiro e… ad ogni Nuova Contaminazione, virale, sociale, antropologica… emergono condizionanti immagini di nuove “isole d’If” o “Alcatraz” riabilitate galere, stavolta, per esseri umani incolpevoli… senza reità, rocche, prive di approdi sicuri, in un “Muto Arcipelago”…

… ma anche altrove, in altre culture, l’Asceta è sempre colui che, sceglie in piena Libertà la propria solitudine.

Egli è un autodeterminato cultore delle possibilità dell’Anima!

È invece un “prigione” senza Speranza chi fa dell’inespressione del Possibile un ricovero “larvale” nel quale non “alleviare” ma allevare le proprie ossessioni.

Chi sarà… dunque, colui che in un ultimo moto di Dignità… riuscirà infine a trafugare “destramente” la Barca Eterna di Caronte, addormentato… e stanco per la fatica delle innumerevoli traversate; chi dunque… si riapproprierà della propria, vitale fiamma… e navigando vigile nell’Arcipelago delle genti ormai “immemori” andrà orientandosi tra lo sciabordio dei remi e dello scafo nei flutti, a recuperare, tra gli affioranti scogli, i… semi dimenticati del Futuro… forse i pochi, ancora non piantati… e abbandonati, tra i Relitti del Mito?…

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Vincenzo Cacace

Autore Vincenzo Cacace

Vincenzo Cacace, diplomato all'Istituto d'Arte di Torre del Greco (NA) e all'Accademia di Belle Arti di Napoli, è stato allievo di Bresciani, Brancaccio, Barisani, ricevendo giudizi positivi ed apprezzamenti anche dal Maestro Aligi Sassu. Partecipa alla vita artistica italiana dal 1964, esponendo in innumerevoli mostre e collettive in Italia e all'estero, insieme a Giorgio De Chirico, Renato Guttuso, Ugo Attardi, e vincendo numerosi premi nazionali ed internazionali. Da segnalare esposizioni di libellule LTD San Matteo - California (USA), cinquanta artisti Surrealisti e Visionari, Anges Exquis - Etre Ange Etrange - Surrealism magic realist in Francia, Germania e Italia.