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Pilastri

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Pilastri


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La volta scorsa abbiamo parlato della “frase delle frasi”, quella che riassume in poche parole l’intera opera che hai in mente. Questo vuol dire che abbiamo costruito il famigerato triangolo dal quale cominceremo a creare il nostro fiocco di neve.

Il primo stadio di questa metamorfosi, sempre dando retta a Ingermanson, ha a che vedere con il contesto della storia e ne definisce la bozza di trama a grandissime linee. Tornando alla consueta metafora edilizia, questa operazione equivale a fissare i pilastri del palazzo, architetto: saranno le fondamenta sulle quali reggerà la tua storia. In altre parole, tutta la struttura si dovrà reggere su questi capisaldi. E sarai proprio tu a stabilire:

  • Quanti pilastri piantare nel terreno;
  • Quali saranno, questi pilastri.

Come forse potrai intuire, questi pilastri corrispondono alle differenti parti della tua storia, agli atti per dirlo in termini drammaturgici. Di norma i romanzi presentano una struttura standardizzata, cioè tre “atti” e un finale:

  • Rottura dell’equilibrio iniziale;
  • Evoluzione (peripezie);
  • Climax;
  • Ripristino dell’equilibrio (finale).

Questa non è una regola assoluta: ciascuno di noi è libero di strutturare le proprie storie come meglio crede, con più o meno “pilastri”. Tuttavia questo è il modello narratologico più ricorrente in letteratura, ed è mio dovere ricordartelo.

È bene comunque che tu sappia che, a prescindere dal numero di atti, a ciascuno di essi dovrà corrispondere un evento principale. Per evento principale intendo un qualcosa che cambia radicalmente l’indirizzo della storia. Una svolta insomma.

Vediamo qualche esempio. Prendiamo un’opera che mi è cara: ‘Il padrino’. Quando ho la fortuna di incontrare una bella storia, faccio sempre un lavoro di “reverse engineering”, ossia una rilettura e uno studio dell’architettura partendo dal prodotto finito: serve a capire cosa abbia funzionato di quella storia, cosa mi ha lasciato e in che modo mi ha arricchito.

Secondo me – non sono un critico letterario né cinematografico: per fortuna faccio un altro lavoro – gli eventi portanti di quella storia sono tre:

  • L’attentato a Don Corleone (rottura dell’equilibrio);
  • Michael Corleone uccide Virgil Sollozzo e il capitano McClusky (evoluzione);
  • Michael vince la guerra fra i clan (climax).

Il finale è dolceamaro: Michael, che non voleva mischiarsi negli affari sporchi della sua famiglia, è ora il nuovo padrino, temuto e rispettato, ma ha perso l’amore di sua moglie. Si ripristina l’equilibrio con la crescita (evoluzione) della protagonista. Attorno a quegli eventi si sviluppa la vicenda nella sua totalità, ma come vedi i tre pilastri reggono da soli il peso dell’intera struttura.

E secondo me, adesso siamo pronti a giocare sul serio.

Esercizio

Scegli tre romanzi che ti piacciono particolarmente, quindi individua quelli che a tuo avviso sono i pilastri dei tre romanzi che avevi scelto.

E se vuoi, potrai inviarmi la tua esercitazione via e-mail, così potremo commentarla insieme. Alla prossima!

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William Silvestri

Autore William Silvestri

Autore, formatore e direttore editoriale di Argento Vivo Edizioni. Prima di entrare nel mondo dell'editoria ha pubblicato i romanzi 'Divina Mente', 2011, 'Serial Kinder', 2015, e 'Ci siete mai stati a quel paese?', 2017, oltre al saggio esoterico 'Chi ha paura del Serpente?', 2015.