Home Rubriche Lo sguardo altrove Oumuamua portaci via

Oumuamua portaci via

297
Oumuamua


Download PDF

1I/’Oumuamua è noto anche come 2017 U1.

Voglio subito spegnere l’ardore di ogni eventuale equivoco: non è un nuovo vaccino sperimentale, magari prodotto dai laboratori Garnier e pronto per essere iniettato ad un target di clienti di una certa onorata élite (ve lo sto anticipando, verrà anche questo momento).

È il primo asteroide interstellare come tale classificato. Circa una decina di anni fa venne teorizzata l’esistenza di asteroidi interstellari come pure di comete interstellari. Solo con la scoperta di 2017 U1 l’esistenza di questi tipi di oggetti da ipotesi è divenuta realtà.

Tre anni fa un team di scienziati notò, per la prima volta, un oggetto viaggiare nel Sistema Solare speditamente. Subito gli esperti intuirono che quella appena scoperta non era una roccia come le altre.

Una volta raggiunto il punto di massimo accostamento al Sole, l’oggetto si affrettò in un’orbita iperbolica con un’anomalia dimostrabile solo dall’espulsione di gas e detriti, ma non ci fu prova di degassamento. La velocità del frammento ne indicava la provenienza dallo spazio interstellare dove aveva viaggiato per più di un miliardo di anni circa.

Con la sua forma decisamente molto schiacciata, probabilmente dovuta alla perdita degli strati esterni di ghiaccio di azoto che sono volatilizzati cambiandone la forma sempre più compressa, si distingueva da qualsiasi altro oggetto mai scrutato nel Sistema Solare mentre la sua estrema luminosità ne dimostrava una composizione da ghiaccio di idrogeno.

Secondo un team di astrofisici dell’Arizona State University, l’oggetto è un frammento di un pianeta simile a Plutone prodotto in un altro sistema stellare. C

omunque sia andata l’amica Oumuamua ha rappresentato un’occasione unica per gli scienziati di tutto il mondo di farsi un’idea degli oggetti provenienti da altri sistemi extrasolari. Questa notizia, divenuta di dominio pubblico in pochi giorni, non riguarda solo il mondo della scienza, riguarda tutti noi. perché abbiamo bisogno di andare al di là di questo mondo e di questo cielo.

Senza esagerare con la retorica e senza spingersi molto più in là delle illusioni, questo asteroide, simile a Plutone e Tritone, è importante per chi, anche solo per un minuto, ha creduto che finalmente un’astronave aliena stesse avvicinandosi alla Terra.

Eppure, solo qualche mese fa Avi Loeb, capo del Dipartimento di astronomia di Harvard, ha sostenuto che l’ipotesi che l’asteroide interstellare Oumuamua non sia naturale non era affatto da scartare. Anzi, esso appartiene ciò che rimane di una tecnologia aliena che non riusciamo a comprendere.

La forma ha lasciato spazio ad ogni tipo di insinuazione, oltretutto la sua estensione rifletteva la luce molto più degli altri asteroidi e comete di nostra conoscenza, tanto che avrebbe anche potuto essere rivestito di metallo.

Ciò che proprio non ha persuaso Loeb sono le irregolarità di traiettoria e quella piccola ma significativa accelerazione registrata man mano che l’oggetto si spostava dal Sole. Non ha mai creduto che quel piccolo impulso fosse dovuto al degassamento con espulsione di idrogeno.

Possibile, invece, a suo avviso che Oumuamua fosse dotato di una vela solare, simile a quelle utilizzate per sospingere le nostre sonde nello Spazio. La pressione, quindi, del vento solare sulla sua superficie spiega l’accelerazione.

Ecco che ci appare davanti in una carrellata interminabile tutta la filmografia che Hollywood ha dedicato al mondo alieno, nel suo bene melodrammatico stile ‘E.T. L’extra-terrestre’ e nel suo fulgore battagliero tipo ‘Indipendence day’, per non parlare della saga di ‘Guerre Stellari’.

Ovviamente, dietro la porta, neanche tanto celatamente, si nasconde il cospirazionista e complottista: pronto ad affermare che i più grandi governi del mondo si adoperano nell’ombra nel mantenere con le forze aliene una specie (e il caso di dirlo) di rapporto, di linea diretta con tutti gli annessi che comporta l’accettazione di una dinamica così stravolgente.

Teniamo conto che l’8 dicembre scorso l’ex capo della sicurezza spaziale israeliana, Haim Eshed, non solo ha confermato l’esistenza degli alieni, ma ha anche parlato di una Federazione Galattica, di un accordo tra extraterrestri e governo USA e della presenza di una base su Marte – immagino il fastidio che sta dando agli abitanti del posto, la sonda Perseverance che da un mese sta solcando il manto marziano!

Le dichiarazioni del Generale israeliano non sono state ritratte e hanno lanciato il tema anche sui media mainstream. E in un’intervista di Obama al Late Show della CBS, dove alla domanda diretta sull’esistenza degli alieni, l’ex Presidente americano ha risposto secco “non posso dirtelo”.

Ricordiamoci che Oumuamua, il “messaggero che viene da lontano che arriva per primo” fece la sua comparsa il 6 settembre 2017 (vi ricordate che c’è stato anche un mondo e una vita pre-Covid?).

Fu un telescopio delle Hawaii ad avvistarla mentre sta entrando nel nostro sistema solare proveniente da Vega, stella distante 25 anni luce. Viaggia alla velocità di circa 32 km al secondo. Nell’avvicinarsi al Sole la sua velocità aumenta, grazie all’accelerazione causata dall’attrazione esercitata dalla forza di gravità della nostra stella.

Da quel momento in poi il nostro asteroide è sempre rimasto circondato dal doveroso mistero che ogni elemento non comune merita anche solo perché suscita una sana curiosità e una irragionevole aspettativa. Certo che sapere che ci sono oltre 300 milioni di mondi con condizioni simili a quelle terrestri sparpagliati in tutta la galassia della Via Lattea, aiuta a non sentirci soli e di questi tempi può sembrare anche una speranza.

Difatti, una nuova analisi stabilisce che circa la metà delle stelle simili al sole nella galassia hanno satelliti in zone abitabili, in cui l’acqua liquida potrebbe raccogliersi o scorrere sulla superficie dei pianeti. Del resto, poi, che il nostro pianeta sia già abitato da forza aliene o che accolga ancora spettacolari resti di un passato colonizzato come dimostrerebbero alcune opere che sembrano duellare con le competenze tecnologiche della nostra epoca perché troppo grandi e complesse, è quasi un dato di fatto spesso inflazionato da disarmanti e disordinate teorie.

C’è chi ipotizza che chi abbia costruito le piramidi egizie, tracciato le linee di Nazca e realizzato altre opere simili, stesse seguendo un manuale di istruzioni extraterrestre. Un “Dummies” dei giorni nostri, per capirci.

Va da sé che migliaia di file secretati della CIA con la documentazione degli avvistamenti di UFO sono stati resi pubblici dall’agenzia di Intelligence statunitense in un CD_ROM che, secondo gli 007 americani, comprenderebbe tutti i report di avvistamenti nel mondo dagli anni ’50 fino a oltre il Duemila.  Tantissimi i casi segnalati, molti dei quali non verificati, ma che confermerebbero la “visita periodica” degli extraterrestri.

Tutti questi documenti sono accessibili a tutti attraverso il sito The Black Vault, dove sono stati caricati i file. In America sembrano aver preso molto sul serio la questione, visto che a fine dicembre nel decreto “stimulus” è stato introdotto anche un capitolo con cui la commissione Intelligence del Senato ha chiesto a Pentagono e dipartimento della Difesa di stilare un rapporto sugli avvistamenti di UFO. Il documento andrà redatto entro sei mesi e staremo a vedere.

Insomma, forse non siamo soli e magari non lo siamo mai stati. C’è chi ci crede, chi campa sopra, chi ne è ateo, chi ne è un fervente religioso. Poi ci siamo noi che alziamo lo sguardo e da quaggiù cerchiamo di capire cosa ci riservi l’universo.

Lassù qualcuno c’è che ci guarda, magari incuriosito, e si interroga del perché, improvvisamente, milioni di umani, dalla sera alla mattina ,hanno messo sopra la loro bocca e hanno coperto il loro naso con una mascherina. Magari, preoccupati che l’aria non è così salubre come immaginavano, hanno mandato la piccola sonda Oumuamua a capirci qualcosa.

E allora possiamo aspettarci che da questo sigaro-navicella, una volta atterrato, scenda una delegazione di ET che, piuttosto che stringerci la mano o perdersi in convenevoli, ci dica cosa fare e come far sparire per sempre un alieno terribile che, da un anno, si è impossessato del pianeta Terra. E se proprio non ci riescono neanche loro, a questo punto spontaneo nasce un canto…

Extraterrestre portami via
Voglio una stella che sia tutta mia
Extraterrestre vienimi a cercare
Voglio un pianeta su cui ricominciare.
Eugenio Finardi 

Print Friendly, PDF & Email
Massimo Frenda

Autore Massimo Frenda

Massimo Frenda, nato a Napoli il 2 settembre 1974.