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Inclusione e diversità, tappe della leadership futura – I parte

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I leader di successo sono coloro che continuano a imparare, adattarsi e crescere.
John C. Maxwell

Viviamo in ambienti caratterizzati da un crescente multiculturalismo. Nelle nostre città si sono moltiplicati, negli ultimi anni, i colori, i profumi, i caratteri delle insegne dei negozi, le lingue e gli accenti del vociare di strada. Tuttavia, insieme a questa ricchezza culturale, emergono anche conflitti, diffidenza e paure.

Questi cambiamenti si riflettono anche nel mondo del lavoro.

Scuole e istruzione: professori e maestri si ritrovano davanti a classi sempre più colorate e differenziate. La diversità di background, storia e mentalità richiede un approccio flessibile e sensibile.

Commercio e clientela: le attività devono venire incontro ai bisogni di  acquirenti sempre più eterogenei dal punto di vista culturale. La comprensione delle diverse esigenze e preferenze è fondamentale.

Imprese e lavoratori: all’interno delle imprese, la diversità si manifesta attraverso lavoratori provenienti da disparate provenienze. Questa diversità di sfondi porta con sé sfide, ma anche opportunità. Il ruolo della multiculturalità nelle imprese è cruciale.

Gli studi mostrano che un elevato grado di diversità culturale può essere sia un ostacolo che un vantaggio competitivo. Se si riescono a risolvere i problemi derivanti dalla diversità, la molteplicità delle culture all’interno dell’organizzazione può diventare un asset strategico.

In un mercato del lavoro sempre più eterogeneo, le aziende che investono nella diversità, equità e inclusione, DEI, possono creare ambienti di lavoro rispettosi delle differenze e privi di stereotipi, contribuendo ad un circolo virtuoso di profitti crescenti.

Diversità e inclusione sono concetti fondamentali per creare un ambiente lavorativo equo, produttivo e rispettoso. La prima si riferisce all’insieme delle peculiarità d’appartenenza culturale, etnica, religiosa, di genere e di orientamento sessuale di una persona. In ambito lavorativo, queste non solo vanno rispettate, ma anche valorizzate in armonia con il contesto.

Costruire la diversità significa avere una squadra di lavoro eterogenea, che rappresenti le diversità del contesto e sia in grado di amalgamarsi attorno a esse. Ciò crea una mentalità capace di caratterizzare sia la cultura del brand, sia la sua operatività quotidiana.

La seconda è la capacità di far coesistere e cooperare al meglio tutte le diversità, rendendole punti di forza peculiari dell’organizzazione. Dare spazio alla diversità porta all’inclusione, ovvero a flussi di recruiting e di lavoro più equi, in cui ciascuno riconosce l’inclusività come valore fondante dell’attività.

Un ambiente inclusivo accoglie, coinvolge e valorizza ogni collega, unendo culture e prospettive umane differenti in dialogo e cooperazione. Serve, a prescindere, una grande forza governativa e culturale, fatta di competenza e di focalizzazione verso l’obiettivo. Oltre che una conoscenza culturale che ti permette di partire avvantaggiato quando puoi sfruttare il tuo know-how non solo fatto di nozioni specifiche e contenuti di processo aziendale.

Serve essere leader. Abbiamo spesso sentito parlare di leadership. Aziendale, motivazionale, inclusiva e no. È una delle soft skill più richieste che consiste nella “capacità di guidare e motivare un team di persone verso un obiettivo condiviso”.

Sono tanti i professionisti – e non solo – che aspirano allo sviluppo e al potenziamento di questa capacità. Si tratta, infatti, di una skill importante non solo nell’ambito lavorativo, ma in numerosissimi altri contesti, dalla politica all’organizzazione della società civile e così via.

In un mondo sempre più focalizzato su sostenibilità e responsabilità, i leader del nuovo millennio sono chiamati a incarnare e promuovere valori etici e pratiche sostenibili. La responsabilità sociale d’impresa è divenuta un elemento inalienabile della leadership del XXI secolo, un pilastro su cui costruire organizzazioni resilienti e orientate al futuro.

In un’era dominata dalla tecnologia, l’alfabetizzazione digitale non è più un optional ma un requisito imprescindibile. La capacità di comprendere, adottare e promuovere innovazioni tecnologiche è fondamentale per mantenere e rafforzare la competitività, consentendo alle organizzazioni di prosperare in un ambiente in rapida evoluzione.

I leader del futuro dovranno essere capaci di adattarsi, comprendere le esigenze umane, promuovere l’etica e abbracciare l’innovazione per guidare le organizzazioni verso un futuro sostenibile e di successo. Le aziende, giocoforza, saranno chiamate in causa.

La leadership aziendale è l’arte di motivare e ispirare le persone, affinché diano il meglio di sé. Il leader sa entusiasmare e nutrire la passione per una certa attività, portando gli individui e a dare il massimo e a ottenere risultati eccellenti per l’azienda e per la gratificazione personale.

La leadership aziendale va oltre la semplice gestione delle operazioni quotidiane. Al suo cuore, si trova la capacità di articolare una visione avvincente, che ispiri azioni collettive. Più specificamente, motiva le persone e i team affinché lavorino in sintonia verso obiettivi comuni e condivisi. I leader in un’azienda sanno fissare obiettivi e guidare sé stessi e gli altri a raggiungerli.

Questo tipo di guida comprende la capacità di prendere decisioni efficaci, comunicare in modo chiaro e motivare gli altri a contribuire al successo dell’impresa.

È molto più di una semplice posizione di autorità; si tratta di un insieme di qualità, azioni e visioni che ispirano e guidano i membri di un’organizzazione verso obiettivi comuni.

Secondo lo psicologo americano Daniel Goleman, essa è, innanzitutto, autoconsapevolezza. I grandi leader sanno guidare sé stessi, e questa capacità è fondamentale per guidare gli altri con successo.

Inoltre, l’immagine del leader – eroe onnipotente è sempre meno appropriata nel contesto attuale. Oggi si preferisce la figura di un mentore o di un coach, qualcuno con cui è possibile confrontarsi, relazionarsi e ricevere feedback e gratificazione.

La leadership aziendale è un mix di competenze, empatia e visione strategica, che si adatta alle esigenze dell’azienda e ai mutamenti del mondo odierno.

Oggi, ad esempio, è importante la leadership inclusiva. Essa è un approccio alla guida che promuove l’equità, la diversità e l’accettazione di tutte le persone. In un contesto aziendale, questa si concentra su come i leader possono creare un ambiente in cui ciascun individuo si senta valorizzato, rispettato e in grado di contribuire appieno al successo dell’organizzazione.

L’inclusività e la diversità sono concetti fondamentali in vari contesti, tra cui l’ambiente aziendale e l’istruzione. Diversamente dall’integrazione, che si concentra sull’individuo come parte di un insieme distintamente delimitato, l’inclusività riguarda la costruzione di contesti sensibili alle diversità.

L’obiettivo dell’inclusività è garantire a ciascun soggetto eguaglianza di dignità, potere e rappresentanza, rispettando le loro orientazioni, competenze e attitudini individuali.

In un contesto aziendale, l’inclusività significa creare un ambiente in cui ogni persona si senta valorizzata, rispettata e in grado di contribuire appieno al successo dell’organizzazione.

La diversità riguarda la varietà di background, esperienze, abilità e prospettive presenti in un gruppo o in un’organizzazione.

In Italia, una ricerca Randstad conferma che circa il 50% dei Millennial ritiene fondamentali diversità e inclusione nella scelta dell’azienda per cui lavorare e che anche da questi aspetti dipende il livello di soddisfazione e coinvolgimento nelle diverse attività operative.

Moltissime imprese italiane stanno cominciando a comprendere la centralità di questi due elementi e a sviluppare politiche interne capaci di valorizzare la diversità, non come qualcosa di astratto ed estemporaneo, ma da inserire nel quotidiano aziendale.

Esperienze di vita, differenti provenienze e contesti culturali sono un valore aggiunto all’esperienza lavorativa, se ciascuna di queste diversità si lega all’altra: tutti i dipendenti si sentono capaci di esprimersi, crescere e dialogare al massimo del loro potenziale, riconoscendo nei colleghi e nell’azienda ascolto ed empatia. Questo aumenta il coinvolgimento delle persone e, di conseguenza, anche un netto miglioramento del clima lavorativo.

Nessun uomo sarà mai un grande leader se vuole fare tutto da solo, o prendersi tutto il merito per averlo fatto.
Andrew Carnegie 

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Autore Massimo Frenda

Massimo Frenda, nato a Napoli il 2 settembre 1974. Giornalista pubblicista. Opera come manager in una azienda delle TLC da oltre vent'anni, ama scrivere e leggere. Sposato, ha due bambine.