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Mio sole mio

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La natura del Sole oggi è nota: è una stella, una nana gialla costituita principalmente da idrogeno ed elio.

Grazie alla conoscenza scientifica siamo anche in grado di sfruttarne la luce per produrre direttamente energia elettrica tramite gli impianti fotovoltaici.

Fino alle prime osservazioni tramite telescopio, nel XVII secolo, l’umanità ignorava la reale natura dell’astro, ma comprendeva bene il suo ruolo fondamentale per la vita sul pianeta quale fonte di luce e calore che permette, in primo luogo, la proliferazione delle forme di vita vegetali.

Prima della diffusione delle religioni monoteistiche, la grande maggioranza delle civiltà antiche riteneva che il Sole fosse un dio. Qui entra in gioco la parte esoterica e del mistero che lega l’uomo con le manifestazioni arcaiche e animistiche che contemplano l’esistenza sua e dell’universo.

L’esoterismo legato al sole è un tema affascinante che ha radici antiche e diverse interpretazioni. Nel tardo Impero Romano, il Sol Invictus, che significa Sole mai sconfitto, era un appellativo religioso associato a diverse divinità solari come Helios, El-Gabal, Mitra e Apollo. Questo culto rappresentava la luce, la vita e la rinascita. Il Sol Invictus era venerato come il dio supremo, il ‘re dei dei’.

Nella tradizione esoterica, il sole è spesso considerato un simbolo di illuminazione spirituale e connessione con la divinità. Infatti, il culto del Sol Invictus offriva l’opportunità di entrare in contatto con l’energia divina e raggiungere uno stato di illuminazione interiore.

Oltre all’antico Egitto, diverse altre culture hanno venerato il Sole in forme diverse. Era un simbolo di potere divino per i popoli indo-europei. Surya, glorificato nei Veda dell’antica India, era un dio onniveggente che osservava le azioni umane, sia buone che cattive.

Gli Aztechi e altre civiltà mesoamericane adoravano una divinità solare. Il Sole era considerato una forza vitale e veniva onorato attraverso elaborati rituali.

Nella cultura giapponese, Amaterasu, la dea del Sole, occupava un ruolo centrale nella mitologia giapponese. Era considerata la progenitrice degli imperatori giapponesi e simboleggiava la luce e la vita.

In tutto il mondo, culture come gli Hittiti, i Berberi, i Cananei, i Nativi Americani, gli Inuit e i Celti hanno avuto rappresentazioni e culti legati al Sole. In sintesi, esso è stato un oggetto di venerazione in molte culture, spesso associato a divinità solari e simboli di potere divino.

Diciamolo, il cielo ha da sempre un grande fascino sull’uomo, in parte perché lontano ed infinito, in parte perché costellato di luci immerse in un’oscurità infinita. Ma tra tutti gli astri del cielo, i due che hanno sempre affascinato l’umanità sono il Sole, per l’appunto, e la Luna, considerati da tempo immemore archetipi di energie rispettivamente maschili e femminili, amanti impossibilitati a toccarsi in eterno, che nel loro simbolismo intrinseco rappresentano i due prìncipi fondamentali del cosmo.

In particolare, il Sole rappresenta con la sua energia proattiva, il potere creativo attivo, il mascolino ed il principio creatore dell’Universo. Ma il Sole da solo non può nulla, ed è per questo che necessita della sua controparte femminile, la Luna.

Essa, è sempre stata associata alla magia ed al mistero per la sua duplicità simbolica, indotta dalla presenza di un lato oscuro che non viene mai mostrato all’uomo.

È per le loro caratterizzazioni simboliche che questi due astri sono tradizionalmente le dimore di alcune specifiche Divinità, divenendo, solo in alcune tradizioni, anch’essi delle Divinità stesse, come nel caso di Selene, Dea della Luna greca.

È evidente che nell’esoterismo, il Sole e la Luna rivestono significati profondi e simbolici: uno simboleggia l’origine, la ragione e la luce. È associato alla parte maschile e rappresenta l’intelletto. La sua energia domina il buio e illumina la mente. Inoltre, è venerato da molte culture antiche e simboleggia saggezza e amore.

L’altra rappresenta l’oscurità e la mutabilità delle forme. È associata al lato femminile e agisce come regolatore dei ritmi naturali con il suo movimento crescente e calante. Nella simbologia massonica, ad esempio, la Luna rappresenta anche la mediazione tra forze cosmiche, riflettendo la luce del Sole.

Inoltre, durante le eclissi, l’opposizione tra Sole, intelletto, e Luna, emozioni, diventa più evidente, portando a conflitti interiori e ‘oscurando’ idee ed emozioni. Una volta, nei tempi eroici della storia delle religioni, si credeva che il culto del sole fosse conosciuto, in altri tempi, da tutta l’umanità. Si può dire che i primi tentativi di mitologia comparata ne decifrassero le tracce dappertutto.

Tuttavia, fin dal 1870, un etnologo eminente come A. Bastian osservò che questo culto solare si trova, in realtà, soltanto in rarissime regioni del globo. E mezzo secolo dopo Sir James Frazer, riesaminando il problema nell’ambito delle sue pazienti ricerche sull’adorazione della Natura, noterà l’inconsistenza degli elementi solari in Africa, in Australia, in Melanesia, in Polinesia e in Micronesia.

La stessa inconsistenza si nota, salvo poche eccezioni, nelle due Americhe. Soltanto in Egitto, in Asia e nell’Europa arcaica, quello che si chiama «culto del sole» ha goduto di un favore tale da divenire in certe occasioni, per esempio in Egitto, vera preponderanza.

Per gli antichi Egizi, il sole rappresentava l’eternità, un cerchio perfetto che di fatto non ha un inizio e nemmeno una fine. Qui troviamo Horus, le cui origini affondano nella preistoria africana.

L’iconografia del dio è estremamente varia: il falco lanario o pellegrino è la rappresentazione più antica, che risale a quando le potenze erano raffigurate sotto forma animale; invece, quella di uomo con la testa di falco è la più recente.

In versione semiumana adulta, all’apice del vigore combattivo e sessuale, Horus diventa Horakhti: il Sole allo zenit. Il culto di Horus è strettamente legato a quello del faraone, che da vivo è considerato una sua manifestazione terrena e da morto è legato a Osiride; l’espressione Hor-em-iakhu, che significa Horus nello splendore indicava il faraone defunto, divenuto egli stesso, morendo, dio fra gli dèi.

Tra le più celebri immagini del Falco-Horus, vi è quella in cui è appollaiato in cima allo schienale del trono con le ali aperte, che circondano la nuca del sovrano in un gesto protettivo. Anche negli altri continenti divinità solari erano presenti.

In passato, in America Centrale, gli Aztechi consideravano il dio solare Huitzilopochtli il proprio patrono e compivano sacrifici umani quotidiani per fornirgli sostentamento, affinché ogni giorno potesse vincere le tenebre e sorgere nuovamente.

La sanguinaria pratica costò agli Aztechi l’odio delle popolazioni sottomesse, dalle quali traevano le vittime sacrificali, che si allearono con i conquistatori spagnoli.

In Asia, il Sole era ed è tuttora venerato come un dio in molte culture, dalle religioni indiane allo shintoismo giapponese. Il simbolo del Sole occupa una parte centrale in ogni tradizione: l’astro luminoso dà la vita, luce e calore ed è quindi a pieno titolo, l’epifania suprema del divino.

Dante afferma che «non esiste cosa visibile, in tutto il mondo, più degna del Sole di fungere da simbolo di Dio, poiché esso illumina con vita visibile prima se stesso, poi tutti i corpi celesti e terreni».

Il Sole ha dunque una connotazione essenzialmente positiva: è simbolo di vita, illumina e scalda la Terra permettendo la crescita e la nascita di tutte le creature che la popolano, inoltre con la sua luce rende ogni cosa manifesta!

Il Sole è espressione della forza, dell’energia, della volontà di manifestarsi, del conscio e della realizzazione concreta, leggete bene: è espressione della foraci, dell’energia, della volontà di manifestarsi, del conscio e della realizzazione concreta, per questo per me è importantissimo tramandare come incanalare la sua magia o forza vibrazionale.

Questo, però, sarà un altro discorso.

L’universo che vediamo dall’eternità sussiste intorno ad Helios, ed ha come sua dimora la luce che avvolge il mondo dall’eternità, e non ora sì e talvolta no, e nemmeno in modo diverso secondo i tempi, ma sempre nello stesso modo.
Giuliano Flavio Imperatore 

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Autore Massimo Frenda

Massimo Frenda, nato a Napoli il 2 settembre 1974. Giornalista pubblicista. Opera come manager in una azienda delle TLC da oltre vent'anni, ama scrivere e leggere. Sposato, ha due bambine.