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L’Iniziato

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Massoneria


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Siete voi Massone?

L’interrogato risponde:

I miei fratelli mi riconoscono come tale.

L’iniziato vero è un vero Re o una Regina. Brilla di una nobiltà “propria” che viene riconosciuta dagli altri per valore, virtù e meriti. Di iniziati nominali, burocratici son piene le fosse.

Iniziato è un participio passato. Come Gautama è un nome di persona e Buddha è l’attributo che definisce la sua raggiunta illuminazione.

Cominciare è solo uno start, l’inizio di un processo. Una latenza, una potenzialità tutta da realizzare. Forse uno su 10.000 ce la fa, ed è un calcolo ottimistico. Ma se preesiste una vocazione profonda, vale la pena di impegnarsi.

La via iniziatica è dura e pericolosa. Nel corso dell’avanzamento, specialmente in fase di apprendistato, si mettono in moto forze avverse.
I Guardiani della soglia che abitano il nostro ego sono molto feroci. Questo non lo sa, e non lo saprà mai il piccolo-borghese appena tegolato e poi “tirato dentro” per fare numero con la scusa che è una brava persona ed è amico di qualche fratello. Questa non è Massoneria è un qualsiasi club culturale col grembiulino. E neppure tanto ben riuscito.

La via iniziatica, anche quella della mano destra, checché se ne dica, è terribile. Umida sì, ma proprio per questo paludosa, disseminata di sabbie mobili, piena di agguati e lampi di luce che possono spingerci a uno svelamento secco, improvviso e sconvolgente. Per prepararsi allo shock la scala segreta deve essere lenta e progressiva. Non si sbenda di colpa un prigioniero le cui palpebre sono cucite sin dalla nascita.

Per ascendere ci vuole costanza e tanta forza interiore. Niente è dato per scontato. Entrando in una confraternita iniziatica il risultato non è garantito. Tutto dipende dal nostro impegno ripetuto, costante, perseverante. E anche in questo caso occorre ricordare che “il vento soffia dove vuole”.

Tutti, inconsciamente, sperano in un happy end, in una redenzione dell’ultima ora. Magari quando scorreranno i titoli di coda della nostra vita. Nelle catene esoteriche occidentali come la Massoneria, c’è troppo perbenismo, troppa prosopopea, e tanta faciloneria. Molta liturgia. E pochi fatti. E narrazioni pseudo-storiche autoreferenziali.

Le chiacchiere stanno a zero. Se vuoi progredire devi lavorare, esercitarti, fare, cambiare, staccarti la pelle di dosso a brani. Salire di gradino in gradino. Anche se la forza di gravità è tremenda e i nostri piedi sembrano di piombo.

Sull’Himalaya, a 7000 metri, manca l’aria, si soffoca. Progredire di dieci centimetri è uno sforzo disperato. Questa è la realtà. Stupido e inutile giudicarla. L’Anima si costruisce pezzo dopo pezzo. È come conquistare e cartografare una terra sconosciuta. Il bivio è o la salvezza o la liberazione.

Lo deciderà il nostro Dharma.

Gurdjieff diceva:

In Occidente si crede che l’uomo abbia un’anima, data da Dio. Non è così. Niente viene dato da Dio, è solo la Natura a dare. E la Natura dà solo la possibilità dell’anima, non dà l’anima. Si deve conquistare l’anima attraverso il lavoro. A differenza dell’albero, l’uomo ha però molte occasioni. L’uomo contemporaneo ha anche la possibilità di crescere a caso – crescere in modo sbagliato.

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Hermes

Autore Hermes

Sono un Massone qualsiasi. Orgogliosamente collocato alla base della Piramide. Ogni tanto mi alzo verso il vertice per sgranchirmi le gambe. E mi vengono in mente delle riflessioni, delle meditazioni, dei pensieri che poi fermo sul foglio.