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Massoneria: lettera a una sorella tra ‘chiacchiere e distintivo’

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Lettera


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L’iniziato nel Giardino avanza davanti al Sole senza che un’ombra venga proiettata a terra.
(…)

La funzione principale delle società iniziatiche consiste nell’accompagnare il ricercatore nella zona di Silenzio dove si dispiegano l’Essere e la Coscienza non-dualistica.
Rémi Boyer

Cara Sorella, mi rendo conto sempre di più della rovinosa situazione in cui versano in Italia tante Gran Logge, numericamente grandi o piccole che siano.

Conoscendo la tua purezza interiore e la tua indomabile onestà intellettuale, che stimo profondamente, mi permetto di auspicare che prima o poi ti possa rendere conto di quanto certe ‘Obbedienze’ – mai questo termine, ormai lontano anni luce dalla sua originaria etimologia, fu più azzeccato – siano apparati amministrativi egoici e competitivi, pur in apparente professione di universalità massonica.

Realtà dogmatiche, spesso vessatorie, persecutorie ed incompatibili con la più vera ed audace ricerca iniziatica. Riflettiamo sorelle e fratelli. Nel silenzio interiore.

Certi giuramenti iniziatici si fanno a se stessi, non a un “idolo”: una lista elettorale vittoriosa, un potere amministrativo o un singolo individuo. Così come tutti i cittadini italiani, per analogia, hanno il dovere di

essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le leggi.
Art. 54

E non fedeli ad altro o ad “altri”. L’unico giuramento, oggi trasformato in languida promessa, che conta davvero è quello di

impegnarsi incessantemente, per tutta la vita, a percorrere la via iniziatica.

Ti assicuro che se mi dovessi malauguratamente trovare in condizioni di scegliere tra una via di ricerca ed un’altra nella mia attuale ‘Obbedienza’ di ‘appartenenza’ – altro termine vistosamente possessivo – e dovessi essere posto nella condizione dualistica, quindi profana, di scegliere, non avrei titubanze a scegliere la libertà.

E accoglierei ogni eventuale e ridicola tavola d’accusa come un vero onore e conferma della profanizzazione delle Massonerie.

Non dispero di lavorare presto insieme a te in Loggia e/o sui piani sottili della Massoneria del Giardino, come direbbe Boyer.

Sono sempre pronto a mostrare e dimostrare il mio amore fraterno nei confronti di tutti i fratelli e sorelle sparsi sulla superficie della Terra.

Nessun ente istituzionale, nessuna burocrazia, o Gran Maestro potrà mai amministrare il mio sentimento di vera fratellanza universale. Come cantò Battiato: Povera Patria.

Ma consoliamoci, in ogni fine c’è un nuovo inizio. Non guardiamo solo in negativo alcune persistenti posizioni reazionarie, spesso riaffermate acriticamente in pubblico, su libri o su spazi digitali e social solo in nome di antiche consuetudini.

Facebook, salvo mirate e lodevoli eccezioni, è diventato un postribolo. Ma altrove, nel mondo reale, qualcosa si muove. Nuove vie di ricerca, riformulazioni iniziatiche, iniziative di varia natura. Spirituali, etiche, esoteriche. Prassi formative, vie evolutive. È un caleidoscopio ancora troppo difficile da mappare.

A volte sono microscopici capillari, piccole formazioni arteriose che stanno cercando di tracciare una via. Per confluire nell’aorta del Cuore. E poi tentare la risalita sull’Albero della Vita.

Una cosa è certa. Il vecchio esoterismo fatto di ‘chiacchiere e distintivo’, di letture, di erudizione teorica, di estenuanti dialettiche superbe e dualistiche è agonizzante, se non morto. E soprattutto inutile.

Il Simbolo ed il Rito devono essere accompagnati, integrati da qualcos’altro in più. Disciplina, esercizi continui, presenza. Rigore. Trasformazioni vere e non rappresentazioni rassicuranti o grandiose di sé stessi. In una parola, fantasticherie dell’Ego.

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Autore Hermes

Sono un Massone qualsiasi. Orgogliosamente collocato alla base della Piramide. Ogni tanto mi alzo verso il vertice per sgranchirmi le gambe. E mi vengono in mente delle riflessioni, delle meditazioni, dei pensieri che poi fermo sul foglio.