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L’Amore Oscuro

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L'amore oscuro


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Discesa nelle mie tenebre interiori, ho raggiunto le porte delle mia ipocrisia perbenista. L’incontro fugace con i tuoi occhi ellenici, sfiorando per qualche istante appena la tua immagine, mi ha riportata, forse per la prima volta, al di là del tempo di questa mia vita, a me. A me soltanto.

Consapevole della mia scelta errata, ho deciso, pur sapendo di sbagliare; ma stavolta con il mio vero e ritrovato me. Son venuta a cercarti io, dopo aver abbattuto i mali dei miei stereotipi, della mia dubbiosa e traballante fede contaminata da dogmi e pregiudizi incatenanti; della mia stessa essenza ricostruita dalla perfida mano del mio edulcorato volere. Ho reciso tutte le corde che mi tenevano legata ad una realtà che non mi è mai realmente appartenuta e di cui faceva parte soltanto l’immagine distorta di me.

Ho deciso di cominciare a respirare da persona viva e non per mezzo di una “macchina artificiale”, che mi ero affibbiata ai polmoni.

Son tornata a cercarti e a chiederti di me; di ciò che vedi nei miei occhi; di quello che vuoi da me. Conosci la mia storia pubblica e io la tua, eppure, non sapendo dell’intimità l’uno dell’altra percepiamo l’energia che ci accomuna e che infonde in noi questo senso inspiegabile di appartenenza. Le parole, queste mie parole tanto criptiche quanto coraggiose e confuse, tentano di raggiungere una verità così per tanto tempo relegata nelle segrete di un’identità violata una, dieci, cento volte.

So che sei tu colui che senza volerlo mi ha guardato dentro; intuisco la tua luce interiore che cerca di raggiungere la mia, oltrepassando muri e muri di dolore e falsità.

Un accennato sorriso, una frase non scritta, uno sguardo fugace al riparo da quelli altrui, invadenti e curiosi.

Nessuno sa, nessuno immagina: questa volta siamo davvero e realmente soltanto io e te, in una sinergia di colori e percezioni che non possono non restituirci all’oscurità di noi stessi per la ricerca della nostra origine spirituale.

Gli uomini l’hanno reso un peccato, un’indecenza: ed è per questo che mi son cresciute le ali, per volare in alto come un’aquila e sorvolare da tanto più su, tutto questo vergognoso spreco di vita.

Già, la vita, la mia vita: cosa ne è stato della mia vita fino al giorno in cui ti ho incontrato? Ho generato nuovo amore attraverso di me e per mezzo di altro amore venuto e vissuto prima di te.

L’unico mio nemico, il tempo e il suo scorrere senza sosta: si può avere più di un amore?
Si può vivere con questa dualità emozionale? Nell’eternità dello spirito è possibile, ma è nella carnalità e fisicità del corpo il limite, a tanto smisurato flusso energetico.

Il corpo ti mente attraverso la vivacità della fiamma della passione e stordisce i sensi, privandoli della sobria e adeguata lucidità.

La pioggia che bagna può diventare tempesta e allora rischi di perdere te stessa, la tua strada, la tua vita. E a questo punto si apre innanzi a me un nuovo bivio: o l’uno o l’altra via. A cosa è giusto rinunciare? Per il bene di chi? Per quale autentico e incondizionato amore?

Conosco già la risposta, perché da sempre e per sempre, è il nuovo amore che cede il posto a quello precedente. Non perché sia più forte o più intenso, ma soltanto perché è “arrivato prima” e ha generato la “Sua” continuità.

Ciononostante, contrariamente al tempo e alla lealtà “promessa” a un dogma, mi lascio perdere in un sconfinato e fugace bacio che mi ricongiunge per qualche istante a me stesso, immerso in infinita oscurità, penetrata appena, da un fulgido e sottile raggio di luce che mi riveste di vita e mi restituisce alla mia identità, alla mia strada, alla mia vita non vissuta nella consapevolezza del mio essere.

L’amore è luce, energia, respiro vivente, ma è nell’Amore Oscuro che ho ritrovato l’identità reale di me stessa e del mio essere spirituale.

Ed è soltanto lì che posso viverti, sentirti, respirarti, nel lato oscuro dell’Amore.

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Antonio Masullo

Autore Antonio Masullo

Antonio Masullo, giornalista pubblicista, avvocato penalista ed esperto in telecomunicazioni, vive e lavora a Napoli. Autore di quattro romanzi, "Solo di passaggio", "Namastè", "Il diario di Alma" e "Shoah - La cintura del Male".