Home Rubriche Nutrizione a portata di click Grasso viscerale: cos’è e come combatterlo

Grasso viscerale: cos’è e come combatterlo

3054
Grasso viscerale


Download PDF

Oggi voglio parlarvi di un argomento che molto spesso viene preso sotto gamba, ma che in realtà può essere davvero pericoloso se non trattato in tempo: il grasso viscerale.

Cos’è il grasso viscerale?

Possiamo anche definirlo come grasso della pancia, è un accumulo di adipe che si trova in profondità attorno agli organi addominali, una sua alta presenza può causare lo sviluppo del diabete di tipo II ed aumentare il rischio di ipertensione e malattie cardiovascolari.
Causa il peggioramento della digestione e della respirazione, fino ad arrivare alle apnee notturne, e complicanze metaboliche quali iperlipidemie, steatosi epatica, aterosclerosi.

Questo grasso, molto pericoloso per la salute, va eliminato il prima possibile.
Si differenzia da quello sottocutaneo che si trova, invece, nello strato più profondo della cute e che non causa il presentarsi di tali malattie. Il grasso addominale ha caratteristiche diverse rispetto a quello sottocutaneo a livello di equilibrio endocrino causato, appunto, da queste cellule adipose.

Gli adipociti del grasso viscerale rilasciano le adipochine, alcune di esse stimolano la sintesi di trigliceridi il cui accumulo fa aumentare a dismisura il volume degli adipociti, fino a causarne la morte con richiamo dei macrofagi che vanno così ad aumentare ulteriormente l’infiammazione sino ad arrivare ad uno stato infiammatorio cronico che causa le malattie metaboliche.

La collocazione del grasso viscerale nei pressi degli organi addominale fa sì che le adipochine e le altre sostanze prodotte dallo stato infiammatorio arrivino direttamente nella vena porta e, dunque, nel fegato: la famosa statosi epatica.

Come si fa a sapere se si ha troppo grasso viscerale?

L’eccesso di grasso addominale è direttamente proporzionale alla circonferenza della vita.
Un semplice mezzo per valutarlo è misurarlo:
negli uomini > 102 cm
nelle donne > 88 cm
Questi valori indicano un alto rischio cardiovascolare ed è bene quindi correre ai ripari.

Perché l’accumulo di grasso viscerale può portare al diabete di tipo II?

Le elevate quantità di acidi grassi, prodotte dagli adipociti, giungono al fegato, si trasformano nel cosiddetto colesterolo cattivo, o LDL, e promuovono la gluconeogenesi e la secrezione di trigliceridi; il corpo, per cercare di compensare, produce una massiva quantità di insulina.

Tutto questo causa insulina resistenza: poiché sono presenti alti valori di glicemia e di insulina circolante. L’insulino resistenza associata a iperinsulinemia provoca variazioni del glucosio tali da portare ad un’alterata glicemia a digiuno oppure ad una ridotta tolleranza al glucosio fino al vero e proprio diabete.

Cosa si può fare per eliminare questo grasso viscerale?

– Iniziare immediatamente a seguire uno stile di vita sano ed equilibrato. Mangiare troppo e male, infatti, fa aumentare notevolmente il grasso addominale; in particolare, le abbuffate stimolano ancora di più il suo accumulo.

– Consumare una porzione adeguata di proteine, che ne limitano lo sviluppo, ed abbondare con le fibre: si avverte senso di sazietà, si stimola il transito intestinale e si rallenta

– Mangiare più fibre, quindi, grazie al senso di sazietà, porta ad un minore ingerimento di altri alimenti con conseguente perdita di peso; un aumento di soli 10 gr nell’assunzione giornaliera di fibre riduce l’aumento del grasso viscerale del 3,7%.

– Diminuire gli alimenti fritti, il junk food, i dolci e l’alcol.

– Cercare di ridurre lo stress: l’aumento del cortisolso, detto appunto l’ormone dello stress, promuovendo l’appetito causa l’incremento del grasso addominale.

– Provare a dormire a sufficienza: un sonno alterato porta ad una condizione di stress, che, a sua volta, causa una maggior produzione di grasso.

– Fare attività sportiva: è bene cercare di fare movimento almeno tre volte a settimana, anche una semplice camminata può aiutare tanto. La miglior soluzione sarebbe eseguire degli esercizi di breve durata ma di alta intensità.

– Bere molto: almeno due litri al giorno.

Print Friendly, PDF & Email

Autore Alessandra Cirillo

Biologa nutrizionista, libero professionista. Corso di perfezionamento in alimentazione e nutrizione umana. Esperta nella nutrizione in età pediatrica e della sfera femminile a 360°. Appassionata di tutto ciò che riguarda la nutrizione. Il mio motto è "aggiornarsi, sempre".