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Elementi Sapienziali

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Elementi Sapienziali di Vincenzo Cacace


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Olio su tela, cm.60×40

Musa, quell’uom di multiforme ingegno
Dimmi, che molto errò, poich’ebbe a terra
Gittate d’Ilïòn le sacre torri;

Versi omerici così ricchi di enfasi da far gonfiare il petto anche leggendoli in maniera sommessa… ed il senso di ciò si motiva per un tale ammaliante equilibrio di parole, scelte con attenzione, organizzate e composte anche da chi ne ha curato la trasposizione, traducendole dal testo originario con tanta magistralità da invadere il sentimento di chiunque e farlo partecipe di un mito millenario, ma sarebbe potuta anche essere una qualunque vicenda umana presa dalla cronaca dei giorni, “indorata” da un vate ed entrata, per tal motivo, nella leggenda….

Versi sublimi… subliminanti… oppure poetiche “astuzie”, semplicemente “inneschi” per fare esplodere nell’animo di un qualunque attento lettore… giovane o anziano… un desiderio di immedesimazione nel ruolo del protagonista così ricco d’ingegno… tanto da fare scatenare la terribile “invidia degli Dei”.

Ed erano proprio lì, fra le “righe” ispirate dall’Epos, elementi tali che sanno trarre dal “dato”, insieme alla mera nozione, l’abito sontuoso del sapere… il manto e la corona sfavillante e regale della Conoscenza, anch’essa trainata dal forte magnetismo della Sapienzialità…

Nella biblioteca polverosa e sovrabbondante di libri… di tomi sgangherati nelle loro ormai fatiscenti rilegature, pagine dal colore avorio, ancor di più ingiallite dal tempo, oltre che dal fumo… dalla nicotina catramosa delle sigarette… quelle” Esportazioni” senza filtro… quelle dal pacchetto verde, con l’immagine del veliero in navigazione, per intenderci… pagine di carta povera… ruvida, ottenuta dalla macerazione degli stracci, morbide, dal frusciare silenzioso e un po’ sfilacciate nei bordi… maltagliate… sbrindellate dal tagliacarte ormai senza “filo”… quelle edizioni in “brossura”, che il professor Romeo accumulava, dopo averle lette e rilette, ripiegandole controverso per tenerle con una sola mano e passeggiare per la stanza o nel giardino… mentre con l’altra mano teneva la sigaretta innestata sul suo inseparabile bocchino d’avorio… letteratura… storia condensata, eretta in forma di “torrioni”, come quelli di arenaria stratificata, erosi dal vento del deserto, pile di libri che vedevo salire in altezza, simili, appunto, a quelle “litiche presenze”, sovrastanti i canyon dell’Arizona o del Nuovo Messico… ma, in realtà, erano gli stretti corridoi formatisi in quella stanza nella quale egli dava insegnamenti di varia umanità insieme alle ripetizioni di Lettere e di Storia ai suoi piccoli discepoli… lui poliglotta, latinista e grande studioso di simbologie arcane… e, di certo, “arcano” era egli stesso… Armando Romeo… insegnante ormai in pensione… dopo il suo lungo servizio svolto in giro per il mondo ed a Costantinopoli in particolare, al seguito del Nunzio Apostolico Angelo Roncalli.

Egli, che somigliava ad un anziano Rex Harryson uscito pari pari da quel film con Audrey Hepburn, mi appariva, invece, anche per via della sua scassatissima “Vespa”, come una specie di centauro sapiente… un “Chirone” in cerca del suo “Achille”…. ed io ero tra la decina di piccoli discenti da preparare per l’esame di ammissione alle “medie”, tra quelli più curiosi… piccole vedette… esploratori che si avventuravano in cerca di storie mitiche, avventurose…

Stimolati… ad un gioco però molto più serio… quello della nascita di un sentimento “mitopoietico”, soprattutto per chi era già predisposto alla creatività…

Elementi Sapienziali?

Di certo erano principii di idee in “incubazione”.
Dunque, gli approcci… le prime nozioni esemplificative… erano proprio lì? In quel luogo pieno di vibrazioni “magiche”?

Oggi lo so… ed anche noi eravamo proprio come verdi “piantine” predisposte all’innesto, pronti a riceverle quelle nuove “fioriture”… e, quindi, anch’io, in quella stanza, ebbi il mio primo “assaggio” sapienziale… ma quegli Elementi, più che altro, erano i basilari “fondamenti” dai quali partiva un “disegno” più vasto della conoscenza… lo rivedo collocato, in quello scorcio di tempo preciso… circoscritto ed attrattivo… ed ora che ci penso, mi rendo conto che tutto ciò era, per me, come vedere attraverso un “varco”… che permetteva di violare entusiasticamente ogni “confine”… e quello era il “Portale”, forse lasciato volutamente aperto e incustodito per una sorta di progetto “kharmico” voluto dal “Dharma”… un “accesso” ad un altro di quei tanti universi che, per la nostra mentale pigrizia, abbiamo ridotto ad essere semplicemente “Uno”… e, per giunta, siamo stati così egocentrici nel considerarlo “nostro” da concepirlo talmente “ingombrante” da nascondere con la sua presenza tutti gli altri…

Ma quello a cui mi riferisco ora è lì, protetto, dagli alti “muraglioni” eretti dalla memoria…

Quando ci ripenso capisco che erano lì… appunto, gli elementi basilari del Senso Sapienziale al quale faccio riferimento… un elemento invisibile ma, al tempo stesso, trainante, che mi avrebbe coinvolto sempre più negli anni a seguire… un “seme” piantato e germogliato nel “poi”… il futuro incontrato nel mio periglioso cammino esistenziale!

Parte di quegli elementi semplici a prima vista, ricompaiono quando mi abbandono tra le braccia di quella che io considero la “Mater Pictura” e sono così “invasivi”… perché ripetutamente presenti da risultare… il più delle volte… anche banali! Ma quest’ultima mera manifestazione è soltanto apparenza!

E… allora li enumero e li interrogo… però interrogando, al contempo, me stesso, mentre li rivedo comparire per lasciare il loro segno nelle mie invenzioni pittoriche…

Affiancato da queste presenze, dipingo, dunque, lo scenario di un luogo ameno… ridente: un eroe che parte o… che ritorna… un Tempio… una casa… una reggia, una donna… una sposa… una Sibilla o un oracolo, un frutto… un ricordo… un pensiero, un concetto del mondo tra le mani… Elena… Penelope… Andromaca o Cassandra… e, ancora, appare un assorto Nume, etereo, immateriale nel cielo… con sembianze classiche… quindi con una fisionomia ideale… e… forse… è lui l’ispiratore di una nuova avventura al di là dell’orizzonte, tra nuvole di “bambagia”, che sembrano mosse dal vento… e… più giù, in basso, la terra… con le sue coste e le insenature per gli sbarchi perenni… i lidi di un grande mediterraneo mare, abitati e comunicanti nella loro circolare “Koinè”…

Sarà Eva… o Atena, la Nuda Verità o la più addolorata Mater Matuta… una Generante Natura… che un eroe di passaggio interroga come un oracolo… ella comunque dovrà dare all’eroe vagabondo o al pellegrino della Conoscenza il suo saggio ed illuminante responso.

Cosa potrà dire all’ansioso “interrogante” colei che tiene il frutto tra le mani come a volerne carpire col suo tatto, rabdomantici suggerimenti… forse gli ricorda che se anche lui ha assaporato proprio quei frutti dolci e succosi della Terra… ancora incontaminata… dove tutte le “cose” che hanno sostanza, sono “la” Sostanza… non potrà perdersi nel Labirinto senza uscita di un mondo di Tenebra, ma lottando e cercando con il cuore puro, troverà alla fine la strada del ritorno alla sua terra natia… forse carico di ricchezze e di onori, premiato dalla Fortuna, oppure, con le mani vuote… ed anche sconfitto e amareggiato… ma …ella continua, dicendo che, egli sarà pur sempre vivo e… certamente più sapiente, per aver provato, mettendo in gioco se stesso, in ogni “tenzone” con gli Elementi ostili o favorevoli che, da naturali ed umani, si saranno trasmutati in “Tesori Sapienziali”… infine… trasfusi nella sua memoria.

Sì è vero! Tutto ciò ricorda il procedere alchemico del “solve et coagula” che, in codesta riflessione, sembra confrontarsi con le leggi “dantesche” del “contrappasso”… e, a dire il vero, a me sembra che si trovino armonicamente in accordo!

Sarà che, per la loro natura… ogni Elemento Sapienziale si completa in se stesso e tra il proprio Alfa ed il proprio Omega ci sarà sempre una lettera intermedia, comunicante con un’altra corrispondente agli altri elementi… mossi ognuno da un loro moto solipsistico… così l’ansia e la solitudine dell’eroe sono e saranno in ogni tempo, consolate dalle attese d’Amore di una sposa o di una madre… e gli approdi solitari potranno sempre ripopolarsi di folle acclamanti, simili alle stesse, che videro partire, piene di speranze, le navi achee o quella degli stessi argonauti… e quell’oltre dei nimbi chiari delle deità è accettato dall’anima perfettibile dell’uomo come un invito alla trasmutazione spirituale… lì è dove tutto sembra essere collocato in uno schema composto, dove vige una sorta di solitudine incomunicante… mentre, al contrario, è proprio quel “Tutto” che, alla fine, comunica in quel silenzio interpretabile solo da chi si è abbeverato alla fonte della Sapienzialità Filosofale… lo stesso che, responsabilmente, avverte, attraverso il “messaggio” insito nella propria opera d’arte, che sotto traccia, sotto la “pelle” della realtà, spinge per emergere un successivo e mirabolante universo…

Elementi sapienziali…

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Autore Vincenzo Cacace

Vincenzo Cacace, diplomato all'Istituto d'Arte di Torre del Greco (NA) e all'Accademia di Belle Arti di Napoli, è stato allievo di Bresciani, Brancaccio, Barisani, ricevendo giudizi positivi ed apprezzamenti anche dal Maestro Aligi Sassu. Partecipa alla vita artistica italiana dal 1964, esponendo in innumerevoli mostre e collettive in Italia e all'estero, insieme a Giorgio de Chirico, Renato Guttuso, Ugo Attardi, e vincendo numerosi premi nazionali ed internazionali. Da segnalare esposizioni di libellule LTD San Matteo - California (USA), cinquanta artisti Surrealisti e Visionari, Anges Exquis - Etre Ange Etrange - Surrealism magic realist in Francia, Germania e Italia.