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Dalla Pietra Grezza alla Pietra Levigata

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Casa Massonica Napoletana - GOI - Tempio Radice - Pietra Grezza e Pietra Levigata - ph Ciro Astarita
Casa Massonica Napoletana - GOI - Tempio Radice - Pietra Grezza e Pietra Levigata - ph Ciro Astarita


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Ogni blocco di pietra contiene un numero infinito di forme umane, spetta allo scultore materializzare la propria visualizzazione.
Michelangelo

Una pietra potrebbe rappresentare l’Uomo e le sue potenzialità, che, per emergere, richiedono un impegno tale da liberarlo da quei complessi e quelle limitazioni che ne bloccano l’intima trasformazione.

In questo semplice oggetto può essere racchiusa la potenza del Simbolo, la cui interpretazione agevola la percezione della Conoscenza e conduce all’Intuizione del Vero.

L’allegoria della Pietra è riscontrabile in quasi tutte le religioni: la Pietra Nera di Cibele, uno dei sette oggetti che, secondo le credenze dei romani, garantiva il potere dell’impero, la Pietra Nera incassata nella Ka’ba alla Mecca, La Pietra Angolare nella Bibbia, ripresa da Matteo nel suo Vangelo.

Nella Tradizione massonica, la Pietra acquista un significato diverso rispetto a quello comune.

Non casualmente la Libera Muratoria, che adotta quale metodo cognitivo lo studio e l’interpretazione dei Simboli, fa assurgere la Pietra a strumento visibile quale riflesso di ciò che è invisibile.

In alcuni Gradi della nostra Istituzione, insistono due riferimenti molto importanti: la Pietra Grezza e la Pietra cubica.

La prima, la Pietra Grezza, è l’espressione figurativa dell’uomo non ancora reso libero dalla Conoscenza: vizi, passioni, invidie, intolleranza sono trasfusi in un oggetto informe e, come tale, non idoneo all’edificazione del Tempio interiore.

Essa rappresenta la necessità, da parte dei Fratelli Apprendisti, di istruirsi nel lavoro, che non va inteso in senso stretto, ma come impegno da svolgere su di sé per il proprio miglioramento umano e spirituale.

Nel senso più generale del termine, essa si identifica con il Massone stesso, quindi rappresenta l’operazione interiore che si deve compiere per passare da uno stato imperfetto, passivo e incosciente, ossia la Pietra Grezza, ad uno più elevato, creativo e disciplinato, la Pietra Levigata, appunto. In altre parole, il lavoro di squadratura e di levigatura della Pietra Grezza non è altro che il lavoro fatto sulla propria persona.

La Pietra Grezza appare inadatta alla costruzione di edifici stabili, dato che, al si combina con le pietre comuni; il risultato, pertanto, sarà di disarmonia ed instabilità.

La Pietra Levigata, invece, si unisce perfettamente alle altre ugualmente lavorate apportando armonia e stabilità nell’edificio, questo perché l’uomo lavora al bene e al progresso dell’umanità prima di tutto migliorando continuamente e assiduamente se stesso!

Relativamente all’importanza della Pietra angolare e simbolicamente, all’analogia fra inizio e fine, fra microcosmo e macrocosmo, René Guénon scriveva:

La costruzione rappresenta la manifestazione nella quale il principio appare solo come il compimento finale; e proprio in virtù di questa analogia la ‘prima Pietra’, o la ‘Pietra fondamentale’ può essere considerata come un ‘riflesso’ dell”ultima’ Pietra, che è la vera ‘pietra angolare’.

La Pietra Grezza è dunque senza forma, ma è nel medesimo tempo il principio dell’Essere. È l’archetipo.

La lenta e progressiva lavorazione di questo elemento, scartati gli elementi superflui con il sapiente uso della squadra e del compasso, ci condurrà, finalmente, alla Pietra cubica, la Pietra Perfetta nell’uguaglianza di tutte le sue dimensioni, emblema della realizzata crescita personale, dell’elevazione spirituale che esprime la pienezza della realizzazione dell’Essere.

La Libera Muratoria speculativa, nata nel solco delle antiche Corporazioni di mestiere, ha eletto a proprio modello di riferimento tutto quello che comprende tale mondo. Gesti, termini ed oggetti sono un quadro di insieme che si ritrova nelle confraternite degli antichi costruttori di cattedrali.

Pertanto, il Maestro Massone, costruttore del proprio Tempio Interiore, risulta, metaforicamente, come un conoscitore della Scienza e della Tecnica delle Costruzioni. È l’Uomo in grado di saper scegliere le pietre da utilizzare nella realizzazione di una struttura muraria e qualora non dovesse avere a disposizione quelle adatte all’impiego, deve essere in grado di ricavare da un blocco informe quella di forma richiesta e di trasmettere la tecnica operativa ai giovani ancora impegnati nella fase di apprendistato, esattamente come, sin dall’antichità, operava realmente il capomastro dei cantieri edili.

La ritualistica massonica relativa alla Cerimonia di Iniziazione ha una precisa liturgia che, tra l’altro, impone al Neofita di battere tre colpi di mazzuolo su di una Pietra amorfa, piena di asperità e inadatta ad edificare, posta a sinistra della scala dell’Oriente, a mo’ di insegnamento del lavoro di rimozione dall’animo dei vili interessi e di tutte le pulsioni antisociali e antimorali. È l’avvio al lungo percorso di meditazione per l’elevazione spirituale e morale del proprio Io.

In un secondo tempo, ultimato il lavoro di sgrossamento della Pietra Grezza, rimane da apprendere come squadrarla e levigarla affinché acquisti una forma cubica regolare. Nel Tempio la Pietra cubica è distanziata dall’altra, a rimarcare che è il risultato di un’attività paziente, diuturna ed incessante il cui frutto è il perfezionamento interiore che fa approdare l’Uomo al raziocinio, alla spiritualità e all’unione con il divino.

Con la realizzazione della Pietra cubica, il Massone ha dimostrato di aver imparato a scavare oscure e profonde prigioni ai vizi, sostituendo questi ultimi con i più alti valori umani, e di essere potenzialmente riuscito ad assimilare tutti i segreti dell’Arte Reale.

In riconoscimento del Lavoro compiuto e della sicurezza con cui ha affrontato le prove, viene consacrato Maestro. E il viaggio iniziato nel I Grado prosegue finché le forze consentono di spostarsi e spingersi ancora più avanti.

I tre stadi della Pietra – Grezza, Levigata cubica e Cubica a punta – rappresentano i tre gradi della nostra istituzione, Apprendista, Compagno e Maestro, ovvero il lavoro di squadratura e levigatura che il Massone compie su di sé per passare dallo stato informe di profano allo stato formato, regolato e creativo del libero muratore.

In Massoneria lo scopo per cui ci raduniamo è quello di edificare “Templi alla virtù”, ovvero edifici costruiti da Pietre sovrapposte l’una sull’altra, nei quali l’anima di un singolo pezzo è debole, ma, aggiunta a quella degli innumerevoli blocchi che partecipano alla sua costruzione diventa una forza considerevole e insuperabile!

Concludo citando un’antica iscrizione iraniana:

Una pietra che può trovare posto in un muro non rimarrà mai inutilizzata.

Foto Ciro Astarita

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Autore Rosmunda Cristiano

Mi chiamo Rosmunda. Vivo la Vita con Passione. Ho un difetto: sono un Libero Pensatore. Ho un pregio: sono un Libero Pensatore.