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‘D’amore, di morte e di altre storie’, un corto di Marco Benincasa

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Un cortometraggio ispirato dai romanzi di Pino Imperatore

D’amore, di morte e di altre storie‘. Questo il titolo del nuovo cortometraggio realizzato dal collettivo Duenessunoecentomila.

Diretto da Marco Benincasa, il corto – che prende ispirazione da due romanzi di Pino Imperatore – vede la partecipazione di Miriana Minichino, Gabriella Vitiello e Paquito Catanzaro.

Amira, giovane kamikaze siriana protagonista femminile di ‘Allah, San Gennaro e i tre kamikaze‘, interpretata da Miriana Minichino, e la baronessa partenopea Elena De Flavis, uno dei personaggi principali di ‘Con tanto affetto ti ammazzerò‘ a cui ha prestato il volto Gabriella Vitiello, popolano i sogni a occhi aperti di Pino Imperatore, portato in scena da Paquito Catanzaro, il quale continua a scrivere tra dubbi narrativi e un amore viscerale per Napoli, non semplice set di una narrazione ma autentico personaggio di qualsivoglia storia realizzata dall’autore di ‘Tutti matti per gli Esposito‘ – recentemente pubblicato da Salani.

Dichiara il regista Marco Benincasa:

Il nostro desiderio era quello di mettere a confronto due donne, nate dalla stessa penna, diversamente innamorate della medesima città.

Amira vuol compiere un attentato ma si rende conto che Napoli la sta cambiando. Un cambiamento che, da sempre, sconvolge il volto e l’anima di una città che resta, come sostiene la baronessa De Flavis, splendida nelle sue contraddizioni. Il tutto è stato realizzando non alterando l’originalità dei testi.

Obiettivo raggiunto, stando ai tantissimi complimenti arrivati sui social e alle parole di elogio che lo stesso Imperatore ha riservato alla produzione, nata un anno fa durante il lockdown e autrice di circa venti opere.

Numeri che verranno aggiornati molto presto poiché il cast è pronto per tornare sul set con un nuovo lavoro intorno al quale, per il momento, vige uno scaramantico silenzio.

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Autore Paco De Renzis

Nato tra le braccia di Partenope e cresciuto alle falde del Vesuvio, inguaribile cinefilo dalla tenera età… per "colpa" delle visioni premature de 'Il Padrino' e della 'Trilogia del Dollaro' di Sergio Leone. Indole e animo partenopeo lo rendono fiero conterraneo di Totò e Troisi come di Francesco Rosi e Paolo Sorrentino. L’unico film che ancora detiene il record per averlo fatto addormentare al cinema è 'Il Signore degli Anelli', ma Tolkien comparendogli in sogno lo ha già perdonato dicendogli che per sua fortuna lui è morto molto tempo prima di vederlo. Da quando scrive della Settima Arte ha come missione la diffusione dei film del passato e "spingere" la gente ad andare al Cinema stimolandone la curiosità attraverso i suoi articoli… ma visto i dati sconfortanti degli incassi negli ultimi anni pare il suo impegno stia avendo esattamente l’effetto contrario. Incurante della povertà dei botteghini, vagamente preoccupato per le sue tasche vuote, imperterrito continua la missione da giornalista pubblicista.