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’31 settimane’ di Iole Masucci, un corto sul femminicidio

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Un amore apparentemente normale che sfocia in un’ossessione violenta

Uno dei principali meriti che va riconosciuto al Social World Film Festival, la Mostra Internazionale del Cinema Sociale di Vico Equense (NA), è di essere riuscito in queste nove edizioni a portare alla ribalta opere, come ‘31 settimane‘, riguardanti problematiche sociali, crude, delicate, tragiche, drammatiche ma quanto mai reali.
31 settimane‘ di Iole Masucci è un’opera rappresentativa dello scopo principale del Festival diretto da Giuseppe Alessio Nuzzo: è un corto sul femminicidio, sul racconto di come un amore nato e vissuto in maniera apparentemente normale possa sfociare in un’ossessione violenta.

Presentato in concorso nella selezione ‘Focus’ dell’edizione 2019 del Social Festival, il corto è arrivato come un pugno nello stomaco della platea che lo guardava: destabilizzante e per questo ancor più interessante e utile alla riflessione.

Oltre a sottolineare l’interpretazione della protagonista Annalisa Direttore e di Andrea De Bruyn e Carmine Borrino accanto a lei, ‘31 settimane‘ va elogiato per le scelte tecniche: la narrazione multilineare con un ritmo tutt’altro che ossessivo descrive le “31 settimane” della protagonista confondendo emotivamente lo spettatore accompagnandolo al drammatico finale senza dargli sbocchi consolatori.

Un plauso doveroso alla regista e al montatore Afro de Falco.

'31 settimane'

 

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Paco De Renzis

Autore Paco De Renzis

Nato tra le braccia di Partenope e cresciuto alle falde del Vesuvio, inguaribile cinefilo dalla tenera età… per "colpa" delle visioni premature de 'Il Padrino' e della 'Trilogia del Dollaro' di Sergio Leone. Indole e animo partenopeo lo rendono fiero conterraneo di Totò e Troisi come di Francesco Rosi e Paolo Sorrentino. L’unico film che ancora detiene il record per averlo fatto addormentare al cinema è 'Il Signore degli Anelli', ma Tolkien comparendogli in sogno lo ha già perdonato dicendogli che per sua fortuna lui è morto molto tempo prima di vederlo. Da quando scrive della Settima Arte ha come missione la diffusione dei film del passato e "spingere" la gente ad andare al Cinema stimolandone la curiosità attraverso i suoi articoli… ma visto i dati sconfortanti degli incassi negli ultimi anni pare il suo impegno stia avendo esattamente l’effetto contrario. Incurante della povertà dei botteghini, vagamente preoccupato per le sue tasche vuote, imperterrito continua la missione da giornalista pubblicista.