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Accudite le Madri!

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Un viaggio nella vita di madre dei giorni nostri

Osservava accadere cose, ma ciò che lo impressionò era vedere che ci sono azioni che si compiono senza di noi, così, con freddo, oppure esplosivo, automatismo.

Il giornale tra le mani annunciava l’ennesima sentenza:

Crescita demografica ridotta ai minimi termini!

E lui, com’era sua consuetudine, dopo aver letto l’articolo, volle cercare oltre, al di là delle ragioni scontate ed ovvie, i motivi che ci allontanano dal perpetuare la specie umana.

Pensava:

Non può essere solo la crescente povertà, poiché ci sono Paesi molto più poveri di noi dove ogni famiglia dispone di prole parecchio numerosa.

Concentrò la sua mente sulla latitanza sociale, sull’isolamento delle famiglie.

Se i valori di oggi non sono la solidarietà e l’aiuto reciproco, quanto, invece, il business, l’immagine, la tutela della privacy, per quale motivo creare nuclei familiari che vadano a scontrarsi ferocemente con le esigenze attuali?

Pensò che oggi, diversamente da ieri, molti padri assistono ai parti, ma poi?
Cosa si respira tra le quattro mura domestiche?
Che tipo di esempio vedono i figli?
Forse che la stessa assistenza prosegua anche nel quotidiano?

Si guardò bene dal giudicare i mariti poiché certamente risucchiati nella spirale della fretta, degli straordinari sul posto di lavoro, della precarietà o, peggio ancora, della disoccupazione, ma la sostanza non cambiava poiché, per lui, ciò che può reggere una madre che accudisce i figli è proprio l’accudimento che la madre stessa dovrebbe ricevere a propria volta.

Se il maschio è al lavoro, la mamma pure, la società è latitante, i componenti familiari abitano lontano e i vicini di casa, a malapena, riescono a pensare solo ai propri problemi, perché stupirci così tanto che non si abbia voglia di procreare?

La società, per lui, che ancora sostava di fronte al giornale, con la mente che vagava alla ricerca dei perché che vanno oltre, era diventata la sommatoria di tutte le profonde solitudini.

Pensava:

L’essere umano è un animale sociale e quando si sostituisce il branco con la televisione, lo smartphone e con il virtuale, come può, l’animale – donna, l’animale – uomo, sentirsi al sicuro con la sua cucciolata?

Dove mai troverà riparo senza un gruppo numeroso e sostanzioso che lo protegga e lo difenda dai pericoli?

Una madre subisce un forte cambiamento del corpo nel procreare e tale cambiamento, scombussola completamente anche la sua mente, perciò, chi la difenderà nel momento più bello e, al tempo stesso, più difficile della sua vita?

È davvero solo colpa dei soldi se la “fertilità” è così tanto carente?

Al cospetto della solidarietà e dell’aiuto reciproco il denaro acquisisce un valore minore, ma diventa gigantesco quando ci si trova nella più totale solitudine.

Due genitori, non disponendo di un “branco” che li protegga, non possono farcela da soli senza mettere in crisi la relazione stessa; non è possibile lasciare sulle loro spalle tutta la responsabilità, tutto il peso di una famiglia che correrà il rischio di rimanere inascoltata nel momento di maggior bisogno.

Chiuse il giornale e pensò che reprimere nel silenzio il proprio dolore significa farlo urlare, prima o poi, in un modo ancor più doloroso.

Senza la costante condivisione delle proprie preoccupazioni, per non tradire la bella facciata familiare di fronte a vicini, conoscenti e, spesso, perfino ai parenti più stretti, si crea una bomba interiore ad orologeria.

Si domandò:

Chi accudisce una madre che accudisce i figli?

E con tale domanda comprese come un abbraccio amorevole possa anche diventare, un giorno, un abbraccio che avvinghia e che soffoca.

Pensò allora a tutti quei figli consumati dall’alcol, dalla droga, dal gioco d’azzardo, e scrisse un appunto per farne un post nel suo blog:

Accudite le Madri!

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natyan

Autore natyan

natyan, presidente dell’Università Popolare Olistica di Monza denominata Studio Gayatri, un’associazione culturale no-profit operativa dal 1995. Appassionato di Filosofie Orientali, fin dal 1984, ha acquisito alla fonte, in India, in Thailandia e in Myanmar, con più di trenta viaggi, le sue conoscenze relative ai percorsi interiori teorici e pratici. Consulente Filosofico e Insegnante delle più svariate discipline meditative d’oriente, con adattamento alla cultura comunicativa occidentale.