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Social – Il Grande Altro

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Social - Il Grande Altro


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Social - Il Grande Altro

I governanti più iniqui useranno ciò che sanno su di voi per tirranneggiarvi.

Ripulite regolarmente il vostro computer dai malware.
Ricordate che le mail sono visibili quanto scritte tracciate nel cielo. Prendete in considerazione la possibilità di utilizzare forme alternative di comunicazione tramite internet o, più semplicemente di usarla di meno. Partecipate a discussioni esclusivamente di persona. […]

I tiranni cercano il gancio a cui impiccarvi. Cercate di non fornir loro pretesti.

‘Venti Lezioni’ di Timothy Snyder, Rizzoli, 2017.

Il mezzo mediatico, a cui si riconosce la potente capacità di allineamento semantico, soprattutto quando si realizza la convergenza degli intenti dei differenti mezzi mediatici, appare ai troppi molti come unica entità capace di legittimare giudizi, concetti, considerazioni e posizioni.

Il mezzo mediatico tende a riunire in primis quelli che obbediscono a richieste che il Tiranno non ha ancora espresso. Questi opera al fin di rinforzare la sua capacità pervasiva attraverso la condivisione, la partecipazione, la rappresentazione e diffusione.
Si confezionano e si recapitano, così, le credenze.

Cioè da quell’affidarsi per convinzione senza conoscenza e ragione o ragionevolezza, che favoriscono ammansimenti. I piani di scivolo verso comportamenti estremisti.

Il metodo, che ci rende chiaro lo scopo, è quello di formare insiemi di soggetti portatori di un sistema di credenze cognitivamente povere ed emotivamente instabili, e pertanto esposte alle manipolazioni e alla eterodirezione.

Taluni processi alimentano dinamiche di omologazione e atomizzazione allontanandoci, di fatto, dall’esercizio della sovranità della Persona con Personalità. E ciò che è più grave è che questo viene fatto soprattutto nell’indirizzo alla partecipazione politica.

Ciò che rende più drammatico il tutto è che l’assecondamento non viene percepito come un peso, soprattutto nel breve, generando, quindi, la mancanza dell’esercizio della scelta. È per questo che politiche che tendono all’egemonizzazione del controllo e del potere favoriscono le condizioni che tendano alla scomparsa ed alla non creazione delle agorà reali, ma solo di collettivi digitali asservendoli a mero strumento di calcolo e campo di progettazione.

Di fatto, noi siamo liberi fino al punto ed al momento in cui abbiamo il controllo di ciò che si può sapere o che si sa di noi. E lo stesso vale per le circostanze che lo permettono.

Ciò che accade è che le forme di totalitarismo eliminano la differenza tra privato e pubblico. Ciò è propagandato come arma efficace contro il complottismo.
O, meglio ancora, contro la credenza della permeazione del Complotto dei Complottisti in ogni qual cosa.

Queste forme di totalitarismo agiscono sul sistema delle credenze, sia esse singole che concatenate.  Soffiano per alimentare quell’irragionevole incendio che possa distruggere i Valori.

La casa di vetro è la gabbia della Libertà.

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Alfredo Marinelli
Alfredo Marinelli è Professore di Oncologia presso l’Università Federico II di Napoli, nonché docente e componente del board scientifico dell’Istituto di Psicologia Umanistica Esistenziale “Luigi De Marchi” di Roma. Oltre che di pubblicazioni scientifiche è coautore di testi universitari per Mcgrow Hill et al. È componente del Grande Oriente d’Italia – Massoneria Universale. Profilo ed attività presenti su www.Linkedin.com