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San Felipe Neri

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San Felipe Neri


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Alcuni anni fa, il noto scrittore-giornalista italiano, Stefano Zecchi, ex professore ordinario di estetica presso l’Università degli Studi di Milano, rilasciò un’intervista al Maurizio Costanzo Show, in cui dichiarò che esistono tre componenti che hanno la forza di modificare e/o cambiare la vita: l’amore, la morte e i viaggi.
Erano gli anni novanta e, per quanto fossi un ragazzo ai tempi, queste parole mi restarono impresse dentro, facendole mie nel corso del mio percorso.

Il viaggio, qualunque meta abbia e a prescindere dal tempo per esso impiegato, comporta, inevitabilmente, un cambiamento.

Andando oltre il materialismo che antepone alla sua vera essenza, il viaggiare entra immediatamente in contatto con lo spirito, attraverso dei flash intuitivi e, da questo punto in poi, inizia il mutamento interiore.

Percorrendo alcune stradine di Barrio Gotico, quartiere noto a Barcelona, Spagna, si arriva a Placa de Sant Felipe Neri.

A prima vista, nulla di eccezionale o particolarmente appariscente, eppure, nel silenzioso respiro di quei chiaro-scuro, in cui la piazza è pervasa e immersa, per mezzo di un’“alchimia” riconosciuta dalla propria essenza spirituale, la “magia” ha inizio.

Prendono forma ombre, immagini, basso rilievi, che ti entrano dentro, inebriandoti di profumo antico; alcuni sensi si assopiscono, altri invece si acuiscono e la nuova dimensione si mostra allo spettatore attento e in cerca dell’ignoto mutevole e perpetuo divenire.

Non esistono spiegazioni da ricevere o al contrario da impartire: tutto accade naturalmente, e soltanto il delicato e flebile fruscio del vento, che quasi sembra accarezzare e salutare la “vera storia” di quei luoghi, resta l’unico legame fra i due mondi che si sovrappongono.

La facciata della chiesa di San Filippo Neri, la fontana ottagonale e lo stesso battuto della piazza, sembrano trasudare “codici e parole” destinati a sedimentare al tuo interno, aiutandoti nelle risposte che cerchi e, che senza arroganza o prepotenza, pretendi dal tuo viaggio.

Passo dopo passo, respiro dopo respiro, la magia del chiaro-scuro ti riempie e ti svuota al contempo, quasi in un paradosso spirituale. È in quest’altalena di emozioni e percezioni, che il tempo trascorso in quel luogo “magico” si svuota del suo senso naturale e primordiale, donandoti, invece, l’unicità e l’autenticità di quel momento visibile soltanto agli occhi dell’anima.

In precedenza, in uno dei miei scritti, spiegavo:

Non è possibile tornare al punto di partenza, nello stesso identico modo di quando si è partiti, da quello stesso punto!

Il ritorno, per quanto dolorosamente possibile, porta con sé lo spessore del cambiamento intervenuto, e la visione attuale di ciò che si prospetta innanzi a sé, è quanto di più irrimediabilmente cambiato e diverso, di ciò che si possa immaginare.

L’energia che sprigiona Placa de Sant Felipe Neri, nella sua apparente “semplicità” è un qualcosa di unico e raro, che raggiunge la terra dello spirito in poche battute.

Nel rispettoso silenzio di quelle mura, colpite negli anni ’40 da una bomba, durante la guerra civile spagnola, provocando vittime, tra cui bambini, gli spiriti ritornano a parlare e a farsi sentire da chi, non pone il velo della dimenticanza sullo specchio della “memoria”.

Nel suo riflesso, rivedi la tua immagine inevitabilmente cambiata, dall’attimo in cui il respiro silenzioso del vento, ti ha condotto nell’alchimia dei chiaro-scuro.

E questo, è soltanto l’inizio…

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Autore Antonio Masullo

Antonio Masullo, giornalista pubblicista, avvocato penalista ed esperto in telecomunicazioni, vive e lavora a Napoli. Autore di quattro romanzi, "Solo di passaggio", "Namastè", "Il diario di Alma" e "Shoah - La cintura del Male".