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Resoconto V Congresso Internazionale ‘AVIS for collective health’

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Confronto tra esperti per progettare il futuro del sistema trasfusionale

Riceviamo e pubblichiamo.

L’obiettivo da raggiungere è quello di coniugare qualità e quantità della raccolta del sangue anche allo scopo di evitare l’odiosa usanza del donatore sostitutivo e di incrementare la raccolta in aferesi.

Lo abbiamo affermato più volte e lo confermiamo anche in questa occasione. Per arrivare a questo risultato è necessario l’auto delle istituzioni. Il nostro accorato appello è rivolto proprio agli organismi istituzionali affinché ci aiutino in questa battaglia di civiltà.

È quanto ha sottolineato Pasquale Pecora, dirigente dell’Avis, nel corso del quinto congresso internazionale ‘AVIS for collective health’ ovvero ‘AVIS per la salute collettiva’, manifestazione organizzata dall’AVIS Campania che si è tenuto nella Sala Galatea della Stazione Marittima di Napoli.

AVIS for the Collective Health è ormai un appuntamento consolidato nel panorama internazionale e rappresenta un fulgido esempio di come le Associazioni di Volontariato possano contribuire in maniera fondamentale al miglioramento culturale del nostro sistema trasfusionale e, come avemmo già occasione di dire, per noi la qualità delle cura del donatore è di una importanza vitale, in quanto i nostri donatori volontari meritano la cura migliore.

Nel corso dell’evento, relatori italiani e stranieri si sono alternati nel rendere edotti i partecipanti sui più recenti aspetti della donazione di sangue.
Durante le tre sessioni di lavoro sono stati affrontati i temi relativi alle nuove direttive per donazioni e trasfusioni impartite dall’Unione Europea, con gli interventi di Claudio Napoli, Dragoslav Domanovic e Kari Aranko; la valutazione del rischio residuo di infezioni trasmesse per via trasfusionale; i requisiti del donatore ed i criteri di selezione, raccolta, preparazione e conservazione degli emocomponenti.

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