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Obbedienza e coraggio

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Obbedienza massonica


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Obbedienza e coraggio è il motto dei Cavalieri Eletti, che impera nel IX grado, quello in cui si “vendica” simbolicamente la morte di Hiram: durante la veglia e la meditazione dei Maestri Segreti del Tempio, i Cavalieri peregrinano alla continua ricerca dell’assassino dell’amato Maestro.

Ad un certo momento, esausti, giungono a scoprire il luogo in cui si nascondono i colpevoli, che, nei vari “catechismi” del grado, si identificano con vizi o peccati: invidia, lussuria, superbia… e provvedono a decapitarli, ovvero a privare le caratteristiche negative che rappresentano, ad ogni potere ideativo, sito appunto nella testa, neutralizzandolo definitivamente.

Il IX grado, quello che viene identificato e definito “Loggia di Perfezionamento dei Cavalieri Eletti dei IX”, rappresenta, a mio avviso, un vero e proprio spartiacque nell’ascesa della Piramide del Rito Scozzese.

Il Massone che nei gradi precedenti ha assimilato i concetti di equità e di giustizia, che è stato istruito negli ultimi due gradi sul modo di procedere, nei due diversi campi al governo delle masse, è ora chiamato ad esaminare la realtà della vita in cui vive, a cercare in essa le manchevolezze e le colpe che la intristiscono ed a provvedervi.

Nel grado precedente ha appreso anche che nel dovere ci sono i principi del diritto, il quale deve essere difeso in qualsiasi momento, costituendo ciò un impegno d’onore di un Cavaliere della Giustizia; in questo grado gli si prospetta la necessità di occuparsi di tale difesa con risolutezza, prudenza e coraggio.

Agli eletti del IX grado fu affidato il delicato compito di assicurare nella Famiglia, ma non solo in essa, il rispetto dei sacri doveri; a loro era commesso il compito della giustizia esecutiva e la Camera dei IX simboleggiava qualcosa di implacabile sì, ma di profondamente giusto.

Oggi la vita che si vive pare che non renda più necessario il funzionamento della Camera degli Eletti con tale compito; ma è questa una certezza assoluta? No! Si potrebbero ripresentare momenti storici che possono esigere un’azione energica supportata da seria preparazione che ne alimenti la vigoria.

Il Massone si deve educare, deve tendere al proprio miglioramento, ma per i suoi sacri principi non può essere sordo a gravi condizioni di disagio collettivo, non può tollerare il potere insolente ed impudente e sapendo che la non azione è sterile, deve essere pronto a difendersi e, soprattutto, a difendere.

Deve essere fermo e fedele ai propri giuramenti, che sono gli stessi per tutti i Massoni di entrambi gli emisferi, e ricordare, in ogni momento, che al di sopra di tutto e di tutti vi è una cosa sola: la Giustizia. Essa impera, essa comanda, ad essa si obbedisce.

Obbedire significa semplicemente prestare ascolto, tenere in considerazione le indicazioni, fino al punto di farle prevalere sulle proprie, come atto di amore.

In latino obedientia, viene da ob-audio, “do ascolto”; obbedire, quindi, vuol dire in primo luogo prendere “sul serio” il discorso dell’altro.

L’obbedienza è quell’ascolto che rende liberi.

Coraggio significa fare cose che rivelino innanzitutto a se stessi il proprio cuore, la propria autenticità, e scoprire, in tal modo, quanto è grande quel che in noi c’è ed è autenticamente nostro.

Il coraggio è ciò che, consapevolmente o meno, cerchiamo noi Massoni, attratti dalla Sapienza; è quel momento in cui, nella personalità nuova dell’iniziato, il cuore ri-comincia a battere e il sangue a pulsare.

Per chi come me crede nello Scozzesismo, la nota confluenza delle correnti del pensiero filosofico e metafisico universale, il IX grado rappresenta il capitolo dettato dall’illuminismo, che offre tre ampi temi di meditazione: i delitti non possono rimanere impuniti, la trasgressione agli ordini ricevuti rappresenta un pericolo, la necessità di avere amici che si interessino a noi.

A tutti coloro ai quali viene concesso di salire sulla Piramide del Rito non devono mai sfuggire questi semplici concetti, anzi, devono essere continua fonte di meditazione e riferimento.

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Autore Rosmunda Cristiano

Mi chiamo Rosmunda. Vivo la Vita con Passione. Ho un difetto: sono un Libero Pensatore. Ho un pregio: sono un Libero Pensatore.