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Massoneria: i pericoli della strategia della “pensione”

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Massoneria


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Non siamo diventati ciechi, siamo ciechi, ciechi che pur vedendo non vedono.
José Saramago

Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire e peggior cieco di chi non vuol vedere.
Proverbio popolare

Rispondere a certi “leoni della tastiera”, vittime di preconcetti o di luoghi comuni, cercando di comunicare la validità e la bellezza del cammino massonico è davvero una fatica di Sisifo. Come sappiamo bene la Massoneria, in realtà, non esiste. Se non come principio-guida.

Esistono piuttosto “le” tante Massonerie di cui ognuno si fa un’idea, o crede di farsi un’idea, a seconda di ciò che legge su libri e giornali, ascolta in TV, sbircia sul web, sente dire, o in qualche modo, esperisce o subisce per via diretta e indiretta. In un secondo momento riconduce questa “impressione”, negativa o positiva che sia, alla categoria generale e generalizzata del termine “Massoneria”.

Ed è così che nasce, a volte giustamente, a volte no, una certa reputazione. Molti se la meritano, molti, ahimè, la subiscono loro malgrado. Come ho avuto modo di affermare già in passato, oggi, nel panorama iniziatico nazionale, il tema vero è il continuo e strisciante attentato, ordito da certe Massonerie, al proprio interno, contro l’autentica natura della Massoneria: il suo essere, in essenza, una Via di Risveglio.

Questa strategia della “pensione”, della messa in quiescenza dei tanti/pochi cammini iniziatici rimasti, ha molte teste, come l’Idra di Lerna. Il terreno di coltura della degenerazione si chiama, ieri come oggi, ignavia, ponziopilatismo, ambiguità, rimozione, attendismo, materialismo, sete di potere, anche e soprattutto a livelli miserabili, superbia, narcisismo. In questo scorcio di Kali yuga assistiamo in diretta alla strage dell’esoterismo.

La Massoneria italiana, quella riferibile ai ‘brand’ più famosi, attende una profonda rifondazione, centrata sul risveglio iniziatico e su un’illuminata riforma di rituali, costituzioni e regolamenti. L’agenda dei lavori è terribilmente semplice e incalzante. E comporta abbondanti potature.

In tal senso sono convinto che “qualcuno” abbia finalmente imboccato la strada giusta.
I punti nevralgici, sono sotto gli occhi dei più avvertiti: minimizzazione di appannaggi e “metalli” al vertice delle varie Famiglie, drastica riduzione dell’apparato burocratico, ricettacolo, salvo ovvie e nobili eccezioni, di falliti, di narcisisti e politicanti, restituzione della piena sovranità alla Loggia, ammissione della donna ai Misteri, possibilità di visite e contatti tra gli iniziati di varia appartenenza in nome del principio di fratellanza universale continuamente tradito.

E non mi addentro volutamente sulla questione della riscrittura/aggiornamento dei rituali. Ancora una volta chi si girerà dall’altra parte come in passato, farà finta di niente o semplicemente aspetterà una rivoluzione o un cambiamento messianico dall’alto, si renderà responsabile della propria, e ahimè altrui, autodistruzione. Poiché in una visione di “sistema” tutto è profondamente interconnesso, nel bene e nel male.

Ogni Fratello appartenente alla Massoneria Universale che ancora conservi un “neurone” di qualificazione iniziatica esca dall’ambiguità, uccida (il presunto) vivo che è in lui e resusciti il morto. Oppure continui nello status quo e si accontenti di quello che ha. Ma per favore ci pensi due volte a chiamare la propria esperienza “Massoneria”.

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Autore Hermes

Sono un Massone qualsiasi. Orgogliosamente collocato alla base della Piramide. Ogni tanto mi alzo verso il vertice per sgranchirmi le gambe. E mi vengono in mente delle riflessioni, delle meditazioni, dei pensieri che poi fermo sul foglio.