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Lombardia: Consiglio regionale approva legge annuale semplificazione

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Consiglio regione Lombardia


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Modificate e aggiornate leggi regionali in svariati ambiti

Riceviamo e pubblichiamo dall’Ufficio Stampa del Consiglio Regionale della Lombardia.

Via libera a maggioranza con voti 41 a favore e 25 contrari alla legge annuale di revisione normativa e di semplificazione: in tutto 53 articoli che modificano e aggiornano leggi regionali vigenti nei più svariati ambiti, da quello agricolo a quelli sociosanitario, finanziario, organizzativo, ambientale, economico, commerciale e dei trasporti.

Quattro le novità principali sul fronte amministrativo: l’introduzione del block – chain, ovvero la condivisione dei dati certificati da parte di più enti pubblici con l’obiettivo di evitare all’ufficio o ente di turno di richiedere informazioni che imprese e famiglie hanno già dato in altre occasioni e già certificate; la semplificazione del linguaggio usato e contenuto nei bandi regionali, al fine di renderli più fruibili e comprensibili; la riduzione dei tempi necessari per il rilascio delle autorizzazioni regionali, con la novità più significativa che riguarda le autorizzazioni ambientali per le attività economiche e commerciali, i cui tempi di rilascio scenderanno da 120 a 45 giorni; l’eliminazione dell’obbligo di comunicare l’avvio dell’attività una volta che è già stata presentata la SCIA, ovvero la segnalazione certificata di inizio attività.

Ha sottolineato il relatore Simone Giudici, Lega:

Abbiamo fatto un lavoro importante all’insegna di quel pragmatismo tipicamente lombardo.

Fra le novità che ritengo di maggiore rilievo vi è l’istituzione, presso il Corecom della Lombardia, dell’osservatorio sul bullismo online, piaga sociale dei nostri giorni, e dell’osservatorio regionale con funzioni consultive e di supporto per la promozione dell’uso di prodotti locali nelle mense scolastiche.

Altre norme sono inerenti alla semplificazione burocratica, come per il rilascio delle autorizzazione per i trasporti eccezionali ed agricoli che vengono finalmente facilitate.

In apertura di seduta è stata respinta la questione pregiudiziale presentata dal Movimento 5 Stelle, che lamentava il rischio di profili di illegittimità costituzionale riferiti alle modifiche apportate alla legge n. 6 del 2010 sulla tutela della concorrenza, con particolare richiamo all’organizzazione e alla gestione dei mercati all’ingrosso: secondo gli esponenti pentastellati, le modifiche apportate:

generano le condizioni per l’apertura a una privatizzazione indiscriminata dei mercati all’ingrosso della Lombardia, che invece sono e devono restare un servizio pubblico, anche a tutela della qualità e della sicurezza dei prodotti alimentari e della salute dei consumatori.

Ha aggiunto il capogruppo del Movimento 5 Stelle Marco Fumagalli:

Si tratta di un provvedimento fortemente dirigista che non migliora le norme su cui interviene e presenta molti elementi contradditori.

Il voto contrario del Partito Democratico è stato motivato dal capogruppo Fabio Pizzul col fatto che:

questa legge meritava una discussione e un esame più approfondito e articolato, che coinvolgesse in misura molto maggiore il Consiglio e le sue Commissioni.

La Giunta regionale vi ha messo mano prendendo scorciatoie e facendo forzature che non condividiamo e che nei fatti snaturano il significato e il valore che dovrebbe invece avere questo provvedimento.

Via libera a due ordini del giorno del Partito Democratico, primo firmatario Matteo Piloni: il primo invita la Giunta regionale ad assicurare la convocazione periodica del Tavolo regionale delle aree protette per favorire la partecipazione e il costante confronto con gli enti locali, le associazioni agricole, ambientaliste, venatorie e della pesca; il secondo chiede sempre alla Giunta di approvare in tempi brevi il Piano generale di bonifica, di irrigazione e di tutela del territorio rurale e i Piani comprensoriali di bonifica.

La legge approvata interviene su quattro ambiti specifici: istituzionale, economico, sociale – sanitario e territoriale.

Ambito istituzionale
Tra le modifiche apportate alle leggi contenute nel primo ambito, quello istituzionale, si segnala la facoltà di nominare nei Consigli di Amministrazione delle società interamente partecipate dalla Regione anche un Dirigente della Giunta regionale, con funzioni di controllo sull’operato societario e garantendo risparmi e razionalizzazione dei costi gestionali; sempre in un ottica di contenimento della spesa pubblica, vengono ridotti da cinque a tre i componenti dell’Organismo Interno di Valutazione; viene esplicitata e formalizzata l’abrogazione dell’indennità da corrispondere ai dipendenti regionali componenti le Commissioni di concorso, peraltro già sospesa da alcuni anni.

Non sarà più possibile sforare la soglia percentuale del 50% della spesa complessiva nel destinare agli enti locali contributi regionali a fondo perduto per la realizzazione di interventi di recupero di strutture e impianti o di attivazione di servizi di pubblica utilità.

Vengono privilegiati così solo quei progetti che prevedono un coinvolgimento almeno paritario degli enti locali interessati e vengono assicurate risorse utili per garantire la partecipazione finanziaria regionale a un maggior numero di progetti.

Viene istituito all’interno del Corecom, il Comitato Regionale per le Comunicazioni, un osservatorio con finalità di ricerca e supporto normativo al trattamento dei dati personali, che avrà compiti specifici anche nella prevenzione dei fenomeni di bullismo e cyber bullismo.

Ambito economico
Con funzioni consultive e di supporto alle politiche regionali, viene istituito un osservatorio regionale che avrà il compito di promuovere l’uso dei prodotti locali nelle mense scolastiche e nella ristorazione collettiva.

Nel comparto agricolo, vengono estesi i finanziamenti per l’acquisto di macchine e attrezzature anche alle attività di apicoltura e allevamento della lumaca chiocciola a scopi alimentari, elicicoltura, in particolare quelli presenti nelle aree montane.

Si stabilisce che anche le associazioni fondiarie, ASFO, legalmente costituite, potranno beneficiare dei finanziamenti previsti dai bandi regionali.

Tutti gli operatori della pesca professionale dovranno dotarsi di un ‘libretto del pescato’ e sarà loro cura aggiornarlo e compilarlo in modo costante, mentre vengono esonerate dall’obbligo del possesso di licenza di pesca le guide professionali che, non esercitando personalmente la pesca, non sono pertanto tenute al versamento della tassa.

In materia venatoria, si permette la conservazione dei roccoli presenti sul territorio regionale e non più autorizzati per le attività di cattura e vengono disposti nuovi divieti e limitazioni all’uso di feritoie adibite allo sparo negli appostamenti fissi, che dovranno mantenere tra loro una distanza di sicurezza di almeno 200 metri: inoltre, ogni aspirante candidato cacciatore d’ora in poi potrà sostenere l’esame presso qualsiasi Commissione regolarmente riconosciuta, indipendentemente dalla sua residenza.

Via libera a un emendamento di Floriano Massardi, Lega, che autorizza il cacciatore ad approntare l’appostamento temporaneo anche il giorno precedente alla giornata di caccia: approvati sempre in materia venatoria anche altri emendamenti dell’Assessore Rolfi che definiscono meglio alcuni aspetti tecnici legati al possesso della licenza di caccia, alla permanenza associativa, alle competenze sugli atti di autorizzazione alla cattura di uccelli a scopo scientifico e per l’attività di inanellamento.

Infine, vengono agevolate e facilitate le condizioni per l’erogazione di finanziamenti e contributi a fondo perduto a tutte le forme di cooperative, comprese quelle di comunità e di autogestione, che necessitano di finanziamenti in capitale per spese di investimento legate ad esempio all’acquisito di veicoli legati a servizi di assistenza sociale oppure di beni strumentali: la concessione di prestiti a tassi agevolati sarà possibile a sostegno non solo della fase di avvio di attività da parte di una nuova cooperativa, ma anche nella sua fase di consolidamento.

Ambito sociale e sanitario
Viene precisato che le strutture sanitarie pubbliche e private che erogano prestazioni per conto del servizio sanitario nazionale, devono utilizzare quale unico sistema di prenotazione delle prestazioni il sistema di prenotazione regionale, pena la mancata remunerazione di ogni prestazione prenotata al di fuori di tale sistema.

In materia di alloggi pubblici, viene riconosciuta anche ai discendenti di primo grado la possibilità di subentrare nell’assegnazione dell’alloggio, mentre viene escluso il vincolo decennale di inalienabilità in caso di vendita di alloggi liberi, per i quali evidentemente non ci può essere limitazione al pieno godimento del diritto di proprietà.

Infine, viene introdotto il limite di età di 65 anni per lo svolgimento dell’incarico di Direttore generale delle ALER: potranno essere iscritti all’apposito elenco di idoneità solo coloro che hanno un’età inferiore, mentre per i Direttori generali in carica, il raggiungimento di tale limite di età determina la risoluzione del rapporto di lavoro.

Ambito territoriale
Si introducono misure di supporto e valorizzazione dell’attività dei centri ippici per un loro utilizzo ludico, sportivo, addestrativo e turistico, sostenendo la loro localizzazione in aree destinate all’agricoltura a beneficio anche di soggetti che non svolgono attività agricola.

Vengono aumentate le possibilità e le tipologie di finanziamento per le associazioni senza scopo di lucro, ONLUS, e quelle di promozione sociale, APS, nei cui statuti viene espressamente prevista attività di sostegno a un distaccamento volontario dei Vigili del Fuoco.

Per tutti quei Comuni e Unioni dei Comuni che avevano goduto di finanziamenti regionali per interventi di manutenzione e riqualificazione di infrastrutture destinate alla mobilità e che non sono riusciti a rendicontare le spese sostenute entro il 31 dicembre 2018, viene introdotta una proroga dei termini fino al novembre 2019: si tratta di circa 60 Comuni lombardi, per finanziamenti complessivi pari a poco più di 3 milioni di euro.

Infine, per i ritardati pagamenti dei canoni demaniali relativi alle utenze idriche, gli interessi moratori vengono definiti e applicati nella misura semestrale del 2%.

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