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Libero Massone in Libera Loggia

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Pavimento massonico


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Parola significa cultura, cammino dell’uomo dalla condizione naturale, al dominio di se stesso e dei suoi rapporti con il mondo.

Questa accezione vale ancora di più per la Libera Muratoria, che procede, nel tempo, alla ricerca della “Parola Perduta” e ne afferra e rivive ogni giorno echi e significati, senza illudersi di raggiungere e possederla, integra e definitiva, per rivelazione; ma, al tempo stesso, senza mai rinunciare a perseguirne il significato profondo.

La Massoneria si è pertanto, manifestata, vive e si diffonde attraverso la “tradizione” dei suoi contenuti: catena iniziatica, ma soprattutto concatenazione verbale, trasmissione di messaggi. Lì è il “segreto” che gli ingenui credettero nascondesse misteri minacciosi ed invece non è se non incitamento ad apprendere e ad interpretare liberamente il “Verbo”.

La tradizione perduta, quindi, attraverso il linguaggio dei simboli, che a loro volta, chiedono di essere comunicati non solo per via intuitiva, ma anche con la traslitterazione della parola, con l’approfondimento dell’analisi della stessa tradizione, perfino se questo dovesse sembrare tradirla o sviarla.

Ecco da dove nasce la predilezione iniziatica del “silenzio” e al tempo stesso la necessità di una sistemazione, non dogmatica, ma gnostica della tradizione espressa da secoli, in ogni tempo e Paese, dalle Costituzioni dell’Ordine e delle sue singole Comunioni, dei Riti e dei Corpi.

Bisogna vigilare affinché non vi siano d’altra parte delle improvvisazioni, o innovazioni selvagge con deformazioni, come il “rococò”, nato dall’estrema decomposizione del manierismo; tali alterazioni possono portare allo smarrimento del messaggio esoterico che interessa la Libera Muratoria, deviando il significato della ricerca interiore che ci siamo presupposti di seguire.

La Libera Muratoria, pertanto, non deve essere dogmatica, germinando nel tempo delle rigide “summae”, impalcature vincolanti, che ridurrebbero le singole iniziazioni ad una sorta di formulario catechistico, ben lontano dal vero spirito dell’Istituzione stessa.

La ricerca del benessere materiale ha fatto perdere di vista all’individuo la sua complessa natura, che è fisica e spirituale; gli ha fatto dimenticare che questi suoi elementi costitutivi devono essere valorizzati armonicamente e nella giusta misura, evitando che l’uno prevalga sull’altro. Solo in questo equilibrio l’Uomo esiste.

La rottura di tale simmetria lo ha spinto ad allontanarsi dalle proprie radici, che sono rappresentate dalla Natura e dalla Tradizione.

Fino a che ogni passo avanti, ogni progresso non contraddicevano la Tradizione, egli aveva un punto di riferimento che gli dava il senso della direzione e dell’equilibrio; ma quando tra questa e il progresso si creò lo “strappo”, fu l’inizio della tragedia.

Con il suo patrimonio di saggezza, con tutto il suo bagaglio di cultura e di spiritualità, lo manteneva alla guida del progresso, lo richiamava all’umiltà e agli eterni valori dell’umanità.

Quando, invece, ha spinto il progresso a superare la tradizione, non si è fermato ad aspettarla, ha avuto inizio il suo isolamento, la sua soggezione ed il suo asservimento alla seduzione del benessere materiale, diventando sempre più soggetto e strumento di forze negatrici del suo innato bisogno di trascendenza spirituale.

Questo universo, che da tempo immemorabile era stato il regno, sia pur travagliato dell’individuo, è diventato territorio di predatori senza scrupoli e di maniaci assetati di potere.

Il cosmo coordinato dal Grande Architetto dell’Universo, subendo continue manipolazioni e violenze, è diventato la prigione dell’uomo.

La Natura si è trasformata in sua nemica, mentre egli è diventato adoratore di se stesso e del proprio benessere consumistico, egoista ed intollerante, disprezzando ed abbattendo tutto ciò che ostacola il suo benessere materiale.

Ma ecco in suo soccorso la Ragione che, togliendosi dagli occhi la benda del pregiudizio e della superstizione, può liberarlo dalla schiavitù dell’ignoranza, ma non può renderlo felice.

In questi ultimi secoli, la Libera Muratoria, con i Fratelli Benjamin Franklin, con la sua Carta Costituzionale americana, Goethe, Lessing, Dunant e ancora prima Federico II di Prussia, ha esaltato la Ragione, predicando l’uguaglianza e la tolleranza fra le razze, le svariate religioni, le diverse idealità, costituendo un valido punto di partenza per il progresso morale dell’Umanità.

Ora è necessario che la Libera Muratoria faccia riscoprire e ritrovare in se stessa il senso profondo della sua essenza, ritualmente simboleggiata nella “Catena d’Unione”, che alla fine dei Lavori di Loggia, unisce le energie spirituali di tutti i Fratelli, le raccoglie, le sublima e le offre all’intera Umanità.

Al degrado morale, al cancro dell’egoismo, al mostro dell’incomunicabilità, i Liberi Muratori devono contrapporre la “Luce Iniziatica”, che comporta la morte di un’esistenza trascorsa nell’errore e la rinascita a nuova vita, piena di solidarietà, così come fece il Fratello Schweitzer.

Ai paradisi artificiali che demoliscono tante giovani esistenze, dobbiamo contrapporre le oasi di vera felicità, che sono le nostre Logge. Alle fantasie e ai giochi di potere che oggi tanto allietano le nostre vite profane, dobbiamo opporre “il Silenzio dell’Apprendista e la Saggezza del Maestro”.

La Massoneria esprime un modo alternativo alla società di oggi: con la disciplina e la gerarchia, con i diversi diritti e doveri nei tre gradi di Apprendista, Compagno e Maestro, con la ritualità, la tradizione, la sacralità dei comportamenti nel Tempio e fuori di esso. Essa rappresenta la massima saggezza ed intende l’amore fra uomini liberi pervasi da sentimenti di Tolleranza e Fratellanza.

Quale vuole essere il messaggio ai Fratelli in questo preciso momento storico che stiamo vivendo?

Per rispondere ai problemi esistenziali dell’uomo noi dobbiamo affermare che il progresso non dipende solo dalla scienza. Dobbiamo aiutare l’individuo in modo che nasca una sorte di nuovo umanesimo, rivendicando il suo diritto di vivere in pace ed armonia con se stesso e con i suoi simili, salvaguardandolo dai pericoli che gli derivano dallo sviluppo incontrollato della tecnologia.

I Fratelli di oggi, come quelli di domani, devono comprendere che la Forza deve essere diretta dall’Intelligenza e riflessa dall’ Amore… attraverso l’uso corretto e appropriato della Parola.

Il concetto di ritrovamento della “Parola Perduta”, onnipresente in Massoneria con tutti i suoi risvolti escatologici e magici, è affascinante, ma bisogna andare oltre al simbolismo di immediato livello interpretativo, visto che si tratta, di un corpus di conoscenze, di esperienze e di pratica “iniziatica” smarrite.

Urge ritrovare “La Parola Perduta” che equivarrebbe a ritrovare se stessi e la vera natura dell’uomo – Dio, ossia prendere coscienza che la divinità e l’individuo sono la medesima cosa.

Da questo concetto nasce la consapevolezza della necessità del recupero dello stato Edenico Perduto, dove l’uomo – Dio creava con il verbo “geometrizzando”, il Mondo era un Paradiso e “gli dèi camminavano a braccetto con gli uomini”.

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Autore Rosmunda Cristiano

Mi chiamo Rosmunda. Vivo la Vita con Passione. Ho un difetto: sono un Libero Pensatore. Ho un pregio: sono un Libero pensatore.