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L’etica del Massone

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Massone


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L’Alleanza massonica è un’associazione di uomini liberi che fa risalire la sua origine alle corporazioni e alle confraternite muratorie del Medioevo.

Ancora oggi riconosce, come mezzi di insegnamento e linee direttrici, le prescrizioni allora in vigore conservate in diversi documenti, in particolare ne ‘Gli antichi doveri del framassone del 1723’, di James Anderson, oltre che nei rituali che ci sono stati tramandati.

Nel titolo delle Costituzioni di Anderson si legge:

Un muratore è tenuto per la sua condizione a obbedire alla legge morale; e se intende rettamente l’Arte non sarà mai un ateo stupido né un libertino irreligioso.

Se uno dei primi doveri di un libero muratore è quello di “obbedire alla legge morale” e molti altri riferimenti alla morale sono contenuti nelle Carte Costitutive del S.O.M.I., così come in quelle di tante altre obbedienze Massoniche, appare evidente che il Fratello, in quanto tale, si impegna ad attenersi ad una condotta basata sulla distinzione consapevole tra il bene ed il male e che deriva da un determinato sistema di valori.

Nella nostra tradizione culturale i termini Etica e Morale sono spesso ritenuti erroneamente sinonimi.

Già le loro origini etimologiche si prestano a questo malinteso: infatti, Etica deriva dal termine greco “ethos”, costume, comportamento, ed equivale al latino “mos”, da cui Morale.

Verso la fine del ‘700, Hegel introduce una distinzione tra le due parole.
Il filosofo tedesco per moralità intende una sfera di leggi universali che sono presenti nell’uomo indipendentemente dalle condizioni storiche, sociali e culturali. Essa è dunque universale e formale, priva di contenuto; le sue leggi si possono applicare a qualsiasi contesto, poiché si limitano ad orientale l’azione, non a suggerirla. Il luogo della Morale è il rapporto tra persona e collettività: l’individuo non vive e non agisce da solo e per sé soltanto, ma sempre in relazione all’ambiente socio-culturale in cui esplica la sua azione.

Se la Moralità pretende di essere universale, necessaria, assoluta e può essere definita come il sistema delle regole che si seguono nella vita privata e pubblica, l’Eticità, invece, è un sistema di norme inserite in un ambito, quindi storiche e finite, e rappresenta qualcosa di più esterno, che implica un comportamento contestualizzato nella comunità.

Assodata l’importanza dell’Etica per il Massone, sembra inevitabile porsi dei quesiti al riguardo.

A quale sistema morale si fa riferimento? Esiste un insieme di regole che concernono ordini morali già esistenti, magari cercandone il minimo comune denominatore?

Un aspetto di particolare interesse è costituito dalla valenza che l’Eticità assume, oltre che nella vita quotidiano, soprattutto nell’essenza Massonica. Prima di essere Iniziati si è membri della comunità cui si appartiene e l’Istituzione si riconosce come parte integrante della società nella quale opera attraverso le proprie Logge.

Nella concezione profana dell’Etica le scelte morali sono analizzate o valutate dall’esterno, implicando spesso un giudizio o un condizionamento sulle scelte altrui. A differenza di questa visione, la concezione Massonica vede concentrare e rivolgere il percorso etico ed iniziatico verso se stessi; la cerchia in cui tale processo avviene è comunque quella dove l’individuo opera, ovvero sociale.

Il percorso iniziatico non è rivolto alla verità e allo spirito.

Poiché il Fratello vive ed opera nel mondo profano, è opportuno che l’Etica Massonica abbia una base condivisibile e condivisa della società civile, ed è proprio essa a determinare il bussante che, non conoscendo tutti i risvolti filosofici dell’Istituzione, ne condivide i fondamenti, in alcuni principi essenziali, che costituiranno la piattaforma per il suo sviluppo in un contesto massonico e che lo accompagnerà per tutto il suo cammino.

Questo cardine può essere identificato con i concetti di irreprensibilità, rispettabilità ed integrità, impliciti nel principio di “Uomo libero e di buoni costumi”.

“Uomo libero” ovvero non schiavo di ristrettezze mentali, pregiudizi e credenze, ma di mente aperta, tollerante, imparziale, disposto a ricercare ogni possibile fonte di conoscenza e verità, pronto a modificare idee precedenti, studiare e sperimentare, desideroso com’è di passare dalle “tenebre alla luce”.

Di “buoni costumi” ovvero dotato di qualità fisiche, animiche e spirituali che non solo lo pongono in armonia con il mondo di relazione in cui vive ed opera, ma, ancor di più, lo rendono orientato a sviluppare l’intelligenza intuitiva che gli permetterà di compiere quel salto di qualità da individuo mosso dall’egoismo e dall’ambizione, a persona che intende integrare il proprio essere nel ritmo della Legge Universale di Evoluzione e di Amore.

La presenza di questi principi essenziali, che devono essere riconosciuti nel bussante, è forse l’unica condizione per la quale la Massoneria, nel proprio spirito di profondo rispetto del prossimo, si erge a giudizio sull’esistenza o meno di presupposti indispensabili perché possa avvicinarsi alla porta del Tempio; quasi a voler valutare se, quale premessa di sgrossatura della pietra grezza, ci sia almeno una pietra su cui svolgere tale lavoro.

L’Etica comportamentale del Libero Muratore non può essere solo un rifermento astratto, un rituale di parole vuote di significato o il riferimento formale agli Antichi Doveri, ma deve essere il segno distintivo del modo di agire dei Fratelli: se si abbandonassero le regole morali ed etiche e si portassero nel Tempio e nel mondo esterno atteggiamenti non conformi all’etica massonica, allora non solo si rischierebbe di perdere la via, ma si renderebbero vacui anche i lavori rituali, venendo meno il senso stesso dell’appartenenza iniziatica.

La Libertà e la Tolleranza sono valori comunemente accettati dall’eticità profana: la condotta massonica li ha resi dei punti cardine che reggono da sé il comportamento del Fratello, attraverso l’accettazione ed il rispetto del prossimo, delle altrui idee, nella negazione di dogmi e di regole condizionanti la propria libertà ed il proprio rispetto di individuo. Ecco come da uno spunto comune tra mondo esterno e Massoneria, quest’ultima abbia approfondito ed elaborato tali concetti elevandoli a Principi Universali del proprio comportamento e della propria scala di valori.

Lo stesso simbolismo del mondo esterno caratterizza il rituale massonico, utilizzando elementi che richiamano il concetto etico del vivere latomistico, quali il filo a piombo, i guanti bianchi, il tappeto a scacchi del Tempio, le colonne, il grembiule, o ancora, la stessa pietra grezza da squadrare, levigare e rendere cubica, grazie al maglietto e allo scalpello.

Se sin qui abbiamo potuto trovare elementi comuni, ci dobbiamo chiedere se esiste anche un’Etica Massonica che caratterizza la nostra alleanza e che la differenzia dalla società profana.

Se è un insieme di valori che caratterizzano l’individuo nel suo contesto sociale e storico, essa è soggetta ad una costante evoluzione, comune alla concezione dei Valori che contrassegnano l’ambito in cui si sviluppano. Non ha dunque senso chiedersi se sia questa ad influenzare la società o viceversa, in quanto quest’ultima è un sistema aperto e dinamico, soggetto ad una continua trasformazione.

Se la crescita individuale permea tutta la concezione massonica, allora non è possibile affermare l’esistenza di un’Etica peculiare, diversamente definiremmo a priori un principio etico assoluto, circoscrivere un codice comportamentale cui attenersi strettamente, arrivando a stabilire un dogmatismo etico massonico, che, di per sé, ci porterebbe a contraddire e a svilire i principi cardini dell’Istituzione stessa.

Non credo esista un’Etica massonica che si caratterizzi e differenzi da quella sociale, credo esistano Valori ai quali la Massoneria si conforma, grazie ad una perenne ricerca di crescita e miglioramento, di cui non dovremmo mai essere paghi per evolverci.

Sarebbe più corretto parlare di un’Etica del Massone, ossia di una norma di comportamento cui egli, per sua natura, si adegua ed adatta.

Questo processo individuale interiore, insieme all’instancabile ed indeterminabile necessità di progredire, lo spingerà, inesorabilmente, sulla via del perfezionamento. Ciò significa che da una parte si determina il costante cammino sulla via iniziatica e, dall’altra, si delinea anche il limite dell’Etica massonica, in quanto ogni Fratello avrà sempre il proprio filtro individuale. Ecco perché la Loggia e la Fratellanza Massonica, la trascendenza e l’utilizzo dei simboli, assurgono a valori fondamentali.

Siamo consapevoli della temporaneità della nostra vita e l’Ordine ci aiuta a concepire ogni verità ed ogni valore sociale con spirito aperto e libero. Ecco perché in questo contesto l’Etica è strumentale alla propria percezione di realtà, un mezzo per la propria crescita e per il proprio sviluppo spirituale e non un dogma da accettare supinamente ed acriticamente.

Essere Liberi Muratori non significa solo essere membri di un’affiliazione, bensì seguirne interamente le vie conoscitive, senza mai dimenticare che tale appartenenza è di natura iniziatica e, come tale, prevede un proprio percorso interiore, uno sforzo incessante rivolto anche a controllare la propria emotività, ed evitare ogni forma di personalismo e ad usare sempre la ragione e l’intelletto come guida per valutare le altrui azioni, per poter fornire il proprio contributo all’edificazione del Tempio, alla Gloria del Grande Architetto dell’Universo.

Nel campo spirituale, opera direttamente sul carattere e sulla sensibilità, prefiggendosi di sviluppare nei suoi adepti il pensiero e l’intuizione, per cui non impone alcun limite alla ricerca della verità. Ed è per garantire a tutti questa libertà che essa esige da tutti la Tolleranza.

Insegna, attraverso i simboli presenti nel Tempio, che quando si lavora con lo spirito, occorre distaccarsi dal mondo profano e predisporre l’animo ad accogliere le verità che via via si vengono a prospettare, senza preconcetti.

Privo di pregiudizi e superstizioni l’Iniziato, come il Saggio dei Tarocchi, armato del bastone della prudenza, protetto dal mantello del silenzio e del segreto, illuminato dalla lanterna della ragione, procede sicuro e spedito nel suo divenire.

La Massoneria ha in sé tutti gli elementi più puri ed elevati per la soddisfazione delle brame spirituali. I resti umani attestano la morte dell’esistenza fisica ed inducono a meditare sul perpetuarsi del mondo del pensiero: iniziazione significa intraprendere una vita nuova del tutto spirituale.

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Autore Rosmunda Cristiano

Mi chiamo Rosmunda. Vivo la Vita con Passione. Ho un difetto: sono un Libero Pensatore. Ho un pregio: sono un Libero pensatore.