Home Territorio Le ‘Favole del Mare’ a San Lorenzo Maggiore

Le ‘Favole del Mare’ a San Lorenzo Maggiore

939
Massimo Andrei - Favole del mare


Download PDF

Massimo Andrei affascina ancora una volta pubblico e critica con una meravigliosa ode a Napoli

Venerdì 9 settembre, ore 21:00, nella suggestiva cornice del chiostro di San Lorenzo Maggiore di Napoli, abbiamo assistito all’ultima fatica di Massimo Andrei, ‘Favole del Mare’. In scena con lui anche Eduarda Iscaro, Voce e Fisarmonica e Cristian Moschettino, Tenore. 

Testi e Regia Massimo Andrei. Elementi Scenici Ciro Coppola. Costumi Annalisa Ciaramella. Disegni Rosa Borreale. Musiche Eduarda Iscaro e Tradizione. Produzione: Tappeto Volante. Organizzazione generale: Adelaide Oliano. Ufficio stampa: Emma Di Lorenzo. Responsabile eventi Complesso Monumentale San Lorenzo Maggiore: Roberto De Rosa.

Opera per la quale l’artista è stato insignito del Premio Pistrice – Città di Positano in occasione del Positano Teatro Festival:

Per la sua straordinaria capacità di coniugare tradizione e modernità, attraverso lo studio e la divulgazione del patrimonio culturale, storico e favolistico, mediato da una naturale ironia, ed utilizzando linguaggi che vanno dalla scena al cinema alle più moderne espressioni della comunicazione.

Un narratore del terzo millennio, portatore di buon umore e di poesia, con cui incanta ed affabula con impegno e levità

recita la motivazione.

Ogni volta che andiamo ad assistere ad un lavoro di Massimo Andrei l’aspettativa è sempre altissima; a maggior ragione anche stavolta, viste le premesse.
Ci ha abituati a drammaturgie e performance straordinarie. Ed ogni volta riesce a stupirci, ad incantarci. Accade anche con ‘Favole del Mare’.

I suoi lavori sono sempre frutto di uno studio intenso, di profonde riflessioni.
La scrittura arriva come momento conclusivo di un percorso prima di tutto interiore.
Condizioni rarissime in un contesto teatrale che vede il dilagare di rappresentazioni caratterizzate da basi deboli, sviluppi superficiali, spesso tenute in piedi solo grazie all’abilità di attori che riescono a sostenere il sacco vuoto di autori e registi meno che mediocri. Fatta eccezione per qualche perla, che, ad onor del vero, incrociamo, anche se raramente, nelle stagioni teatrali.

Ma sia chiaro, le ‘Favole del Mare’ non ci impressionano solamente perché si elevano in un contesto a volte desolante; anzi, brillano di una grandezza assoluta, oggettiva.
Sono frutto dell’approfondimento di autori come Giambattista Basile, Matilde Serao, ma non solo; pescano nell’immensa e millenaria tradizione napoletana, in tutte le sue sfaccettature, da quelle auliche alle più popolari.

Ma Andrei non si limita ad un’opera di recupero, tutt’altro.

Massimo ci mette di suo un talento purissimo, una riscrittura originalissima, il tocco della sua genialità. Racconti apparentemente banali o popolari, ma che celano tesori di una tradizione antichissima, profonde morali, spesso con risvolti esoterici, cabalistici, misterici.

Il filo conduttore è sempre Napoli, di cui le ‘Favole’ sono un altissimo inno.

Napoli, con le sue origini che si perdono nella notte dei tempi, con Partenope, che invece di morire dopo aver incontrato Ulisse con le sue sorelle, come sarebbe destino delle sirene che falliscono nell’ammaliare i naviganti, diventa immortale, perché si innamora di Cimone, perché diventa lei stessa amore, perché diviene Napoli.

I due cantastorie, padre e figlia, con affabulazione, voce e fisarmonica, ci portano per mano in territori incantati.
Pascale, lo stesso Andrei, diventa il polipo Attilio, Catarina, la strepitosa Eduarda Iscaro, la sirena Leucosia, sorella di Partenope, di cui viene narrato l’idillio, con Cimone, ma soprattutto con Napoli.

Subentra così un altro degli elementi che rendono unica la città, ovvero la canzone.
Dapprima attraverso la Iscaro, che non si limita a cantare e a suonare in modo sublime, che, anzi, raggiunge picchi di intensità stratosferici, fino a diventare struggente in diversi passaggi. Poi, grazie alla potente voce di un impareggiabile Cristian Moschettino, nei panni del marinaio Luciano, che ci convince e colpisce non esclusivamente per le rare doti canore, ma anche per le capacità recitative, per le emozioni che trasmette anche con il solo linguaggio del corpo.

Come per la fiaba, Andrei, nel riproporre la tradizione canora non si ferma alla semplice trasposizione, ma la rielabora, la vivifica, riesce, in conclusione, ad eternarla con il suo estro.

L’incontro tra Luciano e Leucosia è un intreccio di sguardi, di ammaliamenti, di languidi rincorrersi, di un innamoramento che si consuma nel triste destino di non poter essere assieme, nella condanna ad una distanza che, a tratti, diventa minima, senza tuttavia poter essere completamente annullata.

Andrei ci racconta del Pesce Nicolò, ovvero Colapesce, ragazzo che appartiene al mare, come Napoli, e che, a seguito di una maledizione ingenua della madre Carolina, diventa lui stesso una creatura marina.

Con Colapesce ci porta fino in Sicilia, al seguito del re Borbone, laddove scopre che una delle tre colonne su cui l’isola poggia è distrutta. Anche qui con un risvolto di romantica amarezza. Colapesce si immola, si sostituisce alla terza colonna per evitare alla Sicilia di sprofondare, viene connotato quale ‘vero eroe dei due mondi’.

Incontriamo, poi, Cozzeca Nera, altra fiaba attraverso la quale Andrei affronta problemi e mali di Napoli radicandoli nella storia recente, nella dolorosa e seppur breve parentesi del colera. Ci appassioniamo al destino della disorientata Cozzeca, sentiamo sollievo quando ne apprendiamo la sorte.

Siamo rapiti dall’Andrei, dalla sua narrazione che scorre imperiosa come un fiume, a tratti lenta e maestosa, a volte impetuosa e piacevolmente travolgente: dalla sua capacità di affascinare con brani di autentica poesia, per poi cambiare in modo sapiente il registro con battute fulminanti, esilaranti, in una suggestiva altalena di emozioni; dall’incisiva semplicità con cui introduce parodie mai banali, dalla sua abilità mimica, magistrale anche quando riesce a trasformare una semplice giacca tentacolata in un polipo assolutamente verosimile, in virtù di una gestione della comunicazione non verbale semplicemente perfetta, di una presenza scenica prodigiosa; da una regia impeccabile, che non lascia nulla al caso e che armonizza in una sapiente alchimia elementi artistici diversi.

Siamo spaventati dalle sue recenti dichiarazioni in cui si dice attratto dalla possibilità di dedicarsi esclusivamente alla scrittura, non ci abituiamo all’idea di poter rinunciare alle sue performance sul palco.

E non siamo i soli ad apprezzare. Il pubblico che gremisce il chiostro di San Lorenzo Maggiore è estasiato, si lascia andare spesso a fragorose risate, a lunghi applausi.

Quando usciamo siamo ancora avvolti nella magia di una città unica come Napoli, dalla sua tradizione, ma soprattutto quella che scaturisce dalla bravura e talento dei tre artisti, da un Massimo Andrei carismatico e magnetico come e più di sempre.

Il prossimo imperdibile appuntamento con ‘Favole del Mare’ è per stasera, 10 settembre, ore 21:00, sempre nel chiostro di San Lorenzo Maggiore – La Neapolis Sotterrata, Piazza San Gaetano, 316 – Napoli.

Costo del biglietto: 15 euro con possibili riduzioni.
Info e prenotazioni: 0818631581 – 081 2110860 – 3395365526
http://www.tappetovolante.org/favolemare/prenota.php

Foto di Giancarlo de Luca

Favole del Mare - Eduarda Iscaro, Massimo Andrei, Cristian Moschettino
‘Favole del Mare‘ – Eduarda Iscaro, Massimo Andrei, Cristian Moschettino
Print Friendly, PDF & Email

Autore Lorenza Iuliano

Lorenza Iuliano, vicedirettore ExPartibus, giornalista pubblicista, linguista, politologa, web master, esperta di comunicazione e SEO.