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L’Albero della Conoscenza

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Albero della conoscenza


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Un viaggio nei Sacri Testi dell’Ignoranza Innamorata

Amava sfogliare la Bibbia, senza nessuno intorno che potesse condizionarlo nei suoi pensieri. Voleva estrarne da solo qualche riflessione, non da teologo esperto, bensì da libero pensatore.

I suoi pensieri, per nulla rispettosi dell’aramaico, penetravano la Coscienza, più ancora che la conoscenza intellettuale.

Gli occhi puntarono dritti sull’Ecclesiaste (1, 18):

Dove c’è sapienza c’è molto affanno; chi accresce il sapere, aumenta il dolore!

Lo interpretò con:

Meglio rimanere ignari, come bambini, e abbandonarsi alle leggi di natura senza troppo indagare, visto che certe verità ti lasciano il segno, e ti fanno più male che bene!

Riecheggiava in lui l’eco del Golgota:

Perdona loro, perché non sanno quel che fanno!

come ad avallare le sue riflessioni.

Pensava:

In fondo, se sei ignorante sei anche più vicino al perdono, quindi hai tutto da guadagnarci!

Ma subito un altro pensiero si insinuò:

Va bene, d’accordo, ma quando ormai sai, non puoi più fingere di non sapere, per quanti sforzi tu possa fare nel tentativo di camminare a ritroso, fino a raggiungere i luoghi dell’ignoranza. Come salvarsi da una sapienza che, invece di deliziarti, ti corrode lentamente, facendoti sprofondare nel pessimismo e nel tormento?

La sua mente tornò allora al Golgota.

Si rese conto che non era tanto quanto venne proferito:

Perdona loro, perché non sanno quel che fanno!

su cui doveva posare la sua attenzione; bensì sulla capacità di abbandono di chi aveva pronunciato quella frase.

Solo l’Amore in persona avrebbe potuto fare un’affermazione del genere, in un momento tanto drammatico.

Si convinse, perciò, di dover rimanere innamorato per tutta la vita, più ancor che sapiente, poiché gli innamorati non conoscono il confine tra il proprio io e ciò che amano. Si dissolvono, diventano una cosa sola, ribellandosi alla razionalità, e si comportano proprio come se non esistesse separazione alcuna.

Da quel momento rifiutò l’Albero della Conoscenza e si abbandonò, come innamorato, all’Esistenza, sentendosi Uno con il Tutto.

Non per mezzo del sapere, bensì grazie ad una strana ed invisibile, ma luminosissima, percezione del Cuore.

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natyan

Autore natyan

natyan, presidente dell’Università Popolare Olistica di Monza denominata Studio Gayatri, un’associazione culturale no-profit operativa dal 1995. Appassionato di Filosofie Orientali, fin dal 1984, ha acquisito alla fonte, in India, in Thailandia e in Myanmar, con più di trenta viaggi, le sue conoscenze relative ai percorsi interiori teorici e pratici. Consulente Filosofico e Insegnante delle più svariate discipline meditative d’oriente, con adattamento alla cultura comunicativa occidentale.