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Mi suoni ‘O sole Mio col bidet?

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Sembrerà strano, quando i piemontesi si appropriano dei beni borbonici e fecero un inventario, scambiarono il bidet per una chitarra

Quando il Napoli gioca in trasferta al nord, dalle curve dei tifosi locali parte sempre il solito canto:

Senti che puzza scappano anche i cani sono arrivati i napoletani,
son colerosi e terremotati
e col sapone non si sono mai lavati.

Naturalmente, i discendenti dei Cimbri e dei Camuni ignorano che quando i loro avi mettevano a mollo i propri gingilli nel fiume o in una tinozza già usata da altri familiari, nel Regno delle Due Sicilie, esisteva un oggetto che permetteva un’accurata igiene intima personale.

Stiamo parlando del bidet.

Questo importante apparecchio ‘sanitario’, oggi presente in quasi tutti i bagni, un tempo veniva visto con diffidenza e sospetto, poiché era utilizzato dalle signorine che svolgevano il proprio lavoro nelle case d’appuntamento, per mantenere un buon livello di pulizia tra un cliente e l’altro.

A diffonderlo su larga scala, dapprima tra i nobili, fu la regina Maria Carolina d’Asburgo-Lorena, sposa di Ferdinando IV di Borbone, poi Ferdinando I delle Due Sicilie, che ne fece installare uno nelle sue stanze private della Reggia di Caserta.

I Borbone, in effetti, avevano un concetto molto avanzato di igiene personale, cosa stranissima per la loro epoca, tant’è che nel Complesso vanvitelliano vi è una vera e propria stanza da bagno.

Una vasca in granito con acqua corrente, all’inizio solo fredda, poi anche calda, una toilette in marmo di carrara ed un elegantissimo bidet.

Maria Carolina lo utilizzava quotidianamente e, quando nel 1799, con lo scoppio della rivoluzione giacobina, dovette fuggire a Palermo, lamentò la mancanza del bidet a palazzo reale e nei palazzi nobiliari.

Dopo l’invasione piemontese e la conseguente confisca delle ricchezze borboniche, gli addetti preposti alla catalogazione dei beni presenti nella Reggia di Caserta rimasero sconcertati davanti all’esemplare ritratto nella foto, composto da un catino in metallo appoggiato su una struttura di legno scuro intarsiato.

Non sapendo a cosa servisse, scrissero “strano oggetto a forma di chitarra”.

Per dovere di cronaca, il primo bidet, inventato da un certo Christoph des Rosiers, comparve in Francia nel 1700, ed esattamente nella Reggia di Versailles,

Purtroppo per lui, fu come inventare uno shampoo per capelli ricci in un mondo di calvi, poiché il Re Sole, Luigi XIV, aveva un concetto di pulizia personale tutto suo, avendo egli stesso ammesso di essersi fatto il bagno solo quattro o cinque volte in vita sua.

Naturalmente, anche la corte snobbò l’oggetto con cui i Savoia “suonavano le canzoni”, che fu, quindi, destinato alle case di appuntamento.

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Autore Mimmo Bafurno

Mimmo Bafurno, esperto di comunicazione e scrittore, ha collaborato con le maggiori case editrici. In uscita il suo volume "Image EDITING", attualmente collabora con terronitv.