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La morte di Mercurio Loi

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Mercurio Loi


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Non so voi ma io quando viaggio, ma quando capita anche nella quotidianità, ad un certo punto ho la piccola presunzione di mettere da parte cartine, navigatore e progetti o programmi per perdermi nei vicoletti della città in cui sono.

Scruto, guardo, penso e aspetto. Aspetto che mi capiti una sorpresa. Una sorpresa che non so il perché è immancabile. Perché, come molti sbagliano a pensare, anche da adulti non perdiamo la capacità di meravigliarci davanti ad un imprevisto. Semplicemente siamo solo meno ricettivi di come lo eravamo da piccoli. Basta liberarsi da qualche pensiero superfluo ed usare gli occhi, ed ecco che torniamo a meravigliarci come pargoli.

E così può capitare anche che tu possa incontrare un’anima affine alla tua, fatta di carta e di sogni e che vive tante vite quante possono esistere nell’iperuranio. Ed in questo modo che ho incontrato Mercurio Loi, per puro caso. Una coincidenza. O forse come sostiene Mercurio, le coincidenze sono solo per gli sciocchi.

Mercurio è un professore di Storia, conosce i cicli dell’umanità, e sa che l’essere umano è destinato a sbagliare in ogni epoca, ma è questo che probabilmente rende l’uomo interessante. Mercurio vive preferibilmente di notte, e non fa differenza per lui camminare per strada o sui tetti di Roma, sì lui vive nella città eterna, per lui camminare è ben più che un mero esercizio.

Per Mercurio camminare per i vicoli e le piazze di Roma è importante quasi come respirare. Ama il cibo, e come può non amarlo chi ama la vita? Solo i pazzi possono ridurre i pasti quando la salute non glielo impone. Ma si sa, il mondo è pieno di pazzi. Soprattutto la Roma dove vive Mercurio. Perché forse non ve l’ho detto ma Mercurio Loi vive nella Roma del XIX secolo. La Roma papale. Una città piena di contraddizioni, bigotta ma forse mai più così vera come allora. Forse l’ultima volta ad essere così splendida.

Ed in questa stupenda cornice che il nostro Mercurio, dotato di una intelligenza e attenzione ai dettagli sopraffina, vive le sue giornate di avventure e da gentiluomo perditempo.

O almeno ha vissuto. Perché Mercurio Loi è morto. Non ve l’avevo detto?
Il più bello ed innovativo fumetto italiano dall’uscita del primo numero di Dylan Dog nel 1986 si è concluso con il numero 16 a marzo di quest’anno.

Sembrerebbero lodi esagerate per quest’opera, ma non lo sono. Questo non lo dico io.
Lo dice la critica nazionale che ha conferito all’autore, Alessandro Bilotta, un premio dopo l’altro per questa serie, che ha avuto una vita fin troppo breve.

Mercurio Loi, nel pieno stile di Bilotta, ci ha raccontato storie che possono essere lette grazie a più chiavi di lettura. Non solo il classico fumetto popolare Bonelli, dell’eroe, o antieroe, che risolve casi, affronta criminali e ci regala un lieto fine.

Mercurio Loi ci regala, tavola dopo tavola, vignetta dopo vignetta, una storia a se stante. Mercurio ci parla, ci racconta di lui e anche di noi. Come un sasso lanciato in un lago che smuove l’acqua calma, ogni pagina ha un effetto come le onde concentriche che toccano ogni corda della nostra sensibilità. Temi come la felicità, l’infelicità, l’horror vacui, sono trattati da Bilotta, attraverso Mercurio con una sensibilità unica, senza mai scadere nella facile e più immediata retorica. Un concetto spaventoso per uno scrittore come lui.

Non dirò altro su Mercurio Loi. Lascio ai curiosi il privilegio di poterlo scoprire da soli, di poterlo incontrare nelle strade della propria città. Di poter saltare sui tetti con lui e di parlarci. Di affezionarsi ad un personaggio che stimolerà sempre il nostro cervello e ci darà spunto per nuove riflessioni. Per quanto a volte sia antipatico, Mercurio Loi diventerà vostro amico, se lo vorrete.

L’unico nemico che Mercurio Loi non è riuscito a battere è il mercato. Il dannato triste mercato governato dalle vendite, dai soldi. L’ennesima triste dimostrazione di quanto in Italia sia difficile proseguire la strada della qualità, della cultura in qualsiasi ambito, perché anche il fumetto, luogo magico, è governato dal vil denaro…

Ciononostante. il viaggio che farete sarà bellissimo.
Mercurio Loi è morto. Lunga vita Mercurio Loi.

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Marco Trotta

Autore Marco Trotta

Marco Trotta è nato a Napoli nel 1981. Laureato in Conservazione dei Beni Culturali con indirizzo Storico-Artistico alla S.U.N. con una tesi sul restauro del Duomo di Napoli. Ha conseguito un master regionale di “Rilievo architettonico per i Beni Culturali”. Restauratore di beni culturali e poi catalogatore per la Soprintendenza di Caserta. Attualmente è anche redattore per Campaniarock.it e per la prestigiosa Art apart of culture.