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La dualità del Male e l’Amore Intelligente

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La dualità del Male e l'Amore Intelligente


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Risalendo alle origini dell’Uomo e al proprio iter di evoluzione, da quando cioè, in particolare, ha preso coscienza di sé divenendo, almeno in parte, un essere consapevole, la sua battaglia personale è sempre stata rivolta al conflitto fra luce e tenebre, bene e male.

Già, il Male; entità autonoma e individualizzata, costituita e manifesta in ogni sua sfumatura protesa verso un’oscura sovversione del Supremo Equilibrio.

Eppure, al di là della precitata antica lotta, ciò che cattura la mia attenzione spirituale è il concetto di dualità del Male. Da un lato, esiste, ed è corollario del principio generale e assoluto del libero arbitrio dell’Uomo, il male verso se stessi e la propria natura personale. Si tratta di un male che rende tossica, quasi annullandola, ogni sfumatura di residuale speranza, perennemente avversata dalla materialità del mondo fisico in cui si vive.

Un male, quello verso se stessi, che inocula frustrazione e dispersione della propria centralità personale, causando un ottundimento della visione della recta via. Nulla di questo male insidioso è salvabile o recuperabile, se non la capacità dell’uomo che lo causa a se stesso di reagire, con coraggio e resilienza, e riprendere i fili smarriti del proprio divenire.

Dal lato opposto, poi, si erge maestoso il male verso l’altro; quello che comporta nocumento e dolore gratuito a chi, in piena naturalezza del proprio vivere, incrocia colui che coscientemente lo designa a vittima di un’azione, che nelle più svariate forme, trae comunque origine dalla stessa matrice comune: il Male che risiede in ognuno di noi e che prende forma, sostanza e vigore per mezzo di sentimenti o emozioni basse come la rabbia, l’odio, l’invidia, e ogni altra sfumatura espressiva esistente nella rosa germogliata, su un humus di misticismo oscuro.

Quando il Male dilaga e si dipana in ogni sua forma o veste ha una forza irruente, quasi ad impronta cogente che è univocamente finalizzata alla devastazione distruttiva di ogni essenza genuina e naturale, venuta in essere per volontà eterna del Multiverso.

L’unica entità, in grado di controbattere tale influenza oscura e malvagia, è quello che definisco l’Amore Intelligente. Esso è un concetto intuitivo che si dipana nell’immensità del Piano Infinito e da cui discende, quella che i cattolici chiamano Provvidenza Misericordiosa; eppure, io dico, che al di là di questo dogma religioso, limitato e limitante, l’intensità concettuale e, al contempo spirituale, dell’Amore Intelligente possiede i caratteri dell’Eternità, della fecondità dell’Amore e della valenza dell’Energia Primigenia.

Il principio generale e assoluto dell’Amore Intelligente da cui discendono i precitati tre corollari è l’unico, che per mezzo della volontà e della costanza del vero Uomo, consente di riassorbire ogni flusso di Male che fuoriesce dalle ferite inferte all’Umanità e alla sua Anima Mundi.

Se così non fosse; se così non accadesse, tutto quel magma oscuro e sregolato per natura, collasserebbe veementemente, incidendo non poco, sulla perpetuità del Supremo Equilibrio.

L’Amore Intelligente, frutto energetico del ventre del Cosmo, è l’unico legame metafisico che l’Uomo consapevole possiede per mezzo del grado della sua intuizione personale.

Esso rappresenta l’unico vero Salvatore della miseria fisica dell’Uomo, finalizzato al recupero dell’equilibrio sottile fra la triade mistica per eccellenza: Mente – Anima – Spirito Originario.

A ognuno, pertanto, è concesso il libero arbitrio.

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