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Il vaccino ebreo

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Il vaccino ebreo


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Quando si dimentica la storia medica

Mamma, perché quella bambina è sulla sedia a rotelle?

Avevo solo quattro anni ma me lo ricordo come se fosse ora, tanto mi rimase impressa la scena di quella piccola creatura che, diversamente da me, non poteva più camminare e che, con fatica, muoveva le braccia.

L’ultimo caso di poliomielite in Italia, se non vado errato, risale al 1982 e nel 1958 ce ne furono addirittura ottomila.

Oggi non se ne parla quasi più e ciò è dovuto a Sabin, uno scienziato ebreo, nato in una città polacca, sotto il dominio dell’impero russo e che, a causa del dilagante razzismo, fu costretto ad emigrare in America.

Non ci vedeva da un occhio e rischiò di perdere completamente la vista quando gli venne lanciata con furore una pietra che colpì l’occhio sano.

Come spesso accade, chi soffre, sente la necessità di aiutare coloro che hanno dolori e patimenti.

Senza il suo vaccino antipolio le case farmaceutiche avrebbero guadagnato molto di più, giacché la poliomielite colpisce soprattutto i bambini al di sotto dei cinque anni e, restando sulla sedia a rotelle per tutta la vita, inevitabilmente si ammalano anche tutti quegli apparati corporei i quali, senza movimento, non riescono più ad esprimersi con appropriata dinamicità.

Si indeboliscono nel tempo, per esempio, l’apparato digerente, quello cardiaco, quello polmonare, quelli urinari ed escretori con la conseguente necessità di fare uso di molteplici farmaci.

Non si può certo dire che i virologi siano alleati proficui delle case farmaceutiche poiché studiano per eliminare per sempre patologie che, diversamente, andrebbero curate per tutta la vita.

Quando venni morsicato da un cane, in India, ringraziai Pasteur per l’invenzione del vaccino antirabbico così come andrebbe ringraziato Jenner che fu il padre di tutti i vaccini che ne conseguirono.

Oggi, l’Italia risulta essere la prima in Europa per i morti dovuti al tetano e sappiamo tutti quanto un’antitetanica possa invece difendere i bambini che, per errore o negligenza, possono graffiarsi con un chiodo arrugginito o coloro che si trovano a lavorare tra i ferri vecchi, ma non solo.

Spesso sento dire che solo tutto ciò che è naturale, e non chimico, è buono.

Forse chi lo afferma non ha mai studiato Leopardi, che considerava la natura matrigna.

Oppure non si avvede che, ci piaccia o no, siamo circondati da pericoli i quali, a nostra insaputa, possono emergere in qualunque momento.

Oltre al virus corona, al virus dell’ebola, alle eruzioni vulcaniche, alle alluvioni, ai terremoti, e tanto altro ancora, ci sono in natura anche i veleni mortali.

Sembra che il più potente sia la tossina di un batterio chiamato botulino e che il cancerogeno più pericoloso sia l’aflatossina, la quale è prodotta da certi tipi di muffe del tutto naturali.

Passiamo l’intera esistenza ad interrogare e a difenderci dalla natura la quale, non è fatta solo di belle montagne, di splendidi oceani o di albe e tramonti.

Possiamo anzi dire che, in qualche modo, complotti dall’origine dei tempi nei nostri confronti, presentandosi inaspettatamente con i suoi drammi e le sue tragedie.

Grazie all’essere umano, la commedia dell’esistenza diventa a volte crudele, attraverso le guerre, la mafia e i crimini, e a volte consolatrice, per mezzo di quei ricercatori che, provando compassione per i dolori del mondo, o semplice e appassionata curiosità per tutto ciò che li circonda, sacrificano il proprio tempo osservando e sperimentando tutte le soluzioni possibili ai gravi problemi dell’esistenza.

Per finire possiamo anche dire che la Scienza non è razzista, poiché chiunque, di qualsia colore ed etnia, è il benvenuto quando scopre qualcosa a beneficio di tutti.

Tratto dal Corso Naturopatia dell’Anima – Reiki e Counseling Filosofico

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natyan

Autore natyan

natyan, presidente dell’Università Popolare Olistica di Monza denominata Studio Gayatri, un’associazione culturale no-profit operativa dal 1995. Appassionato di Filosofie Orientali, fin dal 1984, ha acquisito alla fonte, in India, in Thailandia e in Myanmar, con più di trenta viaggi, le sue conoscenze relative ai percorsi interiori teorici e pratici. Consulente Filosofico e Insegnante delle più svariate discipline meditative d’oriente, con adattamento alla cultura comunicativa occidentale.