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Il pensiero libero per il bene dell’uomo

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Sergio Tursi Prato


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Intervista a Sergio Tursi Prato, artefice del Movimento Nazionale dei Liberi Pensatori

Intervistare una persona come Sergio Tursi Prato non è cosa facile. Si rischia di scivolare nell’inopportuno e spesso sgradevole timore di porre domande troppo ovvie per un uomo che continua ad attraversare il mondo della cultura e della politica con un impegno elevato e con un animus sempre ricettivo alle urgenze della società civile.

Brilla nelle sue parole un senso profondo della vita, un rispetto essenziale dell’uomo, una volontà a non demordere di fronte allo sfacelo della nuova politica.

Tursi non si è arreso alle difficoltà che il destino gli ha mosso contro: ostinatamente ha continuato a costruirsi. Tassello dopo tassello, ha modellato il suo percorso con gli ideali della tradizione laica, mai dimenticando i valori etici ereditati dalla famiglia.

Uomo diretto che ti restituisce l’idea di pesare le parole che utilizza, non banalizzarle mai. Socialista mai pentito, professore ordinario di Storia e Filosofia presso il Liceo Scientifico ‘Pitagora’ di Rende (CS), che crede nel futuro della scuola, ma prima ancora, in quello dei giovani, filosofo che osserva questo mondo come in un flusso ininterrotto di ricerca, direttore di una Web TV, MIGA Web TV, con una programmazione h24, giornalista abituato a cercare la verità nelle parole e nel confronto, ex candidato a Sindaco per il governo della città di Rende, oggi da noi intervistato nelle vesti di ideatore del ‘Movimento Nazionale dei Liberi Pensatori’.

Insomma, un vulcano, un uomo che muove energia e “crea” idee; eppure, riesce ad addomesticare le sue passioni con un aplomb dialettico che spiazza per la calma con la quale espone ogni suo concetto. Il Movimento è stato presentato lo scorso 16 giugno in video conferenza.

Il MNLP quali obiettivi idealizza e intende proseguire?

Il Movimento Nazionale dei Liberi Pensatori nasce dalla necessità di fornire risposte concrete alla società civile. Per questo ne fa parte chiunque si senta libero di dare il proprio contributo.

Non segue fini politici né ha pretese di sostituire la classe politica; anzi, vuole fornire il proprio ausilio a chi insegue, soprattutto in un momento così delicato come questo, la possibilità di una aggregazione sociale che recuperi gli ideali di libertà di pensiero ma anche di libertà nel fare. Tutto per il progresso della società e per il bene dell’uomo, senza finzioni o creare false attese.

Si correva il rischio di creare un movimento che potesse agli occhi della gente essere un fac-simile di altri movimenti o di associazioni ancora attive seppure poco inserite nella trama sociale. Noi abbiamo ritenuto necessario dare l’opportunità a chi se la sentisse di creare qualcosa di nuovo, agguantando una nuova sfida, generando nuovi entusiasmi e voglia di ricercare nuove relazioni in ogni campo.

Vogliamo progettare e organizzare, produrre risultati e non chiuderci in circoli claustrofobici.

Quali categorie di persone, professionisti, lavoratori vuole rappresentare ed unire?

Come le dicevo, ognuno può liberamente aderire al nostro Movimento. Con la sola intenzione di mettersi a disposizione per il bene del prossimo e, quindi, della società. Non è un movimento classista, né tendenzialmente portato a creare barriere. Tutt’altro.

Abbiamo aperto ad ogni categoria sociale: dall’imprenditoria, ai liberi professionisti, ai colleghi che operano nella scuola, agli universitari, ai medici, agli impiegati, agli ex militari fino ad arrivare ai pensionati e agli studenti.

Tutti abili a valorizzare con progetti mirati e tavoli tematici le opportunità che ci sono intorno a noi, aiutando chi ha veramente bisogno, affinché, come spesso ripeto, nessuno si senta figlio di un Dio minore.

Tenga conto che hanno già dato la loro adesione interi gruppi associativi come il sindacato nazionale Co.S.N.I.L., l’Associazione Nazionale ‘Biologi Senza Frontiere’, l’Associazione Nazionale ‘Vitambiente’, la ‘Fondazione Astrea’ con le sedi Catanzaro e Roma, l’ACU Calabria, associazione consumatori utenti.

Non dimentichiamoci che il 16 giugno hanno presidiato al battesimo del Movimento, persone come Vincenzo Ferrari, ordinario di Diritto Privato presso l’Unical, Pietro Marino, Presidente di ‘Vitambiente’, Antonietta Fazio, ambasciatrice EPALE, Carlo Franzisi, Direttore di ‘Assaporagionando Cosenza’, Giovanni Misasi, Presidente di ‘Biologi Senza Frontiere’ e tanti altri illustri personaggi del mondo culturale, politico e sociale.

Quali sono i paradigmi sui quali pensate di muovervi e quali sono state le fonti di ispirazione?

Il paradigma su cui intendiamo muoverci è la libertà di fare qualcosa per la società. Lasciare un segno tangibile che realizzi, con altruismo e buonsenso, una valida opportunità di aggregazione sociale e culturale tale da valorizzare seriamente ogni professionalità e ogni contributo delle associazioni partecipanti. Con flessibilità e dinamismo, con volontà e determinazione per progettare non virtualmente, ma in maniera coscienziosa.

Servono tavoli di confronto, dibattiti aperti e non conflittuali, operosità e non indolenza. Noi ci crediamo perché ci teniamo veramente a questa vita e vogliamo creare un mondo più congruo alle urgenze della società e più ricettivo verso i reali bisogni di chi soffre.

Le fonti di ispirazione vanno ricercate nel mondo civile, ovvero in queste associazioni o in queste libere persone che tendono la mano al prossimo, che vogliono lasciare un mondo migliore a chi verrà dopo. Istituiremo aree di riflessione con l’idea di traguardare obiettivi importanti, portando un po’ di Europa nelle nostre terre.

Io continuo ad avere le mie figure ispiratrici: da mio padre, socialista puro cresciuto nella corrente di Giacomo Mancini, fino ai tempi odierni con la figura di un uomo straordinario come Papa Francesco. Abbiamo bisogno tutti di esempi e di modelli di vita che siano autentici ed autorevoli allo stesso tempo.

Pensiero è una parola grande, a volte, onnivora: fa ancora paura, secondo lei, chi oggi pensa?

Il pensiero fa sempre paura soprattutto quando è libero. Oggi più che mai viviamo un momento drammatico. È una società cambiata, non diciamo che non è così. Una società che ha vissuto una battaglia contro un nemico invisibile e non l’ha ancora vinto del tutto.

Ecco che si rende utile un impegno costruttivo con la forza del pensiero libero, incentivando tutti ad essere più partecipativi nella vita sociale del nostro Paese e, se guardo in casa mia, in questa terra spesso oggetto di vessazioni.

È chiaro che chi pensa, chi è trasparente come intendiamo esserlo noi, paga sempre il dazio di vedersi sul tavolo degli imputati.

Io, poi, mi sento un precursore: già in passato avevo ideato un movimento che stimolasse la partecipazione della società civile, non era un M5S ante litteram ma chiaramente cercava il contributo di tutti, affinché quei tutti fossero i garanti della politica stessa.

Ma le parlo con nostalgia di quel tempo: era una società che pretendeva una politica di gavetta. Chi pensava di occuparsi di politica partiva dal basso, dai centri culturali, dalle sezioni di partito e scopriva le reali necessità del popolo. Andava preparato magari quando si sarebbe veramente impegnato per la sua gente.

Oggi, ahimè, abbiamo politici che siedono in Parlamento solo perché hanno avuto nelle loro primarie una ventina di voti e abbiamo ministri non all’altezza della missione che il ruolo prevede.

Diciamolo chiaramente: non è quello che ci aspettava. Dare potere al popolo significa saperlo rappresentare con onestà ed impegno, senza interessi e senza mai barare. Ecco perché credo che oggi il pensiero occorra che sia libero, anche di raggiungere una certa perfettibilità.

Che società si aspetta post Covid?

Quello che saremo post Covid-19 lo scopriremo strada facendo, ma sembra evidente che ne stiamo uscendo ancora leccandoci le ferite. Siamo stati colpiti ma abbiamo tenuto duro.

Abbiamo riscoperto i valori della fratellanza e dell’unione. Abbiamo imparato a rispettare e, soprattutto, a riconoscere le professionalità di certi lavori, come i medici e gli infermieri. Io mi sono emozionato nel vedere tutta questa voglia di tendersi la mano e di tenersi sotto la stessa bandiera.

Dovremmo partire da qui, da questo senso di unione e ricostruire un’Italia migliore. Riconoscendo e analizzando gli errori finora compiuti, progettando un Paese all’altezza di ogni crisi, lavorando sodo su fattori di crescita come la tecnologia e migliorando le prestazioni del servizio sanitario. Solo così non ci troveremo impreparati di fronte ad una nuova eventuale criticità.

Professore, filosofo, giornalista e politico, chi è Sergio Tursi Prato? In quale veste si trova più a suo agio?

Vede io mi sento un libero pensatore, uno che vuole fare bene le sue cose, che vuole meritarsi il posto che occupa in questa società. Voglio aiutare le persone disagiate, chi è soggetto ad una disabilità, voglio fornire il mio contributo fino in fondo.

Amo insegnare, amo stare con i miei giovani alunni, a loro mi apro e loro si aprono a me. Li ascolto, sono il nostro futuro e a loro dobbiamo dare ancora molto. Amo la filosofia, la mia passione è il pensiero filosofico dell’antica Grecia. In loro cerco di affidare la costruzione della mia persona e della mia anima, affacciandomi sulla loro capacità di smontare luoghi comuni, assemblando un pensiero puro ma essenziale, reale ed eterno, me lo faccia dire.

Il giornalismo è il ponte verso la realtà, con l’obiettivo di inquadrare meglio quello che viviamo. Con la web TV cerchiamo di diffondere ogni giorno e in ogni ora informazioni e approfondimenti di interesse comune.

La politica poi, dopo la buona esperienza nel candidarmi a Sindaco di Rende, continuo a professarla ma più a 360°, spingendo il mio impegno oltre la burocrazia e l’idealismo. Voglio essere libero di pensare ma anche di agire sempre per il bene della società.

Parliamo della sua terra: la Calabria. Spesso oggetto di discussioni politiche, economiche e sociali molto conflittuali. Ha un futuro questa terra combattuta?

La Calabria è una terra amara. Come ha detto nella domanda è una terra combattuta, spesso vessata e denigrata. Oggetto di stereotipi e di degrado dell’impegno civile.

È una terra bellissima, intensa e assoluta, ma paga scelte sbagliate di una politica troppe volte collusa e confusionaria per libero arbitrio.

Il nostro Movimento nasce per aiutare questi territori a riscoprirsi e a valorizzarsi. Abbiamo una forte intenzione di costruire una nuova tendenza a sviluppare idee positive e coerenti alle urgenze che ci stanno investendo, ispirandoci a chi fa senza parlare troppo e a chi elabora piani di progettistica sociale seria ed efficiente.

La Calabria è la mia terra e non potrei mai tirarmi indietro nel sostenerla ed aiutarla con coscienza. Sono le mie origini e la mia vita, la mia famiglia e il mio sangue.

Cosa e quanto si attende da questa nuova sfida?

Sarei un bugiardo se non le dicessi che mi attendo molto. Soprattutto per tutto l’entusiasmo che sto vedendo e vivendo intorno al Movimento da quando l’abbiamo ideato. L’aggregazione che stiamo chiedendo non è da bar ma nemmeno da salotto.

Noi vogliamo fare e fare bene.
Ci troviamo di fronte a questioni significative per la collettività che vanno affrontate e risolte.

Siamo pronti ad abbracciare ogni contributo democratico che nasca e venga con spirito di coscienza civile. Possiamo diventare una palestra così come un hub che focalizza le urgenze e le affronta coordinandosi con le Istituzioni.

C’è vitalità, non vogliamo forme di ortodossia, siamo aperti a chi potrà sostenere il nostro progetto che, ripeto, nasce dalla necessità impellente di aiutare la gente comune e di creare una dorsale nel tessuto sociale che sia portatrice sana del pensiero libero. Solo così potremmo migliorare questo mondo e noi stessi.

Lo dice uno che ancora oggi si commuove quando pensa a chi ha sofferto o soffre per una disabilità o per una malattia. Sa, a pensarci bene, il mondo non è così cattivo.
È come lo costruiamo noi, con il nostro impegno quotidiano.

Prossimo appuntamento?

A settembre quando ci saranno le adesioni ufficiali che daranno il via alla nascita del Movimento. Pochi giorni mi dividono da un nuovo capitolo della mia vita, una nuova sfida da vivere con serietà e libertà. Del pensiero.

Le auguriamo buona fortuna allora, consapevoli che ogni sfida lanciata a favore della libertà del pensiero per incoraggiare l’interscambio culturale e per consentire alla società civile e a tutti i settori della nostra economia e politica di contribuire a costruire qualcosa che duri nel tempo e sia da modello esemplare per le future generazioni avrà sempre la benedizione e l’appoggio dei pensatori liberi di tutto il mondo.

Diceva il filosofo conservatore inglese Roger Scruton:

La capacità di pensare la vita alla luce di quanto la precede, nell’intuizione che soltanto così qualcosa la seguirà, e la memoria di una società umana attraverso le generazioni è la forma più laica di resurrezione che io conosca.

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Massimo Frenda

Autore Massimo Frenda

Massimo Frenda, nato a Napoli il 2 settembre 1974.